Elezioni europee/ La mozione del comitato politico nazionale

La mozione approvata dal comitato politico nazionale di Sinistra Anticapitalista

Il testo congressuale approvato a Chianciano sottolinea l’importanza e la valenza politica e sociale delle prossime elezioni europee sulla base di queste considerazioni:

  • per le forti contraddizioni a cui è sottoposta l’Unione Europea capitalista in una situazione di permanenti tensioni del sistema capitalista e con la possibilità di una nuova crisi economica;
  • per il confronto e scontro tra le forze politiche del liberismo “tradizionale” e quelle in ascesa delle destre ed estreme destre nazionaliste espressione delle diverse articolazioni delle classi dominanti e dei loro specifici interessi derivanti dal loro inserimento nel mercato mondiale;
  • perché vasti settori di massa saranno spinti ad interrogarsi ed esprimersi sulle scelte di Bruxelles, consapevoli delle ricadute sociali che queste hanno sulla loro vita quotidiana;
  • perché i risultati avranno un effetto non secondario sul futuro del continente strutturando le istituzioni europee le politiche dell’austerità e le loro modalità di gestione sul piano nazionale e di controllo delle classi popolari.

Sono queste le ragioni di fondo per cui il giudizio sulla natura della UE e le scelte politiche e strategiche rispetto a questa struttura del capitalismo europeo sono diventate un nodo centrale degli orientamenti delle forze antiliberiste e anticapitaliste, un tema che configura sia le loro convergenze che le loro contrapposizioni politiche e che sta determinando la loro riorganizzazione sul piano continentale in diversi raggruppamenti politici anche se non ancora completamente definiti.

  1. Lo spettro politico di questi raggruppamenti è molto diversificato e si combina con i progetti nazionali delle loro componenti; il segno politico comune è una proposta antiliberista più o meno radicale; alcuni soggetti assumono anche coloriture nazionaliste; tutti si propongono come alternativa ai partiti del “liberismo” (centro sinistra e centro destra) e di contrasto alle forze emergenti delle destre e alle loro politiche reazionarie e razziste. La proposta politica pur avendo evidenti tratti sociali resta però fortemente centrata sulla dimensione istituzionale al fine di conseguire risultati efficaci nella composizione del prossimo Parlamento europeo. La dimensione anticapitalista è in genere debole in tutti questi schieramenti, anche se ne emerge qualche traccia.

Le leggi elettorali nazionali, che propongono sistemi di elezione dei parlamentari e soglie di sbarramento diversi da paese a paese condizionano molte delle scelte politico tattiche di questi partiti, comprese le formazioni della sinistra radicale anticapitalista tra cui le organizzazioni della Quarta Internazionale.

  1. Abbiamo sempre ritenuto che sarebbe stato utile la formazione di un ampio e plurale schieramento delle forze della sinistra di classe per comporre una lista europea capace ed efficace nel costruire una forte campagna alternativa di denuncia dell’assetto capitalista europeo e delle sue istituzioni antipopolari da un punto di vista internazionalista e finalizzata a favorire ed attivare le resistenze e le mobilitazioni sociali delle classi lavoratrici e popolari.

Abbiamo anche indicato gli orientamenti politici e di lotta che secondo noi devono essere avanzati per contrastare il proto-Stato che si chiama Unione Europea e le sue politiche di austerità.

  • l’opposizione alle forze che esprimono gli interessi della grande borghesia economica e finanziaria e la lotta alle Istituzioni dell’UE che ne rappresentano gli interessi,
  • l’opposizione alle forze reazionarie e razziste di alcuni settori delle classi domanti e alle loro politiche nazionaliste e scioviniste, nonché la denuncia del carattere reazionario delle opzioni politiche che puntano al ripiegamento sullo stato nazionale;
  • la critica alle posizioni riformiste sulla possibilità di una riforma dall’interno delle attuali strutture europee;
  • la costruzione dell’internazionalismo, cioè la ricerca della convergenza nella mobilitazione e nelle lotte al di sopra delle frontiere, nei comuni obbiettivi, delle classi lavoratrici, dell’unità tra i lavoratrici/tori autoctone/i e quelle/i migranti per costruire le condizioni di una reale alternativa all’Europa capitalista;
  • la capacità di difendere queste idee generali, nella realtà concreta delle preoccupazioni immediate delle classi lavoratrici, individuando gli obbiettivi specifici che permettono di produrre mobilitazione, cioè nel rigetto dei vari aspetti dell’austerità, del razzismo e della divisione delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dalla lotta per un salario minimo europeo, perla riduzione dell’orario di lavoro con aumenti salariali, della difesa del welfare universale.

Sinistra Anticapitalista sarà in ogni caso nelle prossime elezioni una voce anticapitalista e internazionalista.

  • Una voce che combatte la UE in quanto macchina di guerra contro i lavoratori e i governi nazionali che la compongono.
  • Una voce che difende gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori delle, dei giovani in tutti i paesi e lavora per collegare le loro lotte e che combatte ogni tentativo di contrapporli e di metterli in concorrenza.
  • Una voce solidale con i migranti contro ogni forma di razzismo e che denuncia le guerre e il saccheggio operato dalle potenze europee.
  • Una voce che propone la rottura con il capitalismo, rompendo quindi con i trattati dell’Unione Europea e che si batte per una Europa solidale e senza frontiere delle lavoratrici e lavoratori e dei popoli.
  1. Lo schieramento alternativo alle destre razziste, al PD liberista, al qualunquismo reazionario del M5S avrebbe già dovuto costruirsi da prima, non semplicemente in funzione della scadenza elettorale, ma sul terreno delle iniziative di lotta e sociali, nella riattivazione del sindacalismo di classe, nel lavoro per unire tra loro i diversi movimenti di resistenza alle politiche liberiste dei governi capitalisti e nella completa chiarezza di alternatività alle forze del vecchio/nuovo centro sinistra.

 

Tutto questo in quell’ottica unitaria che nel nostro testo congressuale, per semplificare, abbiamo chiamato un Forum della sinistra politica e sociale di classe aperto alle organizzazioni della sinistra di classe così come alle/ai singole/i lavoratrici e lavoratori, alle studentesse e agli studenti, un movimento plurale in cui si potesse avanzare insieme sui punti comuni e continuare la discussione su ciò su cui non si concorda, senza forzature ma garantendo pari dignità alle diverse opzioni politiche di cui è composto oggi il quadro frammentato della sinistra, dotandosi di strutture di coordinamento elette in assemblea sia a livello locale che nazionale e di strumenti di comunicazione propri e dando piena cittadinanza sia alle organizzazioni politiche e sociali che ai singoli che vogliono partecipare alla costruzione di un quadro comune della sinistra di classe.

  1. Siamo favorevoli alla partecipazione alle elezioni ogniqualvolta ve ne siano le concrete condizioni politiche ed organizzative, e riteniamo utile e necessario utilizzare i passaggi elettorali come strumenti di battaglia politica, come momento di orientamento alternativo di massa ed anche di costruzione delle organizzazioni. Molti esempi positivi lo confermano, ma sappiamo nello stesso tempo che questi risultati devono essere utilizzati per costruire sul terreno sociale, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, la riorganizzazioni democratica e partecipata delle classi lavoratici e popolari, superando la delega e la passività, senza le quali non è possibile modificare realmente i rapporti di forza con il padronato e senza la quale è impossibile costruire realmente le condizioni dell’alternativa cioè di un vero governo alternativo delle classi lavoratrici. Alcune vicende di altri paesi, tra cui il percorso di Podemos sia nei suoi aspetti positivi che in quelli negativi, secondo noi, confermano questo assunto.
  1. In questi ultimi due mesi ci sono state variegate movimentazioni tra le numerose forze a sinistra del PD per costruire degli schieramenti credibili sul piano politico ed elettorale con possibilità di superare lo sbarramento del 4% previsto dalla legge elettorale. Esse sono ancora in svolgimento con geometrie variabili non ancora cristallizzate. Sono determinate sia dalla norma elettorale selettiva, sia dalle posizioni politiche, sia dai riferimenti internazionali di ciascuna di esse.

 

La ricerca di una vasta aggregazione di sinistra che comprendesse un arco molto ampio di partiti, da Sinistra Italiana fino a Potere al Popolo, passando attraverso il PRC che detiene il simbolo di Sinistra Europea che permette di presentare le liste senza dover raccogliere l’enorme numero di firme necessarie previste dalla legge, sotto l’egida e il ruolo dominante e carismatico del Sindaco di Napoli, sembrava nelle scorse settimane avere avuto successo.

I punti di forza sembravano essere abbastanza semplici e apparentemente efficaci, unire tutte le forze disponibili al fine di superare la soglia fatidica ed essere quindi credibili per affrontare i prossimi appuntamenti politici nazionali ed utilizzare la figura di De Magistris come valore aggiunto in un periodo di forte personalizzazione delle battaglie politiche.

Nelle ultime settimane pero questo progetto è entrato in crisi, con lo stesso De Magistris spinto a fare il passo indietro, essendo emerse molte contraddizioni e significative divergenze di giudizio sui trattati e sulle istituzioni europee.

 

  1. Gli scenari che possiamo avere di fronte nelle prossime settimane sono quindi ancora molteplici e nuovi colpi di scena non sono escludibili, compreso anche il rilancio del ruolo di De Magistris; le scelte elettorali e tattiche di Sinistra Anticapitalista potranno quindi diversificarsi. La Direzione Nazionale è chiamata a gestirle in consultazione col Comitato politico nazionale.

 

Negli ultimi giorni è stata ipotizzata una nuova possibile coalizione unitaria che ha come soggetto promotore Sinistra Europea; da essa potrebbe partire una nuova proposta unitaria aperta a tutte le forze della sinistra disponibili a convergere.

Nel caso in cui questa proposta si concretizzi la Direzione Nazionale è incaricata di attivare le iniziative necessarie per verificare i contenuti politici programmatici, gli spazi di pluralismo anche nel simbolo e nella denominazione e la composizione delle liste della nuova aggregazione in costruzione; contemporaneamente andranno verificate anche le condizioni politiche organizzative che, nel caso, rendano utile e possibile una nostra eventuale integrazione nella lista con delle candidate e candidati consentano di avere un ruolo politico e una visibilità anche mediatica per esprimere al meglio le posizioni politiche e strategiche da noi prima indicate, cioè le nostre proposte anticapitaliste ed il nostro internazionalismo. Tutto questo nel quadro, evidentemente, dell’affermazione della lista in quanto tale.

Sulla base di queste verifiche la Direzione Nazionale consulterà il Comitato Politico Nazionale per una decisione definitiva nel merito, tanto più se gli scenari elettorali, come è del tutto possibile dovessero ulteriormente modificarsi.

Roma, 23 febbraio 2019