Comunicato di Anticapitalistas sulla sentenza del “Procés” catalano

Pubblichiamo volentieri in traduzione un comunicato di Anticapitalistas (Stato Spagnolo), pubblicato ieri sul sito https://www.anticapitalistas.org/comunicados/comunicado-de-anticapitalistas-ante-la-sentencia-del-juicio-del-proces/?fbclid=IwAR2YgR0F3w2HKHtc4x9Waykrxs_DpYycDDN79YWmEdw6w9_p4QNDMY8PV2I in solidarietà con i prigionieri politici indipendentisti catalani, per il diritto all’autodeterminazione e alla democrazia per le classi popolari


Oggi sono state rese note le condanne inflitte ai prigionieri politici catalani indipendentisti. Dopo due anni di prigionia, Jordi Cuixart, Carme Forcadell, Dolors Bassa, Oriol Junqueras, Jordi Sànchez, Joaquim Forn, Raül Romeva, Jordi Turull e Josep Rull sono stati condannati a pene che vanno dai 9 ai 13 anni per sedizione e malversazione.

In primo luogo, vogliamo mandare un forte abbraccio ai prigionieri e alle loro famiglie. Una condanna così chiaramente ingiusta ha l’obiettivo di distruggere il morale di chi ha esercitato le sue convinzioni. Siamo sicure e sicuri che non sentiranno il peso della solitudine: faremo in modo che la nostra soldiarietà sia visibile e serva per contrastare la durezza di questa situazione.

In secondo luogo, pur consci che è in corso un dibattito giuridico riguardo alla natura delle condanne, importante sul terreno delle strategie di difesa, questo non deve coprire il punto politico della questione. L’autodeterminazione di un popolo è un diritto. La disobbedienza civile pacifica è l’arma di lotta delle classi popolari di fronte a situazioni ingiuste. Di fronte a un sistema politico erede del franchismo, concepito per restringere invece di ampliare i diritti collettivi, come Anticapitalistas rivendichiamo il legittimo diritto a esercitare i diritti civili ben oltre i limiti imposti dallo Stato.

In terzo luogo, siamo coscienti che il tentativo di schiacciare il movimento indipendetista catalano è un avviso ai naviganti. Chiunque disobbedisca per esercitare un diritto sarà perseguito, che sia uno sciopero, il blocco di uno sfratto o qualsiasi altra azione di protesta sociale.

In quarto luogo, chiamiamo alla mobilitazione e rivendichiamo amnistia, libertà e autodeterminazione. La una soluzione possibile è che il popolo catalano eserciti il diritto a decidere in pace e libertà.