Per la memoria del 1974 antifascista

di Fabrizio Burattini

Oggi, per dare anche un nostro contributo alla verità sulle stragi fasciste e in particolare su quella di Brescia di cui ricorre questo 28 maggio il 46° anniversario, vogliamo riportare ampi stralci della spaventosa rassegna che, proprio per indicare da dove veniva la linea di comando che aveva armato i terroristi assassini, quali fossero le connivenze e le coperture, pubblicò all’indomani della bomba il quotidiano Lotta Continua. Si tratta di una cronaca che fornisce bene un’idea del clima nel quale si svolgeva lo scontro di classe in Italia (la cronaca di maggio è più dettagliata). In quei mesi, in particolare attorno alla campagna per l’imminente referendum volto all’abrogazione del divorzio, si era rinsaldata l’alleanza tra i vari gruppi neofascisti (tutti collegati al Movimento sociale di Almirante) e la destra democristiana. La tensione sociale del 1968-69 si saldava con una polarizzazione civile e democratica tra quella che si autodefiniva “maggioranza silenziosa” e quella vera maggioranza del popolo italiano che lottava per una trasformazione sociale profonda.

1974

Marzo

Milano: un partigiano viene ferito alla testa da un colpo di pistola; i 4 squadristi riescono a fuggire. Roma: aggressione fascista al Prenestino. Gli squadristi usciti dalla sede del MSI tentano di ferire dei compagni. Genova: depositata la sentenza istruttoria sulla tentata strage del 7 aprile 1973, con il proscioglimento dei fascisti della “Fenice” Azzi, Marzorati, Rognoni e De Min e dei mandanti Servello e Petronio del MSI. Firenze: attentato di marca fascista a due cabine elettriche dell’ENEL. Brescia (val Camonica): un posto di blocco intercetta due noti squadristi Kim Borromeo e Giorgio Spedini che trasportavano in un’auto un’ingente quantità ‘di esplosivo e 5 milioni in contanti. Milano: sparatoria fascista a Città studi contro tre operai (uno resta ferito). Poco dopo alla Bovisa, un altro compagno viene aggredito, accoltellato e ferito con due colpi di pistola. Nella notte due bombe ad alto potenziale distruggono la sede del “Gruppo Gramsci” e l’ufficio pubblicità del Corriere della Sera. Un commando fascista ferisce a colpi di pistola 4 compagni. Salerno: bande di criminali tentano di assalire l’università e si scatenano in violenze nel centro della città. Dieci fascisti vengono arrestati nella sede del Fronte della Gioventù. Milano: depositata la sentenza istruttoria sulla strage del 12 dicembre 1969 con l’incriminazione per strage dei fascisti Freda, Ventura e Pozzan. Roma: 30 fascisti, appoggiati dalla polizia, tentano un assalto alla facoltà di Fisica. Padova: scoperto un campo di addestramento paramilitare fascista a Valpantena. Padova: l’industriale della Mira Lanza, Edgardo Mazza, noto finanziatore dei fascisti, si dà latitante. Brescia: condannato a 6 anni il fascista che nel 1972 aveva tentato di uccidere a colpi di pistola un compagno di Lotta Continua. Padova: latitanti anche Graziani e Massagrande, ex caporioni di Ordine Nuovo. Roma: i fascisti sparano davanti al Liceo Croce. Milano: due fascisti sparano da un’auto, ad architettura e alla casa dello studente: una bambina è colpita al bacino. Monza: fascisti e polizia sparano sui compagni. Roma: aggressione al Liceo Plinio. Catania: una banda di teppisti neri assalta la facoltà di scienze politiche. Roma: aggressione al Liceo Virgilio. Varese: una bomba al mercato, 1 morto e un ferito grave. Monza: arrestati due squadristi mentre stavano per mettere una bomba. Nelle loro case vengono trovati arsenali di armi.

Aprile

Trieste: inizia il processo per la strage fascista di Peteano. Imputati sei individui della malavita locale; in libertà i fascisti assassini, che carabinieri e magistratura non hanno voluto incriminare. Lucca: rinvenuto nella casa di un fascista un arsenale di armi. Napoli: spiccati 15 mandati di cattura contro altrettanti noti squadristi per ricostituzione del partito fascista. Roma: sulla via Tiburtina quattro fascisti escono dalla sede del MSI e sparano numerosi colpi ad altezza d’uomo contro dei compagni che stavano distribuendo volantini. Bergamo: cinque fascisti feriscono a colpi di spranga un compagno. Catanzaro: il giudice istruttore archivia l’indagine sull’attentato fascista del 4 febbraio 1971 che costò la vita all’operaio Malacaria. Milano: accoltellato uno studente di 17 anni in piazza Maciacchini da una banda di otto squadristi. Il comitato permanente per la difesa antifascista dell’ordine repubblicano presenta al governo un dossier sulle. “Violenze squadriste” a Milano: oltre 120 aggressioni nei primi 3 mesi del 1974. Napoli: scarcerati 11 dei 14 fascisti arrestati una settimana prima. Rimini: i fascisti danno fuoco alla sede di Lotta Continua. Roma: un compagno che stava affiggendo manifesti per il No per il referendum sul divorzio viene aggredito e ferito a colpi di catena. Milano: i fascisti mandano in frantumi la lapide in memoria dell’agente Marino, ucciso un anno prima in un’azione squadristica a colpi di bombe a mano. Milano: due squadristi, Pastori e Cattaneo, evadono dal carcere minorile Beccaria, armi alla mano. Il primo aveva ferito il 25 marzo una bambina di 10 anni, l’altro era stato preso a Monza mentre stava mettendo una bomba. Firenze: provocatoria adunata degli squadristi al comizio di Almirante. La polizia spara sugli antifascisti: due giovani sono feriti dalle revolverate. Torino: un delegato della Pirelli di Settimo viene vigliaccamente aggredito dai fascisti. Catanzaro: una squadra di Avanguardia Nazionale e del Fronte della Gioventù aggredisce e accoltella un gruppo di compagni che facevano propaganda per il No.  Prato: attentato alla linea Bologna-Firenze. Solo per un caso iI direttissimo Parigi-Roma viene bloccato in tempo, scongiurando una strage. L’azione è comunque rivendicata da “Ordine Nero”. Milano: una bomba ad alto potenziale devasta l’esattoria civica. Lecco: un’altra bomba ad alto potenziale devasta la federazione del PSI e i negozi vicini. Moiano (Perugia): un ordigno esplosivo provoca gravissimi danni alla Casa del Popolo. Questi tre attentati contemporanei sono anch’essi rivendicati da “Ordine Nero”.  Napoli: Alfredo Papale, di Lotta Continua, viene ferito gravemente dai fascisti con una revolverata alla schiena; un altro gruppo compagni viene aggredito a freddo con spranghe e pistole mentre attacca manifesti per il No. Reggio Emilia: due bombe in piazza della Resistenza: immediata risposta di operai e studenti. Milano: Pietro Negris, noto attivista del “sindacato” fascista Cisnal, legato ai dinamitardi della Fenice, sorpreso mentre stava trasportando 70 candelotti di dinamite, 50 detonatori e rotoli di miccia. Treviso: Ordine Nero lancia una bottiglia incendiaria contro un magistrato, che aveva indagato su episodi squadristici. Milano: gravissima provocazione contro gli antifascisti al termine del comizio per la Liberazione. Ferruccio Parri è accostato da un fascista che tenta di colpirlo. Il teppista si rifugia in un bar mentre i carabinieri caricano gli antifascisti, sparano con i moschetti e arrestano un compagno. Catania: un ordigno inesploso viene trovato in un’aula dell’istituto Tecnico De Felice. Perugia: si scopre che la questura era stata informata da mesi della preparazione di attentati fascisti. Il ministero degli Interni era stato informato ma aveva archiviato le informazioni. Macerata: bomba dentro il comune. Roma: tre missini della sezione ostiense vengono sorpresi dalla polizia mentre stanno maneggiando armi da guerra al Portuense. Torino: bloccate le comunicazioni con la Francia per l’annuncio di una bomba nella galleria del Frejus; stato di allarme a Collegno per la minaccia di attentati. Trieste: una bomba esplode in una scuola elementare slovena; un caporione del MSI aveva inveito, poco prima in un comizio contro la minoranza slovena. Immediata e forte risposta di operai e studenti. Perugia: aggressione squadrista davanti al Liceo scientifico. Roma: i fascisti sparano in piazza Bologna. Napoli: a Ponticelli una squadraccia guidata dagli Abbatangelo tenta una aggressione, ma viene respinta dagli antifascisti. Roma: i fascisti pestano un compagno in piazza Risorgimento. Un altro compagno viene aggredito a Cinecittà. Gatteo (Forlì): teppisti neri appiccano il fuoco al portone del comune. Milano: i fascisti lanciano tre bombe, contro sedi di polizia. Reggio Calabria: una trentina di missini aggrediscono dei compagni.

Maggio

1° maggio, Gaeta: rinvenuti 52 candelotti di dinamite in uno stabile a poca distanza dalla ferrovia.

A Savona una bomba rivendicata da Ordine Nero devasta l’atrio di un palazzo.

A Padova viene Ianciata una bottiglia molotov contro  I’abitazione del procuratore capo della repubblica.

3 maggio, Verona: i fascisti sparano in faccia a uno studente, ferendolo gravemente, perché strappava manifesti di un comizio del MSI.

A Trieste Ordine Nero minaccia il sequestro di un magistrato per liberare Freda.

A Sciacca (Agrigento), in casa di un fascista, vengono rinvenuti candelotti di tritolo, detonatori e miccia. Altra dinamite, contenuta in un tascapane, viene trovata a Vicenza.

4 maggio: messaggi terroristici annunciano bombe ai treni.

A San Giovanni a Teduccio (Napoli) aggressione fascista con lancio di bottiglie incendiarie contro la sede di Lotta Continua.

5 maggio, Roma: aggressioni a Monte Mario, in piazza Tuscolo e a Prati.

A Padova una squadraccia nera aggredisce quattro compagni.

A Pomigliano d’Arco, provocazione fascista coperta dai carabinieri. 

A Nocera, una squadra di missini aggredisce con mazze e catene un gruppo di compagni di Lotta Continua che attaccavano manifesti per il NO.

A Milano, nella zona di Porta Romana, squadristi affiancati da poliziotti aggrediscono dei compagni.

7 maggio, Pescara: fascisti, con la copertura della polizia, provocano gli antifascisti e tentano aggressioni.

A Treviso, la polizia carica ed arresta un operaio antifascista.

A Roma viene assaltata la sede del PCI di Torre Spaccata, con numerosi feriti.

8 maggio, Brescia: un ordigno esplosivo viene fortunosamente disinnescato nella sede della CISL, durante una riunione con una cinquantina di operai.

A Roma, sassaiola contro i compagni che defluiscono dal comizio di Berlinguer. Altre aggressioni in altri quartieri.

A San Giorgio a Cremano (Napoli), un centinaio di fascisti assaltano la sede del PCI dopo un comizio del MSI. La polizia li protegge dalla reazione popolare.

9 maggio, Napoli: i fascisti preparano il prossimo comizio di Almirante assalendo gli operai con spranghe e catene. Un militante del PCI viene ricoverato con commozione cerebrale.

A Torino, venti squadristi aggrediscono uno studente all’uscita del Liceo Galileo Ferraris.

A Roma, i fascisti aggrediscono con le pistole gli studenti ai Licei Vivona e Cannizzaro, distruggendo il materiale di propaganda per il NO. Una squadra di fascisti, guidata dal democristiano Gabrio Lombardi aggredisce i lavoratori dell’ENI.

A Mestre, cinque fascisti aggrediscono un compagno e lo lasciano sanguinante al suolo.

10 maggio: 3 attentati dinamitardi firmati “Ordine Nero” in altrettante città: Milano (all’assessorato provinciale caccia e pesca); Bologna (2 bombe a orologeria in una casa privata); Ancona (ordigno ad altissimo potenziale contro l’ufficio delle imposte).

In Val di Susa, squadracce all’assalto contro compagni, a, Carmagnola (Torino), dopo un comizio unitario, tentativi di aggressione con armi da fuoco.

11 maggio, Napoli: provocazione e tentate aggressioni a Portici. E’ l’ultimo giorno prima del referendum sul divorzio, a Napoli i fascisti tentano le ultime, disperate provocazioni, assalendo nella notte compagni di Lotta Continua.

A Bergamo: attentato con mezzo chilo di tritolo contro la famiglia del giudice Galizzi, colpevole di essersi pronunciato per il No all’abrogazione del divorzio.

14 maggio, Perugia: di fronte al trionfo del No (60%) esplode la rabbia fascista. GIi sgherri di Almirante insultano e provocano le manifestazioni di esultanza per il risultato. La polizia carica i manifestanti antifascisti.

A Bova Marina (Reggio Calabria): i fascisti fanno saltare con il tritolo la macchina del segretario regionale del PSI.

A Roma, i fascisti aggrediscono i passanti di fronte alla loro sezione di di via Etruria, ferendone gravemente uno all’addome con un colpo di pistola.

15 maggio, Catanzaro: i fascisti aggrediscono a sprangate un gruppo di militanti della FGCI.

San Leo (Reggio Calabria): aizzati dai discorsi di Almirante i fascisti fanno saltare con il tritolo una fabbrica in costruzione.

17 maggio, Roma: viene lanciata una bomba contro la sezione socialista di Casalbertone. A Vigna Clara un compagno viene gravemente ferito in un pestaggio.

Un anno prima, alla questura di Milano, con una bomba a mano fabbricata in Israele, Gianfranco Bertoli, un agente dei servizi segreti infiltrato nel PCI, uccide 4 persone e ne ferisce 52. Si tenta di attribuire l’attentato alla sinistra, mentre Bertoli si professa “anarchico”, ma l’inchiesta smonta rapidamente la tesi. Nell’anniversario della strage i fascisti tentano un nuovo eccidio con un ordigno ad alto potenziale collocato in un palazzo del centro.

Sulla ferrovia Milano-Varese vengono rinvenuti 3 massi destinati a far deragliare il primo convoglio.

20 maggio, Brescia: il fascista Silvio Ferrari, amico di Kim Borromeo e noto terrorista, salta in aria con la propria moto carica di esplosivo mentre prepara un attentato. Mezz’ora dopo, una Giulia Alfa Romeo si schianta contro un muro con 4 fascisti a bordo. Il missino Carlo Valtorta rimane ucciso.

A Brescia, l’inchiesta sulla “cellula nera” porta all’arresto di aItri 3 fascisti: Tartaglia, D’Amato, Pedercini, uomini di Rauti, il fascista legato ad ambienti militari che ricorre in tutte le inchieste sulle stragi di stato.

A Milano, il fascista Mutti di Ordine Nero arrestato a Parma, era in contatto diretto con Freda, Ventura e Giannettini. Lo provano lettere autografe dei fascisti della strage trovategli indosso.

21 maggio, Roma: esplode una bomba fascista all’ambasciata di Albania.

22 maggio, Napoli: fascisti del Vomero aggrediscono alle spalle 2 compagni studenti e ne accoltellano uno.

25 maggio, Napoli: aggressione squadrista nella zona di piazza Gianbattista Vico. 50 teppisti con bastoni e pistole, sfasciano due negozi, un’abitazione e feriscono vari compagni.

A Milano, un attentatore fascista, Livio Giachi, evade dal carcere minorile Beccaria.

27 maggio, Roma: mentre il processo processo Molino-Lotta Continua segna il passo dopo che il giudice aveva trovato un escamotage per insabbiare la testimonianza del colonnello dei servizi Santore, che aveva rivelato ad alcuni giornalisti che la tentata strage del 1971 a Trento era stata opera della questura, i fascicoli del processo vengono trafugati dagli uffici del tribunale.

28 maggio, Brescia: il massacro più orrendo è avvenuto questa mattina nella piazza principale di Brescia nel corso di un comizio antifascista a cui erano presenti migliaia di operai, studenti, lavoratori, e antifascisti. Otto compagni sono rimasti assassinati, oltre 100 gravemente feriti. Cgil, Cisl e Uil avevano indetto uno sciopero generale provinciale in risposta al criminale susseguirsi di attentati e provocazioni fasciste che nelle ultime settimane si erano prodotti in Lombardia, ma soprattutto a Brescia, epicentro di questa ondata di violenze. Tre grossi cortei si erano mossi da Piazzale Garibaldi, da Porta Trento, e da Piazzale Repubblica per confluire nella piazza centrale della Loggia dove era previsto un comizio convocato dal comitato unitario antifascista: le parole d’ordine, i cartelli, gli slogans delle manifestazioni erano tutti incentrati sul Movimento sociale di Almirante, ritenuto universalmente responsabile, insieme ai gruppuscoli paramilitari, responsabile delle violenze. Sul palco, per il comizio conclusivo, aveva appena preso la parola il segretatario della Federazione unitaria dei metalmeccanici FLM, Castrezzati quando un enorme boato, una spaventosa deflagrazione ha mozzato le parole dell’oratore: un ordigno a orologeria è esploso presso i portici della Torre dell’orologio, dalla parte opposta del palco, dentro a un cestino dei rifiuti dove era stato collocato. Le colonne del portico hanno fatto da schermo, contribuendo a proiettare la forza dell’esplosione nella piazza gremita. E’ stata una carneficina. A terra i corpi inanimati, straziati, resi irriconoscibili dalla potenza dell’ordigno. Le vittime furono: Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante di francese. Livia Bottardi in Milani, 32 anni, insegnante di lettere alle medie. Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante di fisica. Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante. Euplo Natali, 69 anni, pensionato, ex partigiano. Luigi Pinto, 25 anni, insegnante. Bartolomeo Talenti, 56 anni, operaio. Vittorio Zambarda, 60 anni, operaio.