Tagli alla scuola e fondi ai privati. La manovra di Meloni

Ripubblichiamo queste prime informazioni sul progetto di legge di bilancio del Governo. Si leggano anche il comunicato della Cgil e quello della Flc Cgil

di Marina della Croce (da il manifesto)

FINANZIARIA In 157 articoli per 26 miliardi l’ultima legge di bilancio del governo della destra sposta la ricchezza verso l’alto e finanzia le spese militari. Ecco come

Come fare una manovra elettorale assicurando i fondi necessari agli armamenti e garantendo fedeltà all’austerity? La destra serve a questo, è il genere di lavori sporchi che stanno nella sua missione storica. I 157 articoli dell’ultima manovra della legislatura segnata dal governo di Giorgia Meloni risponde con una legge di bilancio che favorisce ulteriormente il privato a discapito del pubblico. Al netto di questa ideologia, e al netto dei tagli, manca una visione d’insieme.

DALLE PIEGHE della legge si erge la scure contro la scuola. In due anni il governo ha ridotto di oltre diecimila cattedre l’organico di potenziamento previsto dalla Buona scuola di dieci anni fa del governo Renzi nell’ambito dell’autonomia scolastica. In più, il personale non docente è stato ridotto di 4223 posti. Si tratta di quasi 15 mila posti di docente e Ata. Già lo scorso anno la legge di bilancio prevedeva un taglio di 7834 posti del personale. Cui bisogna sommare i quasi settemila previsti dal ddl di bilancio. Si tratta di circa cinquemila cattedre in meno a decorrere dal 2027/2028 dell’organico di potenziamento e di 2049 posti di personale Ata.

Scorrendo le tabelle allegate, i risparmi sarebbero quantificabili in 83,9 milioni di euro nel 2027 e in 251,7 milioni di euro dal 2028. A questo danno si aggiunge la beffa del sostegno alle scuole private: le scuole pubbliche piangono e quelle non statali vengono letteralmente salvate dalla crisi e festeggiano fondi a pioggia. La manovra assegna più di 200 milioni di euro di finanziamenti diretti agli istituti non statali. L’articolo 104 proroga per il prossimo anno il Buono scuola da 1500 euro per le iscrizioni alle scuole paritarie di primo grado e al biennio del secondo grado.

TAGLI ANCHE agli asili nido: all’articolo 121 si introduce un nuovo meccanismo di riparto dei fondi che prevede di raggiungere l’obiettivo del 33% di copertura degli asili in ciascun comune «con un ammontare di risorse inferiore a quello stanziato». Con la motivazione, è qui siamo al cane che si morde la cosa, del calo demografico. Alla sanità arrivano 2,4 miliardi in più, cifra ampiamente al di sotto di quanto aveva chiesto il ministro Schillaci. I fondi andranno in gran parte al privato accreditato e alle case farmaceutiche. Ulteriore flusso per la sanità privata saranno anche i 1,6 miliardi incanalati attraverso l’ennesimo bonus: quello agli over 75. La cifra stanziata non basta a colmare l’inflazione e non consente di pagare le assunzioni necessarie a garantire l’assistenza territoriale e a far funzionare il meccanismo degli investimenti fatti col Pnrr. La Cgil calcola che da qui ai prossimi anni il fabbisogno sanitario calerà dal 6,14% del Pil al 5,83%.

L’ADEGUAMENTO automatico delle pensioni all’inflazione opererà solo per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, con percentuali decrescenti per gli scaglioni superiori: significa che i tagli per la rivalutazione oscilleranno tra il 15% e il 70%. C’è poi la conferma dell’aumento dell’età pensionabile, che nel 2029 arriverà a 67 anni e 6 mesi di età o 43 anni e 4 mesi di contributi. E la rimodulazione dell’Irpef che avrebbe dovuto favorire i salari più bassi. Poca roba: lo scaglione al 33% si allarga da 50mila a 55mila euro per un risparmio massimo di 500 euro annui per circa 3,2 milioni di contribuenti, soltanto per un anno.

«SI INDEBITA il paese per aumentare, nel prossimo biennio, di 14,4 miliardi le spese militari – è il commento della Cgil che rinnova l’impegno per lo sciopero generale del 20 novembre prossimo – Si tratta del più rilevante incremento di investimenti in armi in tempo di pace. Eravamo stati facili profeti nel dedurre, dal Dpfp 2026 e dal Dpb 2027, quali sarebbero stati i contenuti della manovra di bilancio, decisa peraltro senza alcun confronto con le parti sociali. Ma qui siamo al di là delle peggiori aspettative: si accelerano declino del paese e impoverimento della stragrande maggioranza dei cittadini, anziché porvi rimedio».