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Governo Lega-M5S: dalla padella alla brace

contro questo governo ecco un volantino della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista

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Se i precedenti governi hanno fatto piangere i lavoratori con il Jobs Act, la

controriforma Fornero delle pensioni, il taglio di scuola e sanità e fatto contenti i

padroni con decine di miliardi di sgravi fiscali e contributivi, il governo Salvini e Di

Maio, finita la propaganda elettorale, mostra il suo vero volto: una pacchia per i

ricchi, una fregatura per i lavoratori, violento e razzista contro i deboli.

Se i governi di Renzi e Gentiloni, rappresentavano gli interessi dei grandi capitalisti

industriali e finanziari, il governo Lega-5Stelle rappresenta gli interessi di tutti i

padroni e padroncini, in totale contrapposizione con i bisogni e le necessità dei

lavoratori, dei disoccupati, dei precari.

Già smontate le balle della Fornero

Le balle sulla abrogazione della Fornero si sono subito smontate: la proposta

consiste in un modestissimo ritocco che divide e penalizza: per la pensione

sarebbero necessari in ogni caso 64 anni e 41 e mezzo anni di contributi, ma

soprattutto, ecco la fregatura totale, essa sarebbe ricalcolata interamente con il

metodo contributivo con una riduzione dell’assegno mensile del 9-10%.

Sul cosiddetto reddito di cittadinanza per ora non se ne parla. L’ipotesi futura

potrebbe essere un leggero aumento del “reddito di inclusione” di Renzi, cioè una

elemosina, le cui risorse saranno prese, come sempre, non dalle tasse sui ricchi,

ma dai lavoratori. Le scelte del ministro dell’economia Tria restano tutte interne

alle politiche dell’austerità.

La pacchia dei ricchi e dei padroni

Per i ricchi i regali continuano. Di Maio e Salvini vogliono introdurre la Flat tax, una

normativa fiscale per cui più sei ricco e meno paghi: per le famiglie con un reddito

fino a 30.000 euro nulla cambierà o forse ci perderanno; per quelle con un reddito

di 40.000 euro ci sarà un vantaggio di poco più di 250 euro annui; i ricchi con un

reddito da 100 mila annui guadagneranno 15.000 euro; quelli da 300 mila euro

annui guadagneranno 70.000 euro! Per quanto riguarda la tassa sulle imprese,

l’IRES, nata nel 2003 con un’aliquota del 33%, scesa poi nel 2007 al 27,5% e nel

2017 al 24, si parla oggi di ridurla al 20 o al 15%! Ma non basta, Salvini ha

assicurato a tutti i commercianti (grandi o piccoli) e agli imprenditori nuove

sanatorie fiscali che possono solo favorire ancora gli evasori.

Senza questi soldi (50, 60 o forse più miliardi sottratti allo stato) chi finanzierà i già

malconci servizi sociali? I ricchi non hanno questi problemi, tutti gli altri si!

I nuovi capri espiatori

Il ritorno del passato peggiore da combattere

Per spostare l’attenzione dai veri contenuti antisociali e antipopolari del governo,

Salvini recupera tutto il peggio del passato; indica dei falsi capri espiatori per

costruire contro di loro l’odio pubblico. Negli anni 30 con il fascismo sono stati gli

ebrei e i rom a pagare un mostruoso prezzo per queste politiche razziste; oggi

Salvini vuol far credere a vasti settori popolari che i settori più deboli della società,

i migranti, i rom, i poveri sono i responsabili della miseria presente e dell’incerto

futuro di tante persone, quando la responsabilità di questa crisi sociale è proprio

del sistema economico capitalista sfruttatore e dei suoi governanti. Nessuno deve

farsi fregare!

Quella di Salvini e dei suoi compari è un’operazione violenta, fascista, che ha lo

scopo di dividere tra loro gli sfruttati (italiani e migranti) per favorire gli interessi

della classe padronale.

Salvini, di fronte al mostruoso calvario di chi ha intrapreso un viaggio nel deserto

subendo ogni sorta di violenza, di fronte alla immane tragedia dei 34.361 morti

annegati nel Mare Mediterraneo, mostra non solo la sua disumanità e il suo

cinismo personale ma anche quello di un pezzo della società attuale, che

dobbiamo combattere senza alcuna esitazione.

Contro questo governo, contro i padroni

costruire la lotta degli sfruttati

Contro questo governo, contro i padroni grandi e piccoli, contro ogni forma di

razzismo, fascismo e nazionalismo il movimento dei lavoratori deve ricostruire la

sua mobilitazione, l’unità e la solidarietà di tutti, autoctoni e migranti, i legami con

quella parte di società che vuole lottare contro la disumanità e la violenza, per

difendere le proprie condizioni di vita, di salario, di occupazione, di diritto alla

pensione (abolizione vera e totale della Fornero), di vita civile per un altro

progetto di società di giustizia sociale e di autentica democrazia.