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Riconquistiamo dignità e diritti con le lotte e le mobilitazioni

Comunicato della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista

Di fronte alla scadenza elettorale si stanno moltiplicando gli appelli e i buoni propositi sulla necessità di costruire una lista di sinistra al PD e alle altre maggiori forze politiche, che in questi giorni stanno confezionando una legge elettorale per nulla corrispondente alla domanda di rappresentanza democratica espressa dal voto del 4 dicembre.

Alcuni di questi appelli provengono da soggetti che sono stati interni al centro sinistra e alla gestione delle politiche di austerità e/o che, a più riprese, hanno proposto di rilanciare il centro sinistra e che anche oggi, pur prospettando una lista indipendente, pensano di poter rapportarsi in futuro al PD. Per ovvie ragioni questi appelli non sono credibili.

Altre proposte sono invece più genuine, indicando uno schieramento di sinistra dal basso che si faccia portatore di obiettivi democratici, sociali e di solidarietà alternativi alle logiche liberiste. Condividiamo gli obiettivi, ma rileviamo al tempo stesso grandi ambiguità nell’indicazione delle forze che dovrebbero comporlo (la “lista unica”) e la difficoltà a nominare i soggetti sociali (i padroni) e i loro rappresentanti politici, contro i quali è necessario attivare l’indispensabile mobilitazione sociale per battere le loro politiche antipopolari. Per questo non è più sufficiente, ancorché necessario, dirsi alternativi al PD, né porre come unica discriminante il NO al referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016.

Per parte nostra, pensiamo vada costruito lo schieramento più largo possibile che coinvolga forze politiche, soggetti ed esperienze sociali di movimenti nazionali e locali realizzate; per esistere deve essere costruito dal basso, ma anche con la convergenza indispensabile delle forze politiche che vogliono impegnarsi. Per essere realmente alternativo deve avere una composizione politica coerente (non può avere al suo interno i soggetti che hanno gestito l’austerità) e un programma che esprima obiettivi radicali corrispondenti alla gravità della crisi e alla barbarie capitalistica in atto. Ogni altra soluzione non sarebbe altro che la riproposizione di un ceto politico che ci ha abituato a ogni sorta di equilibrismi e alle collusioni più terribili.

Nello stesso tempo, questo schieramento deve unire tutte le forze militanti e gli strumenti politici organizzativi a disposizione per costruire una vasta campagna sui temi sociali, sull’occupazione, sull’unità delle lavoratrici e dei lavoratori, sull’unità con i migranti, combattendo le forze capitaliste e demistificando le menzogne e le ideologie reazionarie e di incitamento all’odio di Salvini e del neofascismo.

Questo schieramento non può presentarsi dicendo: “votateci, e noi vi rappresenteremo in Parlamento” ma deve dire alle lavoratrici e ai lavoratori, alle giovani e ai giovani, alle disoccupate/i alle/ai pensionate/i e ai migranti: “Costruiamo tutti insieme con le lotte e la mobilitazione le condizioni per l’affermazione dei nostri bisogni e dei nostri diritti”.

Un voto ad una lista di alternativa e la conquista di una presenza istituzionale sono utili ed efficaci solo se funzionali a questa prospettiva di mobilitazione sociale senza la quale non si cambia il mondo.