25 aprile, costruire giorno per giorno la resistenza politica e sociale

Contro i fascismi e il governo reazionario

Contro tutte le politiche padronali dell’austerità.

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Ovunque destre e fascismi stanno rialzando la testa. Non solo l’Europa è attraversata da un’ondata conservatrice e reazionaria, ma anche alcuni dei principali paesi d’oltreoceano, come il Brasile di Bolsonaro e gli Stati Uniti di Trump.

In Europa, tutto ciò sta avvenendo dopo che negli ultimi anni i diversi governi di destra che di centrosinistra, al servizio delle classi dominanti, hanno imposto politiche di austerità cancellando molti di quei diritti sociali e democratici che si erano affermati con la Liberazione dal nazifascismo e poi con le grandi lotte operaie e giovanili negli anni ’60 e ’70.

Gli effetti delle politiche dell’austerità

Le politiche di austerità hanno accresciuto miseria e disoccupazione, frammentato la classe, aumentato disuguaglianze e insicurezza sociale, diffuso autoritarismo e individualismo, determinando così la ripresa di quelle condizioni che permettono la crescita e lo sviluppo delle ideologie criminali fasciste, razziste e sessiste.

Il nemico diventa lo straniero o più generalmente il diverso, non chi sta in alto, il padrone; mentre crescono i movimenti reazionari che vorrebbero relegare la donna al più “tradizionale” ruolo di “angelo del focolare domestico”.

Lo sdoganamento dei fascisti

In Italia il processo di sdoganamento delle forze di destra e fasciste è avvenuto nel corso degli ultimi anni. Esso non è stato avviato solo dai governi di destra o da personaggi come Berlusconi. È doveroso ricordare il celebre discorso dell’allora Presidente della Camera, Violante, democratico di sinistra, che invitava a comprendere le ragioni dei “ragazzi di Salò”. Le politiche di austerità hanno poi alimentato e favorito l’emergere delle forze di estrema destra. In tempi recenti, il ministro Minniti ha svolto il ruolo di apripista all’attuale ondata autoritaria e razzista, attraverso i fogli di via, la guerra alle Ong, gli accordi con Libia, il daspo ai sindacalisti, la criminalizzazione dei poveri in nome del decoro e le limitazioni dell’agibilità democratica.

Un governo reazionario

La situazione si sta però facendo sempre più preoccupante. L’attuale governo “giallo-verde” rappresenta il punto più basso della storia repubblicana. Le sue politiche sono complessivamente reazionarie. Esse puntano, non solo ad interpretare la xenofobia, ma ad alimentarla e ad amplificarla provocando indifferenza per le sofferenze e per i morti. Inoltre, Lega e M5s puntano a mascherare la loro natura di classe, tendenzialmente filopadronale e piccolo-borghese, concedendo qualche elemosina alle classi popolari, ma facendo forti concessioni alle classi dominanti in termini di sgravi fiscali e puntando a favorire i ceti più ricchi come dimostra la proposta di flat tax.

Chi vuole delegittimare la Resistenza

L’offensiva politica e ideologica delle forze fasciste e reazionarie è una realtà di fatto che non può essere presa sottovalutata. Salvini e la Lega mirano a discreditare la Resistenza partigiana, e delegittimare il 25 aprile stesso, mentre il Di Maio e il M5S provano a costruirsi un’aura di antifascismo per differenziarsi dall’ingombrante alleato solo per ragioni elettorali. Ed è proprio facendo leva sulle politiche di odio del governo che forze esplicitamente fasciste come Casapound e Forza Nuova stanno rialzando la testa, alimentano violente azioni squadriste in particolare contro migranti e rom e cercano di accendere la guerra tra i poveri nelle periferie.

La resistenza è in campo!

Il nostro paese non si riconosce certo tutto nelle posizioni di Lega e M5s.  Lo dimostrano le grandi manifestazioni dell’8 marzo e contro il “congresso mondiale della famiglia” a Verona,  così come le numerose manifestazioni antirazziste che hanno attraversato il paese da Milano alla Sicilia, come anche le grandi mobilitazioni giovanili a difesa contro il cambiamento climatico e le pratiche quotidiane di costruzione di solidarietà che attraversano il Nord e il Sud del paese.

Perché il 25 aprile non diventi una semplice ricorrenza, occorre sostenere e alimentare queste mobilitazioni.

L’antifascismo non può che ripartire dalla solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori, nativi e migranti insieme, contro ogni forma di razzismo, per la ricostruzione di un nuovo movimento operaio meticcio e internazionalista, per un’Europa ecosocialista, aperta e solidale.