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Per un Primo maggio di lotta contro i padroni [volantino]

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Non dimentichiamoci che il primo maggio è la giornata in­ternazionale di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, sim­bolo della battaglia delle classi lavoratrici contro un sistema di sfruttamento, oppressione, ingiustizia, violenza e guerra: il capitalismo.

Non dimentichiamoci che primo maggio significa l’unità dei lavoratori contro le divisioni che i padroni e i loro partiti costruiscono per impedire che la classe lavoratrice alzi la testa.

Non dimentichiamoci che l’internazionalismo vuole porre fine ad ogni sorta di frontiere per costruire la soli­darietà e la fratellanza dei popoli.

Non dimentichiamoci che politiche dell’austerità portate avanti dalle classi dominanti in Italia ed Europa sono una vera e crudele guerra sociale contro le classi lavoratrici e popolari che hanno generalizzato la precarietà e l’insicurezza, cancellato diritti democratici e sociali essenziali, rubato il futuro ai giovani.

Non dimentichiamoci che gli interventi militari dell’Europa e compari in Medio Oriente ed Africa hanno prodotto tragedie infinite e milioni di migranti che nel tentativo di sfuggire ai conflitti si rivolgono all’Europa trovando i muri e le porte sbarrate, respinti ed uccisi da politiche sempre più spietate.

Come in un terribile passato oggi sull’Europa spira un vento reazionario e risorgono forze neofasciste, che predicano l’odio razzista volendo farci credere che i nostri nemici siano i migranti, quelli di altro colore o di religione e non i padroni che ci sfruttano ogni giorno.

Non dimentichiamoci che Salvini in Italia come la Le Pen in Francia sono al servizio dei capitalisti, come lo erano i fascisti, per impedire l’unità degli oppressi e la costruzione di un fronte di solidarietà e di lotta comune.

Le direzioni sindacali hanno una gravissima responsabilità per non aver costruito in questi anni un grande movimento di lotta unitario contro gli attacchi della Confindustria e dei vari governi che si sono succeduti, fino a quello attuale, non meno nemico e pericoloso di quelli precedenti che continua l’opera di distruzione dei diritti del lavoro, di salari adeguati, di una pensione dignitosa moltiplicando, col decreto Minniti, le misure repressive contro tutti coloro che provano a mobilitarsi per la democrazia e la giustizia sociale.

Per questo il Primo Maggio deve tornare essere una giornata di lotta, il primo passo per ricostruire la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori:

  • Contro l’Europa dei padroni, dell’austerità, delle guerre, del fascismo e del razzismo
  • Si all’unità dei lavoratori e degli sfruttati
  • Si alle lotte per il lavoro, il salario, i diritti, l’ambiente
  • Basta ristrutturazioni, licenziamenti e privatizzazioni
  • Si alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e all’intervento pubblico per creare occupazione per tutte/i
  • Si alla nazionalizzazione dell’Alitalia
  • Si alla difesa dei diritti democratici e sociali iscritti nella Costituzione
  • Si alla unità e alla fratellanza coi migranti
  • Si a garantire loro il diritto di asilo
  • Sì all’apertura delle frontiere e di corridoi umanitari

Diamo una risposta anticapitalista e internazionalista delle lavoratrici e dei lavoratori alla crisi del capitalismo e dell’Unione Europea