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#piazzaindipendenza: stop alla repressione e alla guerra ai migranti

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È stata riaperta al traffico ma è ancora presidiata dalle forze dell’ordine, piazza Indipendenza, nel centro di Roma, dopo lo sgombero di ieri degli ex occupanti dello stabile di via Curtatone che da giorni si erano accampati nei giardini. E intanto domani è in programma nella Capitale un corteo dei movimenti di lotta della casa per protestare contro gli sgomberi. La manifestazione inizierà alle 16 e sfilerà da piazza dell’Esquilino a piazza Madonna di Loreto, nel centro della città. Una protesta, a cui parteciperanno anche i rifugiati di via Curtatone, che cade a due giorni dallo sgombero di ieri in cui si sono registrati violenze e abusi da parte della polizia, idranti più volte aperti sui rifugiati, diversi feriti e contusi, e quattro migranti arrestati. Indagato dalla Questura un funzionario di polizia impiegato nell’ordine pubblico ieri per una frase rivolta ai suoi uomini impegnati a inseguire i migranti sgomberati: «Questi devono sparire, peggio per loro. Se tirano qualcosa spaccategli un braccio». Parole riprese in un video finito rapidamente su tutti i siti. Ma il giorno dopo le violenze i rifugiati brutalizzati si sono ripresi la parola in via Goito, nel corso di una conferenza stampa in strada, ed emergono altri particolari agghiccianti: «Ieri mattina ho chiesto ad un poliziotto un favore e lui mi ha risposto: andate via, siete topi», ha detto una rifugiata sgomberata ieri da piazza Indipendenza. «Non si può paragonare gli esseri umani ai topi – ha aggiunto la donna – si devono vergognare».

La questura, in vista del corteo, getta benzina sul fuoco: «Dalla Questura stamattina ci hanno comunicato una serie di prescrizioni per il corteo di domani. Sono stati predisposti varchi d’accesso in piazza con agenti in tenuta antisommossa. È una provocazione», hanno spiegato i rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa durante la conferenza stampa «È necessario che le istituzioni aprano un tavolo per trovare una soluzione».

Varchi d’accesso in piazza dell’Esquilino con controlli delle forze dell’ordine, transennamenti, divieto di portare aste, bottiglie di vetro e altri oggetti atti ad offendere. Sono alcune delle misure di sicurezza previste per il corteo in programma domani e al quale sono attese circa 5 mila persone. Dal primo pomeriggio verranno rimossi veicoli in sosta e secchioni dei rifiuti lungo tutto il percorso.

Questo il clima di Roma mentre governo Pd e opposizioni, da M5s fino alle frange più squadriste della destra, fanno a gara nella solidarietà alle forze dell’ordine e nella costruzione del senso comune populista e xenofobo perché nasconda le cause reali della crisi sociale determinata dalle politiche neoliberiste. L’assenza delle amministrazioni, Campidoglio e Regione, dallo scenario di guerra di Piazza Indipendenza fa a pezzi la retorica ufficiale che vorrebbe il Pd “accogliente” contro le opposizioni “xenofobe”. Segnali di “inumanità” che invitiamo a cogliere da tempo. La direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista è a fianco dei rifugiati, dei migranti e dei movimenti romani. Domani il circolo di Roma sarà in piazza dell’Esquilino, dalle 16. Ecco il suo comunicato:

Minniti, Raggi e Basilone, l’abominio è compiuto, sabato tutti in piazza.

 “Devono sparire”, le parole gridate dal funzionario di polizia non sono altro che la greve traduzione della politica del governo Gentiloni e del ministro Minniti, che con il decreto sicurezza hanno inasprito la strada della repressione contro i poveri, i migranti, i rifugiati, i disoccupati.

Una repressione che agisce, con respingimenti e daspo urbani, contro chiunque provi a reagire e a resistere alle politiche neoliberali, una sparizione umana a cui si concede esistenza solo quando è necessaria, in condizione di precarietà e di sfruttamento, a generare il profitto del capitale. Da persone a merce.

Quanto accaduto a Piazza Indipendenza è solo l’ultima rappresentazione plastica di un processo politico in atto da anni, un processo disumano in cui i diritti delle multinazionali e della libera concorrenza sono baluardi del diritto imposto e dove ai rifugiati politici e ai richiedenti asilo, che fuggono dalla dittatura in Eritrea e in Etiopia, bisogna spaccargli le braccia.

In questo l’amministrazione grillina della città di Roma non si è nemmeno questa volta distinta e con il silenzio della sindaca e degli assessori ha dato il suo consenso alla repressione violentando la storia di Roma come città aperta ed accogliente, il tutto per non ferire il proprio elettorato interclassista, ed il proprio leader Grillo, noto per le sue dichiarazioni xenofobe. Ancora una volta i cinque stelle si dimostrano completamente organici al sistema di potere reale.

Per questo è necessaria una reazione di classe e di popolo che esprima solidarietà agli abitanti di Via Curtatone, che respinga la repressione, che sostenga le resistenze di poveri, migranti, lavoratori e disoccupati.

Per questo Sinistra Anticapitalista sostiene e partecipa alla manifestazione di sabato 26 agosto in Piazza dell’Esquilino alle ore 16.00.

Sinistra Anticapitalista Roma

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