Pubblico impiego: lavorare per tutti, scioperare per tutti

Sinistra Anticapitalista sostiene le ragioni dello sciopero del 9 dicembre delle/dei dipendenti pubblic* e parteciperà con le sue militanti e con i suoi militanti a questo sciopero [Enio Minervini]

Sostiene uno sciopero che è in primo luogo in difesa dei servizi pubblici, dalla sanità alla tutela del territorio, dai servizi dei Comuni e dagli enti locali alle scuole dell’infanzia, dai beni comuni all’erogazione di diritti sociali.

Sono attività che da anni subiscono tagli e chiusure e proprio per questo lo sciopero di chi vi lavora è un atto prezioso per tutto il Paese.

Dopo mesi di emergenza pandemica nel nostro Paese possiamo dire che non è andato tutto bene, al contrario una vera tragedia con oltre 60 mila vittime ad oggi.

Sono morti centinaia di operatori, nella sanità e nei servizi socio-sanitari, decine di migliaia tra loro si sono contagiati portando la malattia ai loro cari, tuttora il lavoro si svolge spesso senza adeguati dispositivi di emergenza.

E ancora oggi, a distanza di mesi, il governo si rifiuta, per fare solo un esempio tra i mille possibili, di fornire agli insegnanti della scuola dell’infanzia le protezioni adeguate a tutela della salute, le mascherine ffp2, indispensabili per chi lavora con bambine sotto i 6 anni di età.

In tutti i settori del pubblico impiego, nella sanità ma non solo in essa, la precarietà del lavoro è come sempre, peggio che mai.

Non c’è nessuna garanzia per la stabilizzazione nemmeno dei precari covid che hanno consentito di fronteggiare al meglio che fosse possibile, in un sistema smembrato da anni di colpevoli tagli, l’emergenza sociale e sanitaria di questi terribili mesi.

I lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego sono stati tartassati da un decennio di blocco contrattuale che ha alleggerito le buste paghe di centinaia di euro a mesi. Sono dati ufficiali.

Il rinnovo del 2018, per il triennio 2016-18 ha consentito un recupero molto parziale. Quel contratto è comunque già scaduto da quasi due anni.

Il Governo che elargisce danari a chi in piena pandemia ha esteso i  propri profitti, ad iniziare dalle grandi società che pagano (pochissime) tasse nei paradisi fiscali ma prendono ogni forma di sussidio in Italia, sottostima gli impieghi economici per il rinnovo contrattuale, nega dispositivi di protezione ai lavoratori e alle lavoratrici, ritarda ogni forma di stabilizzazione del lavoro e di potenziamento dei servizi indispensabili al Paese, quando invece è necessario un massiccio piano di assunzioni (centinaia di migliaia) in tutti i settori pubblici per garantire la loro estensione e qualità.

Scioperare per i servizi pubblici, per i beni comuni, per i diritti sociali, per la sicurezza sui luoghi di lavoro e per un lavoro stabile e di qualità è una lotta di tutte e tutti.

TUTTE E TUTTI INSIEME SOSTENIAMO QUESTA LOTTA

nella foto di copertina, un momento della “marea blanca”, la manifestazione, lo scorso 29 novembre a Madrid, di lavoratori e utenti della sanità pubblica