Livorno, la sinistra di classe e il ballottaggio

di Sinistra Anticapitalista Livorno

Non far vincere i razzisti e i fascisti di Salvini. Costruiamo l’unità della sinistra di classe

I dati che emergono dai risultati delle elezioni amministrative nella nostra città sono molto chiari. ll partito dell’astensione resta ii primo partito e cresce ancora anche se di poco. ll M55, a seguito della delusione e della demoralizzazione del suo elettorato per la sua partecipazione al governo nazionale insieme alla Lega che lo ha costretto ad accettare molte delle misure volute proprio da questo partito, ma anche in conseguenza della reazione negativa che tra i cittadini livornesi hanno avuto le sue politiche sulla sosta (stalli blu) e Ia gestione della raccolta differenziata, hanno subito un tracollo rispetto alle Politiche del 2018, collocandosi ai terzo posto e perdendo, di conseguenza, il governo della città.

II PD, nonostante il suo nascondimento dietro alla candidatura indipendente di Salvetti e il sostegno di una coalizione composta da ben quattro liste, non è riuscito a recuperare i voti persi alle amministrative del 2014 e alle politiche del 2018. Ciò nonostante è risultato come primo partito in città, non tanto per effetto della sua crescita, ma soprattutto in conseguenza del tracollo del M55.

Grande affermazione, invece, del centro-destra a trazione leghista che con il suo candidato Sindaco Romiti di Fdl diventa ii secondo partito in città. Espressione della disgregazione e della demoralizzazione sociale presente in larghi settori popolari, potrà contendere al ballottaggio la poltrona di Sindaco al candidato del centro-sinistra Salvetti.

Con luci ed ombre, invece, il giudizio per le formazioni e ie coalizioni civiche e poiitiche che hanno inteso collocarsi alla “sinistra” del PD. Positivo ii risultato della coalizione formata da BL e PaP con Bruciati candidato sindaco che si colloca al quarto posto, ma al di sotto delle aspettative e dei risultati ottenuti nel 2014, quando BL con ii candidato Raspanti, sostenuto da tutta la sinistra, ad esclusione di noi, ottenne più del 16%.

Negativo, invece, ii risultato delle cosiddette liste civiche, sia quella di “Per Livorno insieme” con Barbara La Comba, che quella di “Città Diversa” con Marco Cannito sostenuta da “La Sinistra” del PRC e Si. Entrambe, infatti, non riescono ad eleggere nessun consigliere.

Ma se prendiamo in considerazione anche il risultato ottenuto dal PCI con la sua lista dichiaratamente identitaria e si mettono insieme i risultati ottenuti da tutte e quattro le liste, Ia somma supera ii 20%. Da questo dato ci si può rendere conto quanto sia stato sbagliato far prevalere i personalismi e gli identitarismi invece di puntare fin dall’inizio a costruire una sola grande coalizione attorno a pochi e socialmente rilevanti punti di programma a sostegno di un unico candidato. Forse, solo in questo modo, avremmo potuto aspirare ad andare al ballottaggio.

Invece il ballottaggio sarà tra ii centro-sinistra di Salvetti e il centro-destra fascista e razzista di Romiti.

II rischio che possa prevalere ii secondo non e assolutamente da escludere poiché tra i due c’è una differenza di soli 6.000 voti. Con l’attuale e sciagurata legge elettorale maggioritaria c’è un solo modo per evitarlo: votare e far votare per chi al ballottaggio può batterli. Nessun dubbio che i nostri militanti e la nostra base elettorale abbiano una radicata coscienza antifascista e antirazzista, ma questa coscienza per avere un peso e produrre un effetto deve esprimersi con un voto.

La cosa non ci fa per niente piacere, ma, purtroppo questa è la situazione che ci troviamo di fronte. Oltretutto, dobbiamo sapere che, nella situazione data, questo compito spetta principalmente alla sinistra, non potendo, infatti, contare sulla scelta astensionista del M55 che non ha mai fatto alcuna distinzione tra Ia destra e la sinistra, tant’è che si ritrova a governare insieme alla destra di Saivini. Tantomeno possiamo contare sulla fantomatica sinistra del M55 che ha dato prova di se ingoiando tutte Ie peggiori nefandezze del governo gialloverde.

Detto questo non vanno assolutamente trascurate o dimenticate le responsabilita che ricadono sul PD, e prima ancora sui D5 e PDS, per lo sdoganamento dei fascisti di Salò, per le politiche securitarie contro l’accattonaggio e il vagabondaggio che hanno aperto la strada a quelle ben più rigide ed estese imposte dai governi di centro-destra, per le misure di respingimento dei migranti anticipate dai Ministro Minniti.

Ugualmente non possiamo dimenticarci che sono stati i governi a guida DS-PDS-PD e quelli da loro sostenuti e con l’avallo delle Organizzazioni Sindacali concertative a varare le regole di limitazione degli scioperi, le successive riforme delle pensioni, da quella Dini a quella Fornero, le riforme del mercato del lavoro con la diffusione dei lavoro precario, le “politiche dei redditi” che hanno colpito i lavoratori, la privatizzazione dei pubblico impiego, lo smantellamento dell’industria di Stato, fino allo snaturamento dello statuto dei diritti dei lavoratori. Ed e io stesso PD di Zingaretti, per niente “cambiato”, e del Governatore della Toscana Enrico Rossi che continua a smantellare la Sanità pubblica Toscana consegnandola pezzo a pezzo ai privati.

Questo partito è un pericolo per i lavoratori, per i giovani e le masse popolari in generale. Ma può servire come argine contro i fascisti e i razzisti di Salvini. Ciò non significa affatto che si possa condividere con esso un programma per il governo della città, ne tanto meno fare un accordo di apparentamento per andare insieme al ballottaggio ed entrare direttamente in Giunta cosi come intenderebbe fare BL.

L’apparentamento o l’accordo di programma costituirebbero un totale cambiamento di campo, un vero e proprio tradimento dell’eIettorato di sinistra che ha visto in BL e PaP una forza di opposizione. Una mossa suicida che indebolirebbe l’intero fronte della sinistra.

Contro ii PD, la destra e il M55 serve invece una forte opposizione politica e sociale.

Occorre perciò ripartire prioritariamente da|l’unita paziente e necessaria nelle mobilitazioni sociali e di classe e dal confronto strategico egualmente paziente e necessario, che si può condurre solo avendo a disposizione uno spazio politico in cui, senza schiacciare l’identità di ciascuna organizzazione, associazione, collettivo, singolo che vi partecipi, si riescano a mettere in campo pratiche comuni che favoriscano Ie condizioni della lotta di classe, invece di deprimerle, a partire dal fondamentale lavoro sindacale.

Questo è il senso della nostra proposta di Forum sociale e politico della sinistra di classe, che auspichiamo sia raccolto nel modo più ampio possibile e che crediamo fermamente corrisponda allo stato d’animo non solo della maggioranza dei militanti e delle militanti delle organizzazioni politiche della sinistra di classe e del sindacalismo conflittuale, ovunque collocato, ma anche a quelle di tante lavoratrici e tanti lavoratori, sedotti e abbandonati a più riprese dalia sinistra in questo paese. Ci pare essere l’unica strada per risalire la china ed impedire che ampi settori di classe si rifugino nell’astensione o votino addirittura a destra.