Difendiamo la democrazia nel sindacato

democrazia sindacaleComunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista

Nelle settimane scorse (e ancora oggi) quel poco di informazione che viene dedicata alla vita sindacale si è giustamente soffermata sulla offensiva che il gruppo dirigente della Cgil ha scatenato contro il segretario generale dei metalmeccanici Maurizio Landini, il quale si è visto minacciato di provvedimento disciplinare da parte di Susanna Camusso a causa del suo dissenso attorno al Testo unico sulla rappresentanza, sottoscritto dalla Cgil assieme a Cisl, Uil e Confindustria.

Fa in qualche modo notizia il fatto che la Cgil, per dirimere una pur grave divergenza interna faccia ricorso alla minaccia di provvedimenti disciplinari.

Ma la vicenda che coinvolge Landini non rappresenta un fatto isolato. Dopo la notizia che lo riguarda, apparsa sui giornali il 5 febbraio, corredata di tanto di copia della lettera che Camusso ha inviato agli organismi incaricati di gestire le vicende disciplinari, nella giornata di ieri la stampa ha reso noto che è in corso dentro la Cgil un altro “processo politico”. Il compagno Fabrizio Burattini, membro del Direttivo nazionale della confederazione di Corso d’Italia e uno dei rappresentanti nazionali del documento “Il sindacato è un’altra cosa”, presentato dalla sinistra sindacale per il XVII congresso, è stato deferito al Comitato di garanzia (la magistratura interna alla Cgil) per un “reato” che non può che definirsi d’opinione.

Il fatto che viene contestato a questo sindacalista, peraltro militante di Sinistra Anticapitalista, verte attorno ad una proposta di ordine del giorno conclusivo da lui presentato al termine del dibattito del direttivo nazionale della Cgil il 3 giugno del 2013. Il documento proponeva di respingere l’accordo del 31 maggio (accordo in base al quale è poi stato scritto il testo unico criticato anche da Landini), definendo tale accordo in contraddizione con i principi democratici fondativi della Cgil, con la concezione della confederalità”, ma anche “con i principi democratici costituzionali e con il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di scegliersi liberamente i propri rappresentanti”.

La presidente del direttivo, Morena Piccinini, chiedeva a Burattini di modificare alcune formulazioni che lei riteneva inammissibili. Burattini insisteva con quelle formulazioni, peraltro già sviluppate in alcuni interventi durante il dibattito. E la Piccinini annunciava dunque che si sarebbe rivolta agli organi disciplinari, come poi ha fatto.

Questa vicenda dimostra ancora di più come il degrado del dibattito democratico nella Cgil (come specchio anche di ciò che sta avvenendo nel paese) giunge perfino a pensare di punire con sanzioni il pensare ed esprimere una valutazione, che poi certo è risultata minoritaria nel massimo organo di direzione della Confederazione, ma che comunque è e resta un diritto tutelato dalla Costituzione e dallo Statuto della Cgil.

Sinistra Anticapitalista, come peraltro hanno già fatto con un comunicato le compagne e i compagni sostenitori del documento “il sindacato è un’altra cosa”, esprime tutta la sua solidarietà a Fabrizio e a tutte/i le/gli altre/e militanti del secondo documento, impegnate/i in una difficilissima ma fondamentale battaglia all’interno della Confederazione per la democrazia e per un nuovo orientamento politico/sindacale capace di rispondere alle necessità del movimento die lavoratori.

Roma, 13 febbraio 2014

Esecutivo nazionale di Sinistra Acticapitalista