Noi non ci stiamo. Elezioni a Roma, un’occasione persa

di Sinistra Anticapitalista Roma

Non abbiamo mai pensato, immaginato o sperato che le elezioni fossero uno strumento rivoluzionario. E neppure che fosse il luogo “da cui ripartire”. Le abbiamo sempre pensate come una scadenza da “attraversare”.

Ma quanto accaduto nella città di Roma va oltre il peggior incubo di qualunque sognatore.

Mentre il governo a guida dell’intrepido Draghi, viene sostenuto dal PD, Cinque Stelle, Lega e Forza Italia, la sinistra alternativa è riuscita a rendersi inutile con una frammentazione di proposte elettorali e di candidati sindaci che evocano la scissione dell’atomo.

La grande coalizione del tutti dentro, oggi al governo, rendeva ancora più evidente a moltissime persone di sinistra che il richiamo al voto utile in questa circostanza sarebbe stata un’arma di ricatto completamente spuntata: che credito può avere se chi la invoca sta al governo proprio con quella stessa destra? Tuttavia, la frammentazione che si è prodotta a sinistra del centrosinistra è stata tale da rendere questo strumento ancora una volta più attraente ed efficace.

Di momenti elettorali ne abbiamo affrontati molti, convinti che possono essere uno strumento utile di incontro, di costruzione di una idea alternativa di società non fondata sul profitto, sulla concorrenza, sulla competizione umana e sullo sfruttamento.

Il passaggio elettorale può e deve essere l’occasione dove le forze politiche radicali provano a costruire un conflitto comune, rilanciare e sostenere vertenze, guardando al dopo elezioni, senza bramare quello scranno inutile senza il conflitto reale.

Dall’inizio abbiamo scelto di partecipare alle elezioni solo se ci fosse stato un percorso comune per la costruzione di una coalizione elettorale con un unico candidato a sindaco, ed è stata una scelta che abbiamo perseguito, nella costruzione dei rapporti con Potere al Popolo, con Rifondazione Comunista e con il PCI (vedi qui: https://anticapitalista.org/2021/05/12/roma-comunali-facciamolo-alla-rovescia/ )

Lo abbiamo fatto facendoci co-promotori convinti dell’assemblea di Piazza Vittorio del 28 maggio scorso (https://anticapitalista.org/2021/05/20/roma-la-sinistra-alternativa-verso-le-amministrative-roma-in-comune/ ), un luogo simbolico della città, dove confrontarci sui contenuti, tra noi e con realtà sociali della città. Un momento che mettesse da parte il nome del candidato o della candidata a Sindaco, immaginando la città che vogliamo. Una città dove il diritto all’abitare è reale, dove il trasporto pubblico è gratuito, dove i servizi sono garantiti, dove le discriminazioni sono bandite. E proprio in quell’assemblea avevamo verificato l’esistenza di una ampia convergenza programmatica sulla città da parte di tutta quella che si candidava a presentarsi come “sinistra alternativa”.

Ma la cura del proprio orticello ha prevalso, trascorsi pochi giorni ed ognuno è andato per la sua strada, con Rifondazione, Potere al Popolo, PCI e Partico comunista dei Lavoratori, pronti a sfilare con lo stendardo tra le braccia del proprio candidato di bandiera.

Scelta miope, capace solo di precludere a tutti la possibilità di eleggere un candidato all’assemblea capitolina, dettata solo dall’ambizione di costruire la propria forza politica in modo autoreferenziale, lontana dai veri bisogni di chi si vorrebbe rappresentare.

Abbiamo tentato di fermare questa scelta scellerata; tempo ce n’era, e abbiamo chiesto a tutti di trovare il coraggio per farlo (leggi qui: https://anticapitalista.org/2021/07/21/ce-ancora-tempo-e-il-coraggio-che-manca/ ). Un coraggio che, però, purtroppo non ha trovato riscontro in nessuna delle altre forze politiche.

Tra questa lista, non per amnesia, non mettiamo il PC di Rizzo che con il suo settarismo endemico e le sue posizioni improponibili sull’immigrazione, le donne e le comunità lgbtq, si è posto oggettivamente fuori dall’ambito di una sinistra che si vuole alternativa.

Quella della frammentazione è una scelta che colpisce tutti e tutte, a partire da quei soggetti sociali che si dichiara di voler rappresentare e sostenere.

La dinamica della frammentazione apre inoltre il campo a tutte quelle posizioni opportunistiche espresse dalle liste in coalizione con il PD di Gualteri che, professando la tutela del pianeta, la difesa dei migranti, dei lavoratori e degli sfruttati, si alleano e sostengono il carnefice. E’ fuori di dubbio che le elezioni di Roma Capitale abbiano una valenza politica generale e sostenere il PD come sta facendo la lista di Sinistra Civica Ecologista e tutti i soggetti sociali che hanno proposto candidati in quell’ambito è una chiara indicazione governista (come se non fosse bastata l’incoerenza parlamentare di Sinistra Italiana, con due Parlamentari su tre che hanno votato la fiducia al governo Draghi), legittimando la grande coalizione con Salvini, gli attacchi alla classe lavoratrice, ai migranti, alle donne e in generale a tutte le/gli sfruttate/i e le/gli oppressi che questo governo sta portando. Per noi questi soggetti hanno fatto una scelta di campo opposta alla nostra e non possono in alcun modo essere sostenuti.

Tutto questo ha reso questo primo turno elettorale inutile, o utile a far perdere, se ce ne fosse ancora bisogno, credibilità come soggetti politici in grado di costruire conflitto, egemonia e lotta.

Noi, come Sinistra Anticapitalista di Roma, abbiamo scelto in questa fase elettorale di fare altro, altro di più utile: abbiamo scelto di sostenere la battaglia della GKN, di sostenere lo sciopero del sindacalismo di base, di costruire il movimento contro i cambiamenti climatici, abbiamo scelto di sostenere la campagna per il referendum sulla cannabis, di costruire la mobilitazione per il 30 ottobre a 20 anni da Genova, ma abbiamo anche scelto di non arrenderci allo stato di cose esistenti ed alla logica della frammentazione.

Continuiamo a credere che la costruzione di un fronte comune autorganizzato, politico e sociale, sia l’unico strumento reale per dare voce, spazio credibilità contro una società opprimente ed oppressiva centrata sullo sfruttamento. E sappiamo che molti/e altri/e attivisti/e politici e sociali, molte soggettività di sinistra alternativa e antiliberista, molti compagni/e impegnati nella costruzione di movimenti ed iniziative dal basso nei più diversi settori, condividono la nostra critica e le nostre stesse preoccupazioni sui nefasti effetti della frammentazione sia nelle scadenze elettorali, sia come impedimento alla costruzione di fronti unici di lotta. Per questo da subito rilanciamo questa necessità nella ricerca di compagni di strada, convinti che sia necessario mettere da parte la propria autoreferenzialità, certi che sia l’unica soluzione, trovando modi e percorsi per incontrarci. Uno di questi momenti, ad esempio, è l’iniziativa di dibattito che stiamo costruendo per venerdì 8 ottobre a San Lorenzo (ore 19:00 in Via dei Latini in strada di fronte al Circolo del civico 75) che dialogherà su come costruire un percorso unificante fra la battaglia contro i cambiamenti climatici nella scadenza della COP 26 e il percorso scaturito dalle assemblee di Genova 2021 con la manifestazione nazionale del 30 ottobre contro le politiche del governo Draghi. A questa iniziativa vi invitiamo tutti/e a partecipare.

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