Comunicato di Sinistra Anticapitalista Aprilia

Sfatare il mito dell'”unità a sinistra” per la costruzione di un soggetto politico radicale ed antagonista!

Sono passate alcune settimane dalla tornata elettorale delle europee e un’attenta analisi dei risultati elettorali ci mostra come perseguire il mito dell’“unità a sinistra” non sia assolutamente sufficiente per ricostruire un soggetto politico credibile (agli occhi delle masse popolari, dei lavoratori e delle lavoratrici) in grado di contrastare le politiche d’austerità delle classi dominanti e delle loro rappresentanze politiche di centro-destra e di centro-sinistra.

Negli ultimi anni, infatti, c’è stata una vulgata comune che ha identificato nella frammentazione delle forze della “sinistra” la causa principale dell’indebolimento culturale, sociale e politico della sinistra d’alternativa. C’è stato detto più volte che l’“unità” (concetto metafisico e idealista se non si entra nel merito delle questioni che dovrebbero unire) avrebbe garantito di per sé una riscossa politica delle forze della sinistra. L’esito delle elezioni europee apparentemente sembrerebbe confermare tale ipotesi grazie a quel 4,03% della lista “L’altra Europa con Tsipras”. Lista che con differenziazioni non marginali è stata sostenuta da un ampio arco di forze politiche della sinistra e della sinistra di classe.

Tuttavia, quel 4,03%, con il relativo raggiungimento della soglia di sbarramento, nasconde un dato nient’affatto rassicurante: una cospicua perdita di voti, in termini assoluti, per l’area della cosiddetta “sinistra” rispetto alle precedenti tornate elettorali. Infatti, il milione e 100 mila voti circa raccolti dalla lista “L’altra Europa con Tsipras” sono decisamente inferiori ai quasi 2 milioni delle europee 2009 raggiunti dalle liste “Prc-Sinistra Europea-Pdci” e “Sinistra e Libertà”. Per non tornare troppo indietro, sono altresì decisamente inferiori al milione e 800 mila voti delle politiche 2013 raccolti dalle liste “Sinistra Ecologia e Libertà” e “Rivoluzione civile” su proposte politiche completamente differenti (i primi nel centro-sinistra, i secondi in autonomia elettorale).

Al pari, nel nostro territorio (Aprilia), il risultato elettorale evidenzia una perdita notevole di consensi per l’intera area di sinistra. I 795 voti della lista “L’altra Europa con Tsipras” (2,90%) sono decisamente inferiori ai 1.500 circa delle europee 2009 raccolti dalle liste “Prc-Sinistra Europea-Pdci” e “Sinistra e Libertà” e ai 1.900 voti delle politiche 2013 raccolti dalle liste “Sinistra Ecologia e Libertà” e “Rivoluzione civile”.

Questa tediante esposizione numerica è necessaria per sfatare definitivamente l’idea che il consenso elettorale si travasi da un contenitore all’altro a proprio piacimento (soprattutto se i contenitori di volta in volta hanno progetti politici differenti) e, soprattutto, per sfatare il mito dell’“unità” (intesa come sommatoria delle forze politiche esistenti) come pre-condizione per la ricostruzione di una sinistra all’altezza delle necessità attuali in risposta all’attacco delle classi dominanti a scapito delle fasce sociali più deboli.

La questione, come sempre, è prettamente politica e programmatica. Occorre non nascondere una differenza sostanziale che spesso viene (più o meno coscientemente) non considerata: la subalternità o l’alterità al centro-sinistra e agli interessi borghesi che esso rappresenta.

Lo scioglimento di questo nodo politico è invece presupposto essenziale per la costruzione di un progetto politico non estemporaneo, non legato alla fugacità delle tornate elettorali e che risolva la contraddizione che non vede continuità tra locale e nazionale, come se non ci fosse una incompatibilità di fondo tra un’alleanza col centro-sinistra a livello comunale, provinciale o regionale e un progetto politico alternativo al centro-sinistra a livello nazionale.

Il soggetto unitario per il quale occorre lavorare deve essere un soggetto politico capace di entrare in sintonia con i movimenti di contestazione delle politiche governative e padronali.

Per noi, questo progetto dovrebbe concretizzarsi in un soggetto politico con un approccio radicale e non emendativo alla politica di austerità a tutti i livelli, da quello comunale a quello europeo, con un comportamento antagonista nei confronti del centrosinistra senza alcuna ambiguità.

Sinistra Anticapitalista Aprilia è aperta al confronto con tutte le compagne e i compagni interessati alla costruzione di tale area politica.

Sinistra Anticapitalista Aprilia