Sea Watch – La Capitana e il generalino

di Antonello Zecca

“Maya è un demone della tradizione indiana il cui compito sta nell’impedire che gli esseri umani guardino la realtà per ciò che essa è, stendendo un velo sui loro occhi e circondandoli di parole ingannatrici e di ogni sorta di lusinga.

Nella tradizione buddhista si dice che l’illuminazione produca la lacerazione del velo di Maya, liberando la vista e lo sguardo su ciò che è per come è.

Carola, con il suo gesto e le sue parole, ha frantumato in un istante l’incantesimo con cui Salvini-Maya ha compiuto la sua opera di seduzione.

La Capitana della Sea Watch ha dimostrato che le arti seduttive del demone del Viminale non sono altro che trucchi, potenti solo finché non arrivi qualcuno a gridare che il re è nudo; che la protervia, l’arroganza, la ferocia sono solo la maschera di chi fa la faccia dura per fare più paura; che in fondo chi ha davvero paura è chi fa la faccia dura.

La Capitana è Davide che uccide Golia, mostrando al mondo che grandezza e piccolezza non sono attributi fisici, ma tempra etica e morale

Quando, un giorno, Salvini e i suoi sodali (Di Maio, Meloni, Minniti…) saranno ricordati con ignominia nei libri di storia, Carola, i suoi compagni e le sue compagne, saranno onorati come coloro che, con un gesto che ha tutta l’immensa forza della semplicità, diedero il via alla caduta del castello di carte su cui si reggeva l’impero di paglia del generalino del Viminale.

È proprio vero che “gli eroi son tutti giovani e belli” “