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Anche l’operaio vuole il figlio dottore

a cura di Antonello Zecca. Abbiamo intervistato Delia Carloni, candidata di Sinistra Anticapitalista nella lista Potere al Popolo (plurinominale Camera – collegio di Salerno), in merito alla sua battaglia contro l’alternanza scuola-lavoro.
Delia, sei ormai da tempo schierata contro l’alternanza scuola-lavoro, questa nuovissima tipologia di esperienza formativa….
Esperienza formativa? Sicuramente! Nel senso che lavorare gratis ti forma ad accettare che qualcuno guadagni sulla tua pelle, ti prepara ad accettare lo sfruttamento! L’alternanza scuola-lavoro è di fatto una forma di arricchimento da parte delle imprese che (ridacchia) “ospitano” ragazz*… Le imprese fanno a gara per “ospitare” ragazz* in formazione, avete visto come multinazionali e banche si sono affrettate a stipulare delle partnership con il Miur? Nel 2016 erano già attive convenzioni con Bosch, COOP, ENI, FCA, IBM, Intesa Sanpaolo, McDonald’s, Poste Italiane e Zara, solo per citarne alcune! L’alternanza scuola-lavoro è di fatto un trasferimento di capitale, nella forma di lavoro gratuito, verso quelle imprese che fanno a gara per arruolare periodicamente ragazz* da sfruttare con tanto di copertura legale e, soprattutto, presentandosi come realtà aperte a quel mondo giovanile che tanto utile risulta a livello di marketing.
E per quanto riguarda il settore pubblico?
In molte realtà del settore pubblico, le forze studentesche vengono utilizzate per cercare di “tappare i buchi” creati dai tagli che si sono succeduti con le finanziarie anno per anno, senza peraltro riuscirci (a “tappare i buchi”), mentre non si assumono le persone che hanno sviluppato le conoscenze per offrire un servizio alla cittadinanza.
Pensi che le studentesse e gli studenti ti rubino il lavoro, cioè costituiscano un problema per il mondo dei lavoratori?
Dobbiamo smetterla (Delia diventa serissima) di metterci in conflitto tra di noi, tra sfruttati. Chi fa un’esperienza di alternanza scuola-lavoro subisce una ingiustizia, svolge delle attività per cui secondo le regole del sistema economico vigente dovrebbe essere pagato almeno secondo le tariffe di uno stage retribuito, di un apprendistato… Secondo le regole, dovrebbe perlomeno essere pagato male, neanche quello! Questo dimostra che, per alimentare un sistema economico volto all’accumulazione privata, tutto quello che si può togliere alle masse lo si toglie. Chi subisce le conseguenze del sistema economico capitalistico è mio alleato, non rivale! Pensarla diversamente significa non aver capito assolutamente niente di chi è tuo amico e chi tuo nemico, significa non aver capito come va il mondo”.
A proposito di mondo e sistemi economici, tu hai, appunto, sempre parlato della lotta all’alternanza scuola-lavoro come solo un tassello delle lotte studentesche…
E ho parlato poi delle lotte studentesche come solo un tassello della lotta anticapitalista. E certo! Nessuna battaglia può e deve considerarsi un qualcosa di a sé stante: ogni singola vertenza deve essere collegata alla più ampia lotta al sistema capitalista, altrimenti ne usciremo tutt* sconfitt*. Solo un cambiamento di sistema potrà evitare che, anche in futuro, si ripresentino nuove e ulteriori forme di sfruttamento come l’alternanza scuola-lavoro.
Che poi dovrebbe essere il concetto alla base dello slogan che stai più utilizzando in questi giorni: “Costruiamo un’alleanza degli sfruttati e delle sfruttate, le nostre vite valgono più dei loro profitti”.
Esattamente. È fondamentale difendere studenti e studentesse da ogni forma di sfruttamento come è fondamentale difendere le donne da ogni forma di sopruso che il sistema patriarcale infligge loro, come è necessario rivendicare senza esitazioni la totale uguaglianza di diritti per la comunità LGBT+, come ancora dobbiamo impegnarci a lottare con i/le migranti contro il razzismo dilagante e ovviamente essere al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici in ogni singola vertenza. E potrei continuare ancora e ancora, ma credo che il concetto risulti abbastanza chiaro ormai…