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Buona occupazione e buone condizioni di lavoro: è il minimo che si deve avere [Volantino]

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Lavoratore, lavoratrice,

tu che in fabbrica o in ufficio, in un cantiere o in una cooperativa fatichi e spesso sacrifichi la tua salute, è logico farlo per una paga sempre più bassa?

E’ logico che tu che produci ricchezza con il tuo sudore e la tua intelligenza, debba lavorare con la paura di essere licenziato?

E’ giusto che per esigenze di non si sa chi, tu debba subire orari di lavoro più lunghi, turni che ti fan­no vivere male nel rapporto con gli altri e la famiglia, o lavorare anche nei giorni di festa?

Se non è giusto, non bisogna più accettarlo!

Cosa si può fare, cosa si deve fare :

>>> Aumentare la paga salariale- Aumenti in paga base e rifiuto dei buoni spesa. Respingere il wel­fare aziendale, respingere la sanità integrativa perché serve a distruggere il Servizio di Sanità Pub­blica privandoci del diritto alla salute.

>>> Ridurre l’orario di lavoro- 32 ore settimanali a parità di salario-Meno ore di lavoro giornaliere e settimanali e niente straordinari, per dare un lavoro a tutti, per non avere eccedenti nell’azienda, per non avere disoccupati fuori. La settimana non deve andare oltre i 5 giorni lavorativi, nei giorni di festa si lavora solo nei servizi essenziali. Non accettare riduzione di pause o la mensa a fine tur­no, per non essere esposti ulteriormente alle malattie professionali.

>>> Pensione a chi ha 35 anni di lavoro o 60 anni di età, con assegno pensionistico definito con il calcolo retributivo. Non si può accettare l’allungamento all’infinito della vita lavorativa mentre tanti giovani restano disoccupati!

>>> Riconquistare ammortizzatori sociali –cassa integrazione e contratti di solidarietà- che garanti­scano il reddito ai lavoratori coinvolti da crisi aziendali o occupazionali, mantenendo il rapporto di lavoro.

I Contratti di lavoro, nazionali di categoria o aziendali, devono migliorare la condizione di chi lavora e non più –come adesso- recepire solo le pretese del padrone.

E’ possibile ottenere queste cose minime per una vita dignitosa del lavoratore e della lavoratrice?

E’ possibile, con l’unità dei lavoratori, di tutti i lavoratori. L’altro lavoratore non è un mio concorren­te, ma un mio fratello assieme al quale ho più forza per lottare per i nostri diritti contro il padrone che ci sfrutta.

I padroni hanno diviso introducendo contratti diversi con ditte esterne, cessione di rami d’azienda, cooperative; tra chi è a tempo indeterminato e chi è interinale; tra giovane e vecchio; tra locale e immigrato, tra bianco e nero. Rifuitiamo le divisioni tra lavoratori, uniamoci per conquistare salari più alti, per ridurre lo sfruttamento, per tutelare la salute, per mantenere il posto di lavoro e occu­pare chi ne è senza.

L’unità dà forza alla lotta, alla contrattazione collettiva, facendoci guadagnare migliori condizioni.