Torino, una prima forte risposta al licenziamento di Larobina

di Adriano Alessandria

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Martedì la Kuehne Nagel, l’azienda ex ricambi Iveco- ha proceduto al licenziamento di Pino Larobina, operaio, rappresentante sindacale, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nonché dirigente del Sindacato unitario di base (USB) . Non vi erano dubbi che questo sarebbe stato l’epilogo della sospensione cautelare scattata la settimana prima.

Ma ieri (mercoledì 3) la risposta dei lavoratori è stata immediata, con lo sciopero nell’ultima ora del primo turno e nella prima ora del secondo turno, che ha permesso ai molti lavoratori che vi hanno aderito di partecipare alla manifestazione e all’assemblea che si è svolta all’ingresso della fabbrica. Lo sciopero è stato dichiarato dalla rappresentanza interna della Fiom che così ha permesso di costruire un più ampio schieramento unitario di risposta all’aggressione padronale.

Ai cancelli della fabbrica si sono così ritrovate alla manifestazione, organizzata in forze dall’USB, alcune centinaia di lavoratori e lavoratrici; oltre ai militanti di questo sindacato di base, presenti anche quelli della CUB, del Cobas di Mirafiori e della Fiom; hanno partecipato al presidio anche i migranti e rifugiati della vicina casa occupata Coen, nonché militanti di Askatasuna e naturalmente di Sinistra Critica.

I manifestanti hanno bloccato la strada davanti alla fabbrica dove transitano moltissimi veicoli industriali tra cui quelli che alimentano il complesso industriale dell’IVECO.

Si è trattato di un primo momento importante di solidarietà a Pino, per la generosità con la quale ha difeso gli interessi dei lavoratori in tutta la sua attività in fabbrica. Un ruolo il suo reso visibile anche dal rapporto umano che sempre traspare con le sue e i suoi compagni di lavoro.

Lo sciopero e la manifestazione hanno espresso la consapevolezza che quello di Pino è solo un episodio della guerra che il padronato ha scatenato contro i lavoratori, per liberarsi di chi coerentemente sta dalla parte degli sfruttati e con loro ne difende gli interessi. La Kuehne Nagel cerca di liberarsi di un rappresentante sindacale non disposto alla complicità col padrone.

Significativa è l’accusa che l’azienda rivolge a Pino per licenziarlo: “nocumento all’immagine dell’azienda”. Una causale che ultimamente ricorre spesso, così farraginosa e indefinita da poterla estendere a molte delle attività che un rappresentante sindacale deve compiere a tutela dei lavoratori. In questo caso, interpellare un ente preposto al controllo delle condizioni di sicurezza e di lavoro in fabbrica, non è stato tollerato dall’azienda che lo ha sanzionato perché lederebbe la sua immagine… Assurdo ma drammaticamente reale!

Il prossimo appuntamento per respingere il licenziamento e chiedere che Pino torni in fabbrica coi suoi compagni di lavoro è venerdì 5 luglio alle ore 10 davanti all’Unione Industriale di Torino.

La lotta continua!

Torino, 3 luglio 2013

Adriano Alessandria