Acciaio, sul Titanic dell’alleanza Mov5Stelle-Lega e delle burocrazie sindacali si balla mentre la strage continua

di Sinistra Anticapitalista Taranto

L’ultimo incidente mortale di Taranto, che è costato la morte ad Angelo Fuggiano, e la drammatica domenica alle Acciaierie Venete di Padova (“Mio marito, pur sotto morfina, urla di dolore – ha raccontato Maria Lavinia, la moglie di David Di Natale giorni dopo l’accaduto) – il calore è stato così elevato che la pelle sta ancora bruciando”) sono le ultime testimonianze della strage e del dramma continuo nel mondo del lavoro (il numero di morti dall’inizio dell’anno non può essere definito in altro modo se non appunto strage), soprattutto nei settori più inquinanti e a rischio. Come l’acciaio. Mentre burocrazie sindacali e un governo ormai senza nessuna legittimità democratica continuano a sedere al tavolo dell’accordo ad ogni costo con l’Arcelor Mittal, e Movimento 5 Stelle e Lega continuano nel loro balletto e nei loro proclami di propaganda mentre cercano la strada per costruire un governo insieme, questa è la realtà del nostro Paese. L’acciaio uccide ripetutamente, inquinando e devastando i territori (Taranto su tutti) e per condizioni di lavoro dove sicurezza e salubrità non hanno mai avuto cittadinanza .

Gli innumerevoli infortuni mortali e quelli invalidanti dimostrano, ancora una volta, che bisogna generalizzare la lotta e fare sul serio una battaglia per fermare la mattanza di lavoratori e lavoratrici, rivendicando massicci investimenti per la sicurezza e l’ambiente facendo prevalere l’incolumità e la salubrità dei lavoratori e dei cittadini al profitto.

Ma tutto questo non sembra interessare minimamente i promotori del governo gialloverde come dimostra il “contratto di governo” che è stato reso pubblico. E i balbettii, gli scioperi quasi timidi della triplice, i proclami più di propaganda che reali, sono una risposta totalmente non all’altezza di quanto sta accadendo. Non bastano poche ore di una mobilitazione che non esiste, non bastano poche parole blaterate ai microfoni della stampa. Mentre si continua a sedere al tavolo del quasi ex governo Gentiloni, pronti a cercare un’intesa con gli acquirenti indiani di ILVA che mette al primo posto il profitto capitalista e la produttività. Sacrificando di fatto lavoratori e cittadini. E’ ora che i rappresentanti dei lavoratori, i comitati, le associazioni, tutte insieme pongano in essere azioni di controllo operaio e popolare sulla sicurezza nelle fabbriche. Basta silenzi e omertà sulla totale insicurezza in fabbrica, di produzioni devastanti e vite umane sacrificate.

Le lavoratrici e i lavoratori, i sindacati non complici di tavoli e trattative proni agli interessi padronali, pongano in essere un’azione conseguente alla strage dell’acciaio nel lavoro e nell’ambiente. Basta morti sul lavoro, basta morti avvelenati, basta stragi del capitale.