La crisi politica, la nascita del Conte 2 e le nostre scelte

Nei giorni scorsi la Direzione Nazionale di Sinistra Anticapitalista ha discusso ed approvato una risoluzione sulla crisi politica e sulla formazione del nuovo governo che è stata  pubblicata sul nostro sito alla pagina https://anticapitalista.org/2019/09/07/non-lasciamo-alle-destre-lopposizione-al-nuovo-governo/

La risoluzione è stata approvata a larghissima maggioranza (9 voti su 10). Il compagno Nando si è astenuto non condividendo il testo elaborato.

Di seguito potete trovare il testo politico che esprime la posizione del compagno Nando e della tendenza interna da lui promossa.


 

E’ stato evitato per ora il pericolo di elezioni anticipate che avrebbero visto l’affermazione di un Governo dell’estrema destra con forti connotati neofascisti, che avrebbe goduto di un ampio consenso elettorale e che sarebbe stato utilizzato in chiave plebiscitaria per rilanciare le politiche xenofobe, liberticide e antidemocratiche già sperimentate da Salvini con il governo giallo verde. Si sarebbe inoltre aperta la strada a misure come il regionalismo differenziato e la flat tax, vere e proprie operazioni di travaso di risorse dagli strati più poveri a quelli più ricchi della società, con la conseguenza di una ulteriore frantumazione della solidarietà tra i lavoratori e di una aumentata difficoltà a costruire una adeguata risposta sociale. Le destre riunite avrebbero inoltre messo un’ipoteca sulla modifica in senso autoritario della Costituzione e sull’elezione del prossimo presidente della Repubblica, nella prospettiva dell’instaurazione di un regime reazionario di massa e dell’ampliamento delle politiche repressive, non solo contro gli immigrati ma anche contro gli attivisti che si mobilitano nelle piazze e nei posti di lavoro.

Il governo giallo verde è caduto principalmente a causa della conflittualità tra il nazionalismo populista fortemente marcato a destra della lega e il populismo nazionalista, maggiormente collocato al centro, dei Cinque stelle, conflittualità che riflette anche i diversi settori sociali di riferimento di questi due soggetti politici. Il tentativo di Salvini di capitalizzare il successo alle europee rompendo con i  5 stelle e andando ad elezioni anticipate ha costretto i Cinque stelle in un angolo, forzandoli a cercare un accordo con l’unico partito capace di garantire la formazione di un nuovo governo e con esso di evitare elezioni anticipate disastrose per il movimento e il suo capo politico. Il PD, il cui gruppo dirigente è in gran parte cosciente dei rischi di un’affermazione dell’estrema destra e della probabile sconfitta in caso di elezioni, dopo una serie di oscillazioni ha aperto la strada ad un accordo con i cinque stelle che ha di fatto sconfitto, per ora, il progetto di Salvini.

Questo governo tuttavia nasce all’ombra del rispetto delle compatibilità neo liberiste fissate dagli accordi di Maastricht e di quelli successivi e non mostra alcun segno di radicale inversione di tendenza rispetto un approccio che ha penalizzato – attraverso lo smantellamento dello stato sociale, le misure di precarizzazione del lavoro e di contenimento dei salari e una politica fiscale volta a favorire profitti e rendite finanziarie – i lavoratori/lavoratrici dipendenti e le fasce più deboli della società. Senza una svolta profonda, che rimetta al centro gli interessi immediati di questi settori sociali, l’estrema destra non potrà essere sconfitta e il rischio di una sua affermazione è solo rimandato.

Al  di la dei contenuti e della composizione di questo governo, va comunque respinta l’offensiva della destra volta a delegittimare la scelta di formarlo, che è legittima alla luce delle procedure democratiche previste dalla Costituzione.

In questo difficile contesto riteniamo che ci si debba impegnare prioritariamente per una ricomposizione di una sinistra politica e sociale di alternativa che sia capace di avanzare un programma di misure finalizzate ad ottenere miglioramenti immediati per le lavoratrici e i lavoratori e i settori popolari, all’interno di una prospettiva ecosocialista e femminista che delinei un progetto di società giusta, democratica, ugualitaria e sostenibile, con due grandi obiettivi: costruire un’opposizione alle politiche del nuovo governo di Maastricht e contrastare il consenso che le forze della destra reazionaria e fasciste hanno purtroppo ottenuto e impedire il loro ritorno al Governo.

Il nuovo scenario politico ha avuto come effetto quello di dividere lo schieramento che si era presentato alle scorse elezioni europee con la lista La sinistra, con la scelta di alcune sue componenti di appoggiare il nuovo governo. Si tratta di una scelta sbagliata, basata sull’illusione di poterne condizionare dall’interno le politiche e sul calcolo di potere capitalizzare sulla diffusa volontà presente nell’elettorato di sinistra di impedire un governo Salvini. Questa scelta indebolisce la possibilità di costruire un forte polo antiliberista e si rivela quindi nefasta a più lungo termine per sconfiggere realmente la destra.

Ci sembra invece positiva e condivisibile nel suo complesso la collocazione assunta da Rifondazione comunista nei confronti del nuovo governo che vede questa forza politica collocata all’opposizione politica e sociale e impegnata per il rilancio della mobilitazione sociale contro le politiche neoliberiste, di devastazione ambientale e di devastazione dei diritti umani.

Dovremmo quindi avanzare a Rifondazione e alle altre forze politiche e sociali disponibili la proposta di aprire in tempi brevi una fase di confronto finalizzata alla costruzione di un soggetto unitario della SINISTRA ALTERNATIVA  antiliberista e anticapitalista, capace di essere stimolo e punto di riferimento per la ripresa della conflittualità sociale e di una proposta alternativa di modello politico e sociale. Questa proposta vuole dare un forte segnale per coinvolgere i tanti/e attivisti/e collocati alla sinistra del PD e non iscritti a nessuna delle organizzazioni esistenti. La costruzione di questo percorso, democratico e partecipato, può rappresentare lo strumento giusto per rimotivare e coinvolgere ampi settori di compagni/e, contro il pericolo rappresentato da una destra reazionaria e neofascista.

ALTERNATIVA ECOSOCIALISTA