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Atac: lavoratori, movimenti e utenti contro la privatizzazione!

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Sinistra Anticapitalista Roma

Sinistra Anticapitalista sarà domani, 7 settembre (dalle 15), in Piazza del Campidoglio (in concomitanza con il consiglio straordinario su Atac) a fianco dei lavoratori autoferrotranvieri, contro la privatizzazione e per il rilancio del servizio pubblico. Ci saremo per costruire un percorso di lotta che veda la convergenza di tutti i lavoratori pubblici, a partire da quelli delle partecipate del Campidoglio, con le lotte dei movimenti per i beni comuni nell’alleanza con gli utenti dei servizi ossia altre/i lavoratrici e lavoratori vessati dalla crisi.

E’ urgente una campagna che saldi le vertenze cittadine e bruci le possibilità di nuove guerre tra poveri (tra lavoratori e utenti, pensate a cosa accade ogni volta che c’è uno sciopero) costruite ad arte da chi vuole prendersi Roma.
Era scritto nel programma elettorale della sindaca Raggi: “risanamento dell’azienda Atac con il supporto del personale” e, rispetto, a Roma Tpl, l’azienda che già ora ha in appalto l’esternalizzazione di un pezzo del servizio di trasporto pubblico, esisteva l’impegno di “tutela dei diritti contrattuali e diritto allo stipendio mensile certo”. Invece, su Atac si sconta un’ambiguità della Giunta a 5 stelle – che punta al concordato preventivo – e l’aggressività del Pd e delle destre per procedere alla privatizzazione dopo un referendum truccato dall’appoggio dei poteri forti.
Intanto Roma Tpl registra l’indizione di un’ennesima gara in due lotti.
Aldilà delle dichiarazioni di Raggi («Non ci saranno tagli, saranno mantenuti i livelli salariali e occupazionali. Noi chiediamo la collaborazione ai dipendenti e ai cittadini, perché il nostro obiettivo è quello di mantenere Atac pubblica e di rilanciarla), il Concordato preventivo è un percorso insidioso che scippa alla politica la questione e prelude al fallimento e, oggettivamente, mette a rischio migliaia di posti di lavoro, abbassa ulteriormente il costo del lavoro, chiude definitivamente le internalizzazioni, lasciando intatto tutto il sistema degli appalti dei subappalti. Rischia di essere l’anticamera della privatizzazione, una spada di Damocle che pende, o s’è già abbattuta, su pezzi di welfare, sanità e sulle altre partecipate, da Ama a Farmacap. Settembre sarà anche il tempo del Piano Colomban, regalo di fine mandato dell’ex assessore alle partecipate.
Non è un segnale che positivo che, mentre Raggi provava a rassicurare le maestranze Atac a mezzo stampa, la sua assessora alla Mobilità, Linda Meleo, rinviava ulteriormente l’incontro atteso da un anno, con i sindacati che è stato posticipato a dopo il consiglio straordinario.
Non nutriamo alcuna illusione sulle capacità della Giunta Raggi già fallimentare sulla questione migranti, sull’emergenza casa e su tutte le questioni cruciali per la vita delle classi sublaterne di questa città.
Solo la lotta, l’unità di classe e l’autorganizzazione possono invertire la direzione delle politiche sociali ed economiche rompendo le logiche del liberismo e dell’austerità.
Atac deve rimanere pubblica e i lavoratori non devono pagare il costo della crisi. Chiediamo la ricapitalizzazione dell’azienda, un’organizzazione snella ed efficiente, il taglio del management e di consulenze inutili e costose, la verifica degli organici funzionali. Vogliamo la partecipazione a pieno titolo per essere protagonisti nella stesura del piano industriale e il coinvolgimento dei lavoratori di Roma Tpl nella vicenda Appalto due Lotti.

Costruiamo ovunque comitati per il No al referendum.

sinistra-anticapitalista