Le/i nostre/i Presidenti

Guardiamo con molto distacco ed anche con rabbia il conclave che deve eleggere il 13° Presidente della Repubblica; mai come oggi c’è una distanza siderale tra gli intenti politici e sociali dei partiti presenti in Parlamento (essi rappresentano tutti, se pure nelle loro diversità, la classe dominante borghese) e le aspirazioni e le speranze della stragrande maggioranza della popolazione schiacciata sotto il peso drammatico di una crisi economica e pandemica senza fine. Per altro dal Parlamento, e da molti anni, sono escluse le forze politiche della sinistra alternativa di classe non solo per effetto delle sconfitte subite dal movimento dei lavoratori e dei loro errori, ma da leggi elettorali antidemocratiche, volutamente escludenti coloro che si propongono un progetto anticapitalista di società socialista.

Sappiamo che l’elezione del Presidente è un momento importante nella vita del paese e che il suo ruolo potrà ancora crescere in un periodo di grande crisi; sappiamo che le forze economiche capitaliste vogliono un assetto istituzionale sempre più verticale, dominato dal potere esecutivo e ricercano una repubblica presidenziale di diritto o di fatto e che Draghi rappresenta bene questo progetto che noi contrastiamo con forza.

La nostra attenzione è tutta rivolta alle sempre più difficili condizioni di vita e di lavoro delle classi lavoratrici, alla disoccupazione, alla precarietà e allo sfruttamento sempre più intenso dei giovani e dei meno giovani, alle lavoratrici e alle/ai migranti supersfruttate/i e prive/i di diritti, alle donne e uomini che lavorano nella sanità e nella scuola (entrambe sotto stress) a cui sono state sottratte risorse fondamentali per il loro buon funzionamento sia dai governi di centro destra che di centro sinistra.

E sappiamo che il presidente, chiunque sarà, avrà come obiettivo principale quello di garantire il buon funzionamento del capitalismo italiano, cioè gli interessi delle imprese private e i profitti della classe borghese, di cui si sta facendo interprete, con la legge di bilancio e il PNRR, l’attuale Presidente del Consiglio.

Sappiamo che gli stessi fondamentali diritti democratici della Costituzione del ‘48 rischiano di essere sempre più disattesi, che si stanno mettendo in campo una serie di misure repressive per spezzare le resistenze sociali prodotte dalla crisi.

Sappiamo che grandi le riforme sociali degli anni 60 e 70 sono state via via cancellate dalle controriforme del governo e del Parlamento e che le istituzioni della Repubblica, che negli anni delle grandi lotte avevano dovuto tenere in considerazione almeno in parte le esigenze delle classi subalterne, sono oggi completamente funzionali alle gestione degli interessi del mercato, al liberismo più sfrenato e che lo stato si fa pienamente garante dei profitti, rinunciando anche solo a una modesta redistribuzione della ricchezza tramite l’imposizione fiscale, quando la tragedia della pandemia dovrebbe spingere ad agire in direzione opposta.

Per questo voi, partiti che fate a gara per servire questo sistema economico e la classe borghese siete tutti gravemente responsabili: responsabili di aver privatizzato i beni pubblici, di aver impoverito le classi lavoratrici con le politiche dell’austerità trasferendo enormi ricchezze a chi era già ricco, di aver massacrato la previdenza pubblica, di aver creato 43 forme di lavoro precario, di aver ancora una volta scaricato sulle donne il peso maggiore delle crisi economica e pandemica, di aver accresciuto le spese militari e partecipato alle guerre in Iraq, nella ex Iugoslavia e in Afghanistam, violando la Costituzione, di aver lasciato morire nel Mediterraneo migliaia di persone che cercavano di fuggire le guerre e la fame.

Siete responsabili di aver diffuso all’estremo la flessibilità e la precarietà del lavoro per aumentare lo sfruttamento moltiplicando così la strage senza fine delle vittime sul lavoro.

Siete responsabili della terribile morte di Lorenzo il giovane studente, che avrebbe dovuto essere in ben altro luogo e non in quella azienda dove la trave di acciaio l’ha ucciso; siete responsabili perché se il governo Renzi ha introdotto la vergogna dell’alternanza scuola lavoro, il governo Conte 1 l’ha confermata e così anche il Conte 2 ed infine il governo delle larghe intese di Draghi.

Vi siete inventati mille modi per far lavorare i giovani senza nemmeno pagarli e spingere persone anziane a dover risalire sui ponteggi, a cadere e morire. Raccontate della difficile condizione delle giovani generazioni, che le vostre politiche hanno prodotto, solo per proporre di restringere quei pochi diritti previdenziali che ancora restano a coloro che hanno lavorato una vita.

Certo sappiamo che ci sono differenze tra di voi, che non siete tutti eguali, sappiamo distinguere, vediamo che alcuni di voi sono decisamente reazionari ed anche un po’ fascisti, solo che state governando tutti insieme e che da oltre 30 anni sia i partiti di centro sinistra che quelli della destra hanno una sola bussola, quella delle controriforme liberiste che hanno prodotto una società sempre più ingiusta e diseguale.

Sappiamo che i padroni e i governi che si sono succeduti hanno inflitto dure sconfitte alle classi lavoratrici, creando demoralizzazioni, sfiducia, divisioni profonde e favorendo in questo modo lo sviluppo di concezioni e movimenti reazionari ed anche fascisti.

Sappiamo anche che le direzioni burocratiche delle grandi organizzazioni sindacali hanno non solo subito, ma anche accettato le politiche liberiste del capitale.

Ma non ci arrendiamo, non ci arrendiamo a un mondo della barbarie dello sfruttamento, delle guerre, della distruzione dell’ambiente in cui viviamo. Non si può distruggere il desiderio risorgente di giustizia, di vera libertà, di poter vivere una vita degna e di costruire un futuro che preservi l’ambiente e quindi l’umanità stessa.

Continueremo a combattere questo sistema e la classe che voi rappresentate e quindi continueremo a combattervi, anche se oggi “il sistema” appare vittorioso e dominante.

Le resistenze e le lotte non sono spente, vivono anche in questi momenti difficili. E’ in queste lotte, nel loro sviluppo e nel loro ritrovarsi e convergere su lavoro, salute, ambiente, diritti, che vediamo il nostro futuro individuale e collettivo.

E anche noi abbiamo ed “eleggiamo” le/i nostre/i Presidenti; sono le donne e gli uomini che da due anni combattono la pandemia negli ospedali, le lavoratrici e i lavoratori dell’Alitalia licenziate/i, gli operai della GKN e delle altre fabbriche che difendono il posto di lavoro, i giovani che si ribellano e che si mobilitano per la difesa del pianeta, le/i migranti senza diritti nelle campagne, nelle aziende e nelle case, le donne che si oppongono alla violenza patriarcale e padronale, tutte/i le/gli sfruttate/i e le/gli oppresse/i.

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