NO RIGASSIFICATORI, A PIOMBINO COME ALTROVE

di Paolo Gianardi, Sinistra Anticapitalista Livorno

Ci ripetono ogni giorno che i rigassificatori sono indispensabili per fronteggiare le minacce russe contestuali alla vergognosa aggressione all’Ucraina. E dunque, a proposito della guerra, è bene ricordare la presa di posizione delle Rete solidale e antirazzista di Piombino1, la quale convocò una manifestazione prima ancora dell’invasione: “…Da un lato il cosiddetto Occidente vuole “mantenere la supremazia”, come hanno scritto recentemente i capi di stato dei paesi Nato. Dall’altro la Russia, recuperando la sua antica vocazione imperiale, vuole essere riconosciuta come superpotenza… Condividiamo quindi l’appello del Movimento Pacifista Ucraino: ‘…Chiediamo la riduzione e il disarmo globali, lo scioglimento delle alleanze militari… di sancire la neutralità del nostro Paese con la Costituzione dell’Ucraina…’ … Con Cgil Cisl Uil, chiediamo a tutti gli Stati membri dell’Ue, alle istituzioni europee, ai nostri vicini in Europa e alle altre parti interessate di prendere iniziative urgenti e significative da una posizione di neutralità attiva… chiarendo la loro indisponibilità a sostenere interventi militari. A UE e Italia noi chiediamo di impegnarsi su questa via, a cominciare dallo stop al commercio delle armi e dalla riconversione al civile delle fabbriche di ordigni bellici, garantendo il diritto al lavoro degli addetti. Quindi, nessun ulteriore allargamento della NATO, come ripete l’Anpi; né invio di armi ai belligeranti, come chiede la Cgil…” Una posizione chiara, in parte contraddetta da alcuni successivi silenzi sulla doppiezza di Pd e M5S.2

Se anche solo il 50% delle rinnovabili oggi sulla carta,oggi in fase di procedura autorizzativa o bloccati da veti politici, venisse realizzato, l’Italia avrebbe già raggiunto gli obiettivi climatici europei e ridotto fortemente la dipendenza dal gas. Sappiamo bene che, invece, i rigassificatori sono anche e soprattutto funzionali al rilancio delle fonti fossili come il gas e del nucleare, sancito dalla tassonomia dell’Unione europea, la quale riapre appunto a gas e nucleare quali fonti rinnovabili! Quel che è certo è che il gas rappresenta una fonte di smisurati guadagni per i produttori, fra cui quelli statunitensi3; senza dimenticare che negli Usa lo si estrae mediante il devastante sistema del fracking (fratturazione idraulica profonda). La Snam chiede di installare un rigassificatore anche a Piombino. Sfrontatamente, preannuncia una piattaforma al largo, tipo quella già installata nel Tirreno, nonostante la motivata opposizione sviluppatasi a Livorno per lungo tempo. In realtà, chiede la concessione per 25 anni di una banchina in porto, pur assicurando che la nave-rigassificatore Golar Tundra sarà operativa già a primavera 2023 e dopo tre anni se ne andrà, sostituita dalla piattaforma costruita nel frattempo. Golar Tundra verrà collegata alle navi in arrivo dagli Usa, dalla Norvegia o dalla Cina, cariche di gas liquefatto. Grazie agli impianti di Golar Tundra, questo verrà riportato allo stato gassoso e immesso nella rete nazionale del metano, in un punto distante 8 km dal porto di Piombino, collegato alla nave da una tubazione.

Appare inaccettabile, in un’Area di Crisi Complessa, quale è Piombino, ormeggiare una nave rigassificatrice in una banchina del porto, in contrapposizione di fatto ai nuovi settori lavorativi: costruzioni navali, confezionamento prodotti ittici, porto turistico nella Chiusa, che stanno nascendo faticosamente nelle aree adiacenti; e quelli relativi al traffico marittimo, passeggeri e merci, verso Elba , Corsica, Sardegna, navi da crociera. E’ altrettanto evidente che un rigassificatore sarebbe un disastro per gli allevamenti ittici, la pesca e la salute del mare, anche quando fosse collocato al di fuori del porto nel nostro mare, il quale è Sito di Interesse Comunitario per la protezione dei delfini del tipo tursiops truncatus; santuario dei cetacei; Parco Arcipelago Toscano. Anche in mare aperto sarebbe altrettanto impossibile rispettare la distanza di sicurezza dalla costa (come fatto a Livorno) o dalle spiagge delle varie isole (Elba, Montecristo, Pianosa, Giglio, Giannutri, Capraia…). I circuiti ad anello aperto di rigassificazione, per riportare il metano allo stato gassoso, usano un flusso continuo di acqua di mare e creano gravissimi danni in un’area molto vasta: inquinamento da residui di cloro e derivati, stress termici, i quali, danneggiando gravemente l’ecosistema marino, compromettono la pescosità del mare. Uno degli elementi che più preoccupano la popolazione è poi, ovviamente, il rischio insito in un impianto che tratta materiale esplosivo in un porto non enorme, adiacente all’abitato. La sua ingombrante presenza comporterebbe comunque difficoltà di manovra rilevanti per la movimentazione dei passeggeri e delle merci, in particolare dei semilavorati che alimentano i treni di laminazione delle acciaierie Jsw.4 Jsw per ora si limita ads “annunciare” che presenterà osservazioni formali in merito. Contro il rigassificatore – e, purtroppo, esclusivamente contro il rigassificatore – a Piombino si è sviluppato un vasto movimento che coinvolge largamente la cittadinanza locale e, significativamente, lambisce l’Elba e Follonica, guidato da alcuni comitati nati per l’occasione.5 Assai partecipate le manifestazioni di piazza e anche il convegno del 5 settembre.6 Partecipata pure l’assemblea in piazza del Prc, il quale si colloca meritoriamente su posizioni univoche a tutti i livelli, anch’esso però concentrato quasi esclusivamente sul rigassificatore. Ancora sostanzialmente defilati i sindacati confederali, pur con perplessità evidenti da parte della Cgil.7 “A titolo personale”, però, il segretario generale della Fiom provinciale sposa la sciagurata teoria delle “compensazioni”… Ugl si oppone. Usb ha preannunciato un sciopero generale locale per il 14 ottobre e sta cercando di costruirlo, non senza un po’di maldestro settarismo.8 In prima fila e politicamente di fatto alla testa del movimento, troviamo paradossalmente il Sindaco Ferrari di Fratelli d’Italia, partito filonucleare, la cui leader Giorgia Meloni, tanto felpatamente quanto inequivocabilmente, smentisce Ferrari. Peraltro, Ferrari conquistò la propria elezione cavalcando la protesta contro la discarica di Rimateria. L’avventura di Rimateria si è chiusa, pagata a caro prezzo dai dipendenti licenziati e solo in parte riassunti dalla nuova proprietà. Rimateria era nata unicamente a sanare il debito milionario di ASIU, prodotto dalle precedenti amministrazioni Pd, importando rifiuti speciali provenienti da fuori zona.  Dopo il fallimento, Rimateria è passata a Rinascenza Toscana, interamente privata. Il piano industriale è stato accolto dai creditori e dal giudice competente. Il Sindaco attuale, in contraddizione con la propria variante urbanistica, ha apprezzato le linee industriali presentate dai nuovi proprietari dell’area discarica, intenzionati a continuare l’importazione di rifiuti, aggiungendo impianti per bruciare plastiche e per altre operazioni inquinanti… Del resto, Ferrari si guarda bene dall’intervenire quale autorità sanitaria locale sulla cokeria dismessa, dalla quale vengono probabilmente rilasciate fibre di amianto, come denuncia l’Arpat.

Analogo balletto fra Letta e il segretario locale dissidente del Pd, Andrea Baldassarri. Il governo Draghi ha nominato commissario per il rigassificatore a Piombino l’ex craxiano Giani, penoso presidente Pd della Regione Toscana, il quale promette spudoratamente ai piombinesi, a titolo di “compensazioni”, quanto viene loro negato da decenni: v. bonifiche del SIN, sito di interesse nazionale. A giudizio di chi scrive, si tratta di un miserando gioco delle parti, il quale sta convincendo il Coordinamento Art.1-Camping CIG, un collettivo di cassintegrati Jsw e compagni storici9 , a prendere in considerazione la richiesta di dimissioni del Sindaco e di tutti i consiglieri comunali, finalmente in segno di coerente protesta anche nei confronti dei rispettivi gruppi dirigenti nazionali, nel caso non improbabile in cui il rigassificatore venga installato.

Si diceva che il movimento in corso a Piombino si concentra in pratica esclusivamente contro il rigassificatore: perfino temi quali la sanità territoriale pubblica (v. ospedale di Villamarina e prevenzione nei luoghi di lavoro) sono passati in cavalleria, anche se certo non è ancora così per il covid… Ciò rappresenta probabilmente, nell’immediato, il motivo stesso della sua estensione, ma non della sua forza a lungo termine, a giudizio di chi scrive e del citato Coordinamento Art.1-Camping CIG. Questa piccola formazione, da tempo fortemente solidale con il Collettivo ex-GKN che ospitò a Piombino già nel novembre 2021, insiste sulla necessità di una piattaforma e una vertenza, le quali puntino a conquistare un Piano di rinascita per la Val di Cornia: a questo scopo, ha proposto per prima da settimane un percorso di mobilitazione che culmini nello sciopero generale di zona. Il Camping CIG propone di “…costruire una vertenza unica su tutti i problemi del territorio, per ottenere un piano di rinascita dal governo …, contro il polo rifiuti e il rigassificatore per le energie rinnovabili, vento, sole, correnti marine…; per mandare via Jsw, che continua a comportarsi in modo inaccettabile persino per gli smantellamenti; acciaierie allo Stato per acciaio pulito di qualità e rilancio del territorio, centrato su bonifiche, strada 398 diretta per il porto e rilancio della ferrovia Campiglia Marittima-Porto, economia del mare, agricoltura e turismo moderni che valorizzino la natura; servizi sanitari pubblici territoriali, v. ospedale di Villamarina e servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro…” Ad oggi, questa appare la più matura e unificante proposta politica per Piombino. Alla faccia dei trucchi elettorali.

3 cfr. Il sole 24 ore, 2 settembre 2022

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