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Amministrative, che cosa fa Sinistra Anticapitalista

L’11 giugno 9 milioni di elettori voteranno in oltre mille comuni, 4 capoluoghi di regione e 21 capoluoghi di provincia. Dove sono i nostri candidati

Le elezioni amministrative di domenica prossima non hanno avuto una grande attenzione da parte dei media, ma tuttavia, come sempre in Italia, rappresenteranno un test politico per le diverse forze politiche ed incideranno nelle dinamiche politiche complessive del paese. Non a caso Renzi dopo il pasticcio di qualche giorno fa in parlamento sulla legge elettorale ha rinviato ogni decisione alla verifica del voto dell’11 giugno. Sono infatti chiamati alle urne 9 milioni di elettori, in oltre mille comuni di cui 4 città capoluogo di Regione e ventuno capoluogo di provincia.

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Sono 8 le città che superano i centomila abitanti a partire da Genova e Palermo, ma anche Padova, Verona, Monza, Piacenza, Parma, Taranto, L’Aquila coinvolgendo sia il Nord che il Sud del paese. Di fronte alla crisi di credibilità delle forze politiche, molte di esse hanno scelto di presentarsi sotto forma di liste civiche, sperando in questo modo, di raccogliere maggiori consensi e/o di mascherare eventuali insuccessi.

imgresIn ogni caso il voto indicherà delle tendenze e sarà utilizzato nelle battaglie politiche in corso in vista delle prossime elezioni politiche. Da questo punto di vista le forze della sinistra hanno perso ancora una volta l’occasione di presentarsi in modo omogeneo e coerente sul piano organizzativo e politico, coerente cioè nella alternatività al PD e alle varie varianti o riedizioni del centro sinistra, coerente nelle scelte antiliberiste e di rigetto delle politiche del patto di stabilità che uccide le autonomie locali e le “obbliga” a praticare l’austerità e il taglio dei servizi sociali. Questo non vuol dire che non ci siano apprezzabili esperienze che si pongono su un terreno chiaramente alternativo di difesa del welfare e dei beni comuni e che si propongano un coordinamento per dare forza alle loro scelte di fronte alle politiche del governo centrale. Ma è proprio questo che le forze della sinistra avrebbero dovuto fare in questi anni per essere credibili ed efficaci e quindi anche per prepararsi alla battaglia delle prossime elezioni politiche.

imagePer questo i nostri circoli locali nei comuni interessati al voto hanno lavorato per costruire schieramenti politici che assumessero questi contenuti e questa ottica di netta alternativa al PD e alle diverse accezioni di centro sinistra e tanto più alle forze della destra e alla Lega sempre più reazionaria e razzista. Purtroppo in molte situazioni dove siamo presenti con la nostra attività ed in particolare in due città importanti abbiamo dovuto prendere atto che le coalizioni locali realizzate non corrispondevano a questi criteri per cui la nostra organizzazione lì non da indicazioni di voto.

Logo-elezioni9BD.pngStiamo parlando di Genova e Taranto vedi il link. In altre città, come Carrara, Gorizia, Sesto San Giovanni e Monza i nostri circoli sono stati determinanti nel costruire una coalizione alternativa e quindi la nostra organizzazione partecipa alla lista in prima persona con le nostre candidate e candidati. A L’Aquila, inoltre, uno dei nostri compagni è in lista con “L’Aquila chiama chi ama L’Aquila”, un’esperienza che coinvolge la sinistra diffusa, nata dall’esperienza dei comitati e dei movimenti che, dopo il terremoto del 2009, si sono attivati per una ricostruzione del tessuto sociale contro le speculazioni dell’apparato politico ed economico delle grandi opere. Invitiamo quindi a votare le lista “La Comune” di Carrara, “Sinistra Alternativa” di Sesto San Giovanni e Monza, “Sinistra Unita – Združena Levica” di Gorizia, “L’Aquila chiama chi ama L’Aquila”, dando la preferenza alle compagne e i compagni di Sinistra Anticapitalista presenti in queste liste, ed augurando ad esse il pieno successo.

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