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Per un 25 aprile contro la guerra, il fascismo, il razzismo e il decreto Minniti

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Per un 25 aprile contro la guerra, il fascismo, il razzismo e il decreto Minniti

Per la democrazia e il diritto di asilo dei migranti

Sono passati 72 anni dalla Liberazione. Il popolo italiano così come le popolazioni europee si liberarono dal nazismo e dal fascismo, da quelle forme di dominio totale che sgretolarono ogni forma di appartenenza sociale e collettiva, negando diritti politici e democratici e distruggendo le organizzazioni del movimento operaio.

Fu la Liberazione da quelle ideologie nazionaliste e razziste che approdarono alla guerra, al campo di concentramento e allo sterminio, i partigiani puntavano a costruire un paese ed un mondo senza guerre con diritti politici e democratici, all’eguaglianza sociale, alla solidarietà tra i popoli.

Spesso questi ideali furono sacrificati in nome degli interessi della classe dominante, ma nei decenni successivi le grandi mobilitazioni della classe lavoratrice riuscirono a strappare grandi conquiste sociali.

Oggi, l’ Europa, è attraversata da una nuova ondata reazionaria e nazionalista.

Le classi dominanti conducono una vera e propria guerra sociale contro le classi lavoratrici. Al loro servizio, i governi di centro destra e di centro sinistra hanno imposto politiche di austerità cancellando molti di quei diritti sociali e democratici.

Inoltre, hanno costruito un’Europa fortezza fatta di nuove barriere e nuovi centri di detenzione contro coloro che fuggono da quelle guerre che in molti casi l’Europa stessa ha contribuito ad alimentare.

Proprio queste politiche sono alla base della fortuna di quei vecchi e nuovi fascismi che stanno costruendo la loro fortuna sull’odio nei confronti degli immigrati e dei profughi.

Contro il decreto Minniti razzista e classista

Il decreto Minniti è frutto di un’idea di sicurezza palesemente razzista e classista.

Il decreto prevede l’istituzione di nuovi Cie, luoghi di soprusi e violenza. Di fronte all’ingiunzione di espulsione rende impossibile qualsiasi ricorso. Altro che legge uguale per tutti! Introduce nei fatti il lavoro coatto per i richiedenti asilo, illudendo i più di guadagnarsi il meritato asilo politico lavorando qualche mese per la messa in sicurezza del territorio o delle strade. Respinta la domanda di asilo, il richiedente perderà ogni diritto all’accoglienza. In questo modo verranno gettate nella clandestinità migliaia di persone. Altro che “accoglienza diffusa” come professano i dirigenti del Pd!

Il decreto attribuisce ai sindaci di poteri di ordinanza in materia di ordine pubblico oltre i limiti di garanzia costituzionale. Baratta la sicurezza sociale, quella dei diritti esigibili, con la sicurezza urbana, in perfetta continuità con il nefasto “pacchetto sicurezza” del 2009 dell’allora ministro, il leghista Maroni. Prevede, infine, il “DASPO urbano” per allontanare “l’accattonaggio” dai luoghi turistici a tutela del decoro, in barba al principio della presunzione d’innocenza e prevede la possibilità ai regolamenti di polizia urbana di introdurre divieti di accesso a determinati luoghi per colpire chi manifesta il proprio dissenso. Non siamo al confino di fascista memoria, ma ci si avvicina. Cosa vi sarebbe di democratico nel vietare ad alcuni cittadini la frequentazione di certi luoghi?

Queste politiche, allontanandosi dai principi che ispirarono la lotta partigiana e la costituzione, non fanno altro che rafforzare l’estrema destra e le posizioni di Salvini. 

Non può rappresentare una reale alternativa il M5S per la sua visione nazionalista che punta  ad avere l’appoggio di alcuni settori delle forze dell’ordine e il consenso di vasti settori reazionari, ponendosi su questa strada in diretta concorrenza con la destra in vista delle prossime elezioni.

L’antifascismo deve ripartire dalla solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori contro ogni forma di razzismo per un ‘Europa sociale, aperta e solidale.

E’ questo l’unico modo perché il 25 aprile non diventi una semplice ricorrenza.