Il 5 marzo tutte e tutti in piazza a Roma contro la guerra

No ai bombardamenti! No alla guerra! Fermiamo la barbarie!

Sono ormai più di 10 giorni che l’esercito russo ha invaso l’Ucraina per imporre il ruolo imperiale della Grande Russia di Putin e della sua congrega e la guerra infuria con il suo inaccettabile carico di bombe sulle città, di distruzione e di morte; sono ormai molte migliaia le vittime civili, forse altrettante le vite dei giovani militari stroncate da entrambe le parti e si conta già oltre un milione di sfollati che cercano salvezza fuggendo negli stati confinanti verso l’Europa occidentale.

A pagare il prezzo delle guerre dei potenti e dei diversi imperialismi che si scontrano per i loro interessi economici e per il controllo del mondo sono come sempre le popolazioni coinvolte, le classi lavoratrici, le donne che devono fuggire dalle loro case nel tentativo di salvare le/i loro figlie/i e le loro famiglie, un vero e proprio calvario di dolore che precipita sulla loro testa dopo che anni di politiche di austerità liberista hanno già colpito a fondo le loro condizioni di vita su tutto il continente europeo.

E la guerra chiama altra guerra con il conflitto che rischia di allargarsi rapidamente su un territorio ancora più ampio, coinvolgendo l’Europa intera. E le recenti decisioni della UE e di tanti governi europei di inviare le armi più sofistiche e letali nel conflitto indica che l’Europa e il nostro paese sono già in guerra, anche se per il momento solo “per interposta persona”.

La Rete italiana pace e disarmo ha organizzato per sabato prossimo 5 marzo una nuova ed importantissima manifestazione nazionale a Roma contro la guerra, a cui la nostra organizzazione sarà partecipe con le proprie parole d’ordine complessive contro la guerra, contro tutti gli imperialismi, contro ogni forma di sopraffazione e di ingiustizia, per i diritti dei popoli all’autodeterminazione.

La piattaforma iniziale di convocazione degli organizzatori, chiaramente pacifista se pure un po’ generica e certo timida sul ruolo della Nato, che conteneva però alcuni punti fondamentali, è stata modificata ieri, su due punti essenziali su pressione di UIL e Cisl e quindi del PD, con l’accettazione infine anche della CGIL. Sono stati espunti il No agli aiuti militari da Italia ed Europa e il No all’allargamento della NATO, sì alla sicurezza condivisa.

E’ chiaro l’obiettivo di chi ha imposto questa nuova versione che modifica profondamente l’impianto originale: non porre la manifestazione troppo apertamente in contrapposizione con le recenti e vergognose decisioni guerresche del governo e del Parlamento.

Siamo infatti di fronte a  una campagna condotta all’unisono dai media, dal governo e dal PD di interventismo “democratico” filoatlantico, di vera e propria corsa alla guerra che si è concretizzata in primo luogo nelle recenti decisioni di governo e Parlamento di invio di armi letali sul luogo del conflitto e di forze militari italiani di sostegno in ambito Nato in luoghi che confinano con le zone della guerra. Solo una coraggiosa, ma piccola minoranza si è opposta al Senato e alla Camera a questa vergognosa “nuova unità nazionale” di interventismo militare.

Ma proprio per questo è importante e decisivo che sabato a Roma si svolga una manifestazione grande e forte che abbia al centro il “NO alla guerra senza se e senza ma” e che ci sia una forte presenza delle componenti che, come noi, si oppongono e combattono tutti gli imperialismi, quello russo, ma anche quello USA ed europeo che si esprime nel ruolo militare della Nato.

Saremo quindi in piazza in primo luogo per opporci all’aggressione russa dell’Ucraina chiedendo l’immediato cessate il fuoco, la fine dei bombardamenti sulle popolazioni, il ritiro delle truppe di Mosca dal territorio ucraino, contro i disegni imperiali e capitalisti della grande Russia di Putin e del suo complesso militare industriale che vuole ricostruire un sistema di stati satelliti e sottomessi al suo servizio.

Saremo in piazza per denunciare il ruolo svolto dagli imperialismi occidentali, del loro strumento militare, la Nato che si è voluto allargarsi sempre più ad Est, una vera e propria bomba ad orologeria nello scontro che oppone i diversi imperialismi; non dimentichiamo le tante guerre disastrose e gli interventi militari, non dissimili da quello attuale russo, che questi hanno condotto in giro per il mondo, dall’Iraq all’Afghanistan; e non è vero che la guerra sia tornata solo oggi in Europa, non scordiamo la guerra nella ex Jugoslavia e i bombardamenti su Belgrado con gli aerei che partivano dalla base italiana di Aviano.

Saremo in piazza per opporci alle scelte guerresche del governo e del parlamento italiano, che invece di lavorare per la risoluzione della crisi, hanno attivato un percorso di guerra che straccia l’articolo 11 della Costituzione e le stesse parzialissime misure che erano state proposte per la cosiddetta “transazione energetica”, per denunciare l’isteria guerresca che viene indotta in tutto il paese attraverso tutti gli strumenti di informazione ed istituzionali introducendo fino al 31 dicembre 2022 un pericoloso stato di emergenza, definito ipocritamente umanitario, quando dietro si nascondono ben altri intenti;

saremo in piazza contro il complesso militare industriale, ben presente anche in Italia, (basta vedere come le azioni di certe industrie sia balzate in alto a seguito delle scelte del governo) chiedendo una drastica riduzione delle spese militari e la piena riconversione dell’industria militare le cui produzioni portano già tanta distruzione e morte in molti paesi del mondo.

E tutto questo avviene irresponsabilmente mentre la tragedia della pandemia in Italia e nel mondo è ancora in corso e per nulla vinta.

Ma saremo anche in piazza per esprimere la nostra forte solidarietà alla popolazione e alle classi lavoratrici ucraine martoriate dai bombardamenti e dalla guerra, la nostra solidarietà a tutti i popoli e nazionalità dell’Europa orientale, compreso quello russo che pagano sulla loro pelle le scelte di guerra dei governi.

Saremo in particolare a fianco alle forze politiche e sociali che in Russia si oppongono con estremo coraggio, affrontando una dura repressione, la politica zarista dell’autocrate Putin e del suo governo.

Per la solidarietà internazionale con il nostro campo sociale! Costruiamo legami tra i movimenti popolari e dei lavoratori che lottano per la democrazia e la giustizia sociale in Russia, Ucraina e altri paesi della regione, così come a livello internazionale.

Solo la classe operaia internazionale, lottando insieme a tutti gli oppressi e gli sfruttati, per la pace e contro gli imperialismi, contro il capitalismo e contro la guerra, può creare un mondo migliore.

Fermiamo la guerra  

No all’intervento russo in Ucraina,

Basta bombardamenti, basta vittime e distruzioni, ritiro delle truppe russe

NO all’allargamento della Nato all’est,

Via l’Italia dalla Nato, NO all’Italia in guerra

No alle scelte di guerra del governo e del parlamento italiano

Contro ogni imperialismo, Per l’autodeterminazione dei popoli

Piena solidarietà con il popolo ucraino e con tutti i popoli dell’Est Europa

Sostegno e solidarietà con tutte le forze che si oppongono alla guerra nella Russia di Putin.

Per un movimento internazionalista e solidale di lotta delle classi lavoratrici contro il capitalismo e i potenti del mondo.

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