Discariche e “bio”raffinerie: pecunia non olet

di Sinistra Anticapitalista Livorno

E’ il 12 Giugno 2019 quando la mozione di Si-Toscana a Sinistra, presentata da Fattori-Sarti, viene approvata a grande maggioranza e la Toscana diventa la prima Regione italiana a dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale, quale primo passo verso il coordinamento ed  il rafforzamento di politiche, azioni, iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico, da considerare come una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire. Ma dinnanzi al dio denaro anche le migliori dichiarazioni d’intenti diventano carta straccia.

E così, la stessa Regione, che vorrebbe essere modello di virtuosità ecologica, rilascia l’autorizzazione, nonostante il parere sfavorevole del Comune di Livorno, alla discarica privata di rifiuti speciali, grande come 20 campi di calcio sita nel bel mezzo del Parco Provinciale delle Colline Livornesi in località denominata Limoncino, una delle aree di notevole valore storico e paesaggistico dell’interland livornese.

Ben 25 tipologie di rifiuti a “basso contenuto organico” , cioè terreno proveniente da siti contaminati, scarti di acciaierie, fanghi di dragaggio, scorie ecc.; in pratica un traffico di almeno 15 camion al giorno su una strada non pubblica in un’area ormai residenziale, su un territorio ad alto rischio idrogeologico, a forte rischio erosione, dove, per la realizzazione della discarica, sono stati abbattuti migliaia di alberi con grave nocumento per i versanti, già duramente provati dall’alluvione del settembre 2017, il tutto senza nessun tipo di controllo pubblico. Si teme, inoltre, data la natura molto permeabile del terreno, anche un inquinamento delle falde acquifere, che già dal 1800 alimentano gli acquedotti livornesi, in caso di eventi metereologici che hanno oggi perso il carattere dell’eccezionalità divenendo molto più frequenti che in passato a causa dei cambiamenti climatici.

Sempre a giugno di quest’anno, viene presentato in Regione il progetto della “Bio-raffineria” ENI, che, a dimostrazione che non tutto quello che è Bio fa bene, farebbe diventare la città labronica la discarica dell’intera Toscana, con l’arrivo di  tonnellate di  rifiuti da smaltire con la termo-distruzione, cioè producendo emissioni in aria, acqua e scarti liquidi e/o solidi, il tutto in cambio di una decina di posti di lavoro. Nessun segnale dell’intenzione di fare ciò che invece servirebbe; una filiera pubblica regionale del riciclo e del riuso totalmente sottratta alla logica del profitto che, come avviene oggi con le poche aziende private che operano nel settore,oltre a prendersi i 3/4 del guadagno derivante dalla vendita dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata totalmente a carico del servizio pubblico, oltre ad essersi dimostrate particolarmente infiammabili, a giudicare dal numero di impianti di trattamento che vanno periodicamente a fuoco, non eliminano completamente la necessità di ricorrere alle discariche e agli inceneritori poiché escludono fin dall’inizio del processo tutto ciò che incide sui costi di trattamento e ne riduce i ricavi. Nessun segnale, inoltre, dell’intenzione dell’ENI di muoversi nella direzione di una vera riconversione degli impianti per la produzione di carburanti veramente ecocompatibili (idrogeno) con l’abbandono delle fonti fossili(petrolio).

Sono nati così dei comitati spontanei di cittadini che hanno dato vita ad un presidio permanente, che blocca l’ingresso dei camion alla discarica di Limoncino ed a una manifestazione di “magliette bianche” che ha come obiettivo la tutela della salute pubblica dell’area nord della città, già gravemente compromessa dalla presenza della raffineria ENI, petrolchimico vecchio ed obsoleto altamente inquinante.

Sinistra Anticapitalista sostiene i cittadini in queste battaglie per la salute,  la vita umana e la difesa dell ecosistema e delle biodiversità, condanna con forza la devastazione planetaria del capitalismo e sarà presente in ogni momento di discussione e mobilitazione volta a costruire un’alternativa radicale di società ecosocialista.

La nostra salute, la nostra vita, il nostro futuro valgono più di tutti i loro profitti!