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Sinistra Anticapitalista e le prossime mobilitazioni sociali

Mozione del coordinamento nazionale di Sinistra Anticapitalista

Roma, 15 ottobre 2017

Il coordinamento nazionale di Sinistra Anticapitalista prende atto che nella prossima stagione il movimento delle lavoratrici e dei lavoratori si esprimerà in mobilitazioni frammentate, con due date di sciopero il 27 ottobre e il 10 novembre, convocate da due cartelli di organizzazioni sindacali conflittuali: la prima data indetta da Cub, Sgb, Si Cobas, Usi e Slai Cobas e la seconda da Usb, Confederazione Cobas e Unicobas.

Nonostante alcune pressioni dei militanti di queste organizzazioni e la retorica unitaria dei gruppi dirigenti del sindacalismo di base, la logica della concorrenza tra i piccoli apparati sindacali ha prevalso, a scapito degli interessi della classe, che ha bisogno di una mobilitazione unitaria e di massa per far fronte agli attacchi del governo e dei padroni.

Si sta preparando infatti un ulteriore aumento dell’età pensionabile, un rinnovo del contratto dei pubblici umiliante per la parte economica e che recepisce le pessime riforme del rapporto di lavoro pubblico (Brunetta) e della scuola avanzate negli ultimi anni dai governi di centrodestra e di centrosinistra, un attacco ulteriore al diritto di sciopero, garantito dalla Costituzione ma già pesantemente limitato dalla legge, nei settori pubblici come in quelli privati.

In questa situazione l’atteggiamento della Cgil è colpevole e che finisce per essere di  complicità con il governo Gentiloni, che la burocrazia continua ad interpretare come in discontinuità con Renzi, per aver riguadagnato un ruolo interlocutorio. Nonostante le dichiarazioni critiche della segretaria confederale e dei segretari di alcune categorie sull’operato del governo, il principale sindacato italiano non ha ancora manifestato l’intenzione di mettere in campo una mobilitazione minimamente significativa delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sinistra Anticapitalista sostiene la battaglia delle compagne e i compagni dell’area di opposizione in Cgil “Il sindacato è un’altra cosa” perché si producano iniziative in questo senso da parte della Cgil. Allo stesso tempo sostiene entrambe le date di sciopero indette dai sindacati di base, e auspica possano avere un buon risultato di adesioni in modo da incoraggiare future iniziative di mobilitazione, che dovranno necessariamente avere un carattere unitario tra tutte le aree del sindacalismo conflittuale per puntare a coinvolgere settori significativi della classe lavoratrice.

Il movimento degli studenti ha dimostrato, con la giornata di manifestazioni del 13 ottobre contro l’alternanza scuola-lavoro, che è ancora possibile che alcuni settori sociali si esprimano criticamente sulle riforme strutturali che hanno scardinato le conquiste del movimento operaio sulla scuola pubblica e sui diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori (il diritto alla retribuzione, il divieto del lavoro minorile…). Auspichiamo che le studentesse e gli studenti continuino questa battaglia in ogni scuola, in solidarietà  con i lavoratori e le lavoratrici della scuola e con quelli degli altri settori pubblici e privati. Sinistra Anticapitalista sosterrà le prossime mobilitazioni studentesche e degli insegnanti per l’abrogazione totale della legge 107 del 2015 (la cosiddetta buona scuola).

Il 21 ottobre è stata indetta a Roma una manifestazione nazionale in solidarietà con i/le migranti, per lo ius soli e l’accoglienza, contro la barbarie razzista e securitaria che sta prendendo piede nella società, assecondata dai provvedimenti del governo, in primo luogo dai decreti Minniti-Orlando. Le/i militanti di Sinistra Anticapitalista saranno in piazza per sostenere questa battaglia, che oltre ad essere una battaglia di civiltà è una battaglia di elementare solidarietà di classe con settori ormai consistenti di lavoratori e lavoratrici immigrate/i, da cui i padroni hanno tutto l’interesse a dividerci.

Parteciperemo alle discussioni per la costruzione di una manifestazione nazionale contro le politiche del governo.

Il 25 novembre il movimento femminista “Non una di meno” tornerà in piazza per rivendicare un piano contro la violenza sulle donne, dopo le imponenti manifestazioni del 25 novembre del 2016 e dell’8 marzo di quest’anno. Si tratta dell’unico movimento di massa oggi in campo in Italia, un movimento che ha coinvolto centinaia di migliaia di donne consapevoli e che ha aperto ragionamenti complessivi sul lavoro, sui servizi pubblici e sulla violenza che alludono a trasformazioni politiche e sociali radicali. Sinistra Anticapitalista ha partecipato e sostenuto questo movimento fin dall’inizio e sarà ancora in piazza il 25 novembre, per un femminismo anticapitalista e rivoluzionario.