Per un’assemblea costituente sovrana, la lotta continua !

Comunicato del Parti Socialiste des Travailleurs (Partito Socialista dei Lavoratori) – Sezione algerina della IV Internazionale

Lo scorso 2 aprile, con l’imposizione delle dimissioni di Bouteflika, incarnazione di un regime liberista oligarchico, autoritario, quasi monarchico e sottomesso agli interessi delle potenze imperialiste straniere, i lavoratori, i giovani, le donne e l’insieme delle masse popolari hanno strappato un prima e storica vittoria, dopo più di quaranta giorni di scioperi e di manifestazioni di massa senza precedenti.

In realtà, oltre alle manifestazioni gigantesche in tutte le città del paese, è stato lo sciopero generale iniziato in 10 marzo dai lavoratori di numerosi settori, come quello dei campi petroliferi e di estrazione di gas naturale del Sud, il trasporto aereo e ferroviario, le attività portuali, la scuola e la sanità, l’amministrazione pubblica, le professioni liberali e i piccoli commercianti ecc…, che ha amplificato la crisi del regime e accelerato l’apertura di una breccia nel potere. Infine, sin dall’11 marzo, Bouteflika ha dovuto rinunciare al quinto mandato, anche se avrebbe voluto prolungare il quarto.

In questo contesto di crisi, minacciosa per tutto il sistema, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Gaid Salah, incoraggiato dagli appelli dell’opposizione liberale, si è auto-investito del suo nuovo ruolo di « arbitro supremo » del sistema. Se fino a qualche giorno fa, egli si riferiva a Bouteflika con l’appellativo onorifico di fakhamatouhou (Sua Eccellenza), questi è oggi diventato un pericolo per tutto il regime. Se da un lato era necessario che Bouteflika uscisse di scena, dall’altro occorreva additare qualche oligarca della cerchia presidenziale, simboli di corruzione e predazione, allo scopo di calmare la rivolta popolare e fermare lo Hirak (il movimento). Per un altro verso, allo scopo di assicurare la continuità del sistema nel quadro di una transizione controllare, l’esercito ha imposto preventivasmente una « soluzione di legalità nel quadro della costituzione », provando così a disinnescare ogni altra alternativa politica. Inoltre, è stato esercitato un forcing « mediatico-propagandistico » al fine di prefabbricare un « sostegno popolare » all’azione del Capo di Stato Maggiore e dell’esercito che, nel suo ultimo minaccioso comunicato del 2 aprile, ha dichiarato di non riconoscere più la presidenza insinuando di fatto la possibilità di un « golpe bianco ».

Per il PST, l’irruzione dell’esercito nella crisi politica attuale, lungi dall’essere una soluzione, consacra un tornante repressivo. La repressione e l’arresto di manifestanti mercoledì 3 aprile alla Grande Poste di Algeri contraddice le « lodi sperticate del movimento popolare » che segnavano i comunicati dell’esercito.

Per il PST, la sollevazione delle masse popolari contro il regime dal 22 febbraio scorso, rimette in discussione tutto il sistema, le sue istituzioni e la sua costituzione. Nessun rimaneggiamento di facciata, nessun sotterfugio, nessun uomo della provvidenza potrà sostituire la volontà popolare, fonte di ogni legittimità democratica.

Per il PST, solo l’elezione di un’Assemblea Costituente Sovrana, rappresentativa delle aspirazioni democratiche e sociali dei lavoratori, dei giovani, delle donne e di tutti gli oppressi del nostro paese potrà costituire un’autentica soluzione democratica alla crisi attuale.

Per il PST, è il momento dell’auto-organizzazione delle masse popolari algerine, nelle fabbriche, nelle università, nei licei, nei quartieri e nei villaggi, delle donne, dei disoccupati ecc… Per tutte e tutti, la priorità è la riconquista delle nostre libertà democratiche, in particolare la libertà di espressione, di organizzazione, di manifestazione, così come le nostre libertà sindacali e il diritto di sciopero.

Per il PST, questa prima vittoria contro il regime di Bouteflika indica la via da percorrere. La nostra mobilitazione di massa, le nostre magnifiche manifestazioni, e i nostri ripetuti scioperi hanno pagato !

Algeri,  03.04.2019

Il Segretariato Nazionale del PST