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Contro i decreti delegati, la legge 107 e per il rinnovo del contratto, riparte il movimento della scuola

Lo scorso 21 gennaio si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale dei movimenti della scuola, promossa dagli Autoconvocati della scuola di Roma, dai comitati LIP e da tanti coordinamenti, associazioni e sindacati che si erano mobilitati nel 2015 contro l’approvazione della legge 107, la cosiddetta “Buona scuola” di Renzi e Giannini. Nonostante la sostituzione della ministra, il governo Gentiloni ha dimostrato di voler continuare nei pesanti attacchi all’istruzione pubblica, approvando in extremis 8 dei 9 decreti delegati previsti dalla legge 107, su materie delicate quali la riforma dell’integrazione scolastica degli studenti con disabilità, il reclutamento dei docenti, l’istruzione professionale, la scuola dell’infanzia, il diritto allo studio, gli esami di stato. Allo stesso tempo, a fronte di una promessa di aumento ridicolo di 85 euro medie lorde nel triennio, che non coprono neanche il potere d’acquisto perso negli anni di vacanza contrattuale dai dipendenti pubblici (che è stato calcolato in circa 300 euro mensili in media), il governo punta a eliminare gli scatti di anzianità per il personale della scuola ed a sostituirli con premi di produttività legati ad una arbitraria valutazione da parte dei dirigenti scolastici e ad estendere l’orario di lavoro a parità di salario.

Gli oltre cento rappresentanti intervenuti all’assemblea del 21 gennaio si sono espressi chiaramente per una nuova stagione di mobilitazione per la scuola pubblica e per la dignità del lavoro, cercando la convergenza tra la giornata di sciopero del 17 marzo indetta da Cobas, Unicobas e Usb e lo sciopero dell’8 marzo indetto dai coordinamenti femministi che stanno promuovendo la mobilitazione contro la violenza sulle donne.

Pubblichiamo di seguito il comunicato finale dell’assemblea dei movimenti del 21 gennaio e il comunicato congiunto contro le deleghe della l. 107 del 25 gennaio.

Comunicato dell’assemblea nazionale del 21-1-2017

Nel corso dell’assemblea si sono succeduti interventi di singoli lavoratori o genitori, e rappresentanti di varie realtà sindacali e di lotta in difesa della scuola pubblica, provenienti da diverse località italiane: Unicobas, Manifesto dei Cinquecento, Il Sindacato è un’altra cosa – opposizione in CGIL, Autoconvocati della scuola, Coordinamento Scuola della repubblica, Collettivo politico Galeano del Liceo Socrate, Cub, Coordinamento insegnanti e genitori contro la 107 di Cagliari, CPS Roma, Comitati LIP, Partigiani della Scuola Pubblica, USB, Cobas, CPS Napoli, Illuminitalia, Rifondazione Comunista, USI, Coordinamento docenti GAE, UDS, Cinecittà bene comune, Coordinamento Nazionale Docenti Fase C, Democrazia e lavoro area programmatica in CGIL.

Per quanto attiene ai contenuti degli interventi, tutti hanno posto in evidenza l’ostinazione del nuovo governo nel perseguire la linea del precedente, nonostante il risultato del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre; segno ne è l’approvazione, nell’ultimo C.d.M. delle 8 deleghe che vanno a completare la legge 107. Questo è stato uno degli elementi centrali nella discussione, che ne ha evidenziato gli aspetti di assoluta negatività, dal sostegno, alla fascia 0-6 anni, al nuovo Esame di Stato, all’istruzione professionale. Ne è emerso in maniera evidente come ci si trovi di fronte ad un’altra vera e propria riforma, anch’essa originata dal completo disprezzo delle istanze provenienti dal mondo della scuola e dal voto del referendum.

Collegato a questo tema, c’è stato quello dell’attuale situazione delle scuole, segnata da un imbarbarimento dei rapporti a favore di uno spirito competitivo e di subalternità nei confronti dei dirigenti scolastici, da una progressiva riduzione delle risorse, dall’imporsi nelle superiori dell’alternanza scuola-lavoro e da una crescente incapacità dei lavoratori di mostrare opposizione rispetto a simili processi. L’insieme della situazione grava in maniera particolare sul mondo del precariato, ancora ben presente nel sistema scuola

Quindi, non da ultimo, molti hanno sottolineato lo stallo nella situazione del rinnovo del contratto, rispetto a cui l’accordo dello scorso 30 novembre, sicuramente inopportuno nei tempi, lascia anche numerosi elementi di perplessità nei contenuti.

Rispetto a questi temi e agli altri illustrati nei numerosi interventi, sono state avanzate anche diverse proposte. Quelle su cui si è avuto un accordo diffuso sono:

– la necessità di avviare uno studio approfondito delle deleghe da cui scaturiscano materiali informativi di agevole lettura;

– sullo stesso argomento indire assemblee territoriali;

– rilanciare la strutturazione di un coordinamento a livello nazionale;

– proseguire la lotta sulle prove INVALSI anche in considerazione del nuovo ruolo assegnato loro dalle deleghe;

– organizzare e partecipare ai seminari già organizzati su questioni come quella del sostegno o del precariato;

– verificare la possibilità di organizzare una partecipata iniziativa di piazza.

La questione più complessa, affrontata in moltissimi degli interventi con posizioni diverse, è stata infine quella dello sciopero contro le deleghe e la 107. Tutti sono stati più o meno d’accordo nel giudizio positivo nel merito dello sciopero del 17 marzo indetto da Unicobas, Cobas e USB, ma molti non ne hanno condiviso il metodo. Molti hanno evidenziato il problema della vicinanza allo sciopero dell’8 marzo contro la violenza di genere. Dopo una lunga discussione, l’assemblea ha deciso di fare un appello agli organizzatori e agli aderenti ai due scioperi per la costruzione di un tavolo finalizzato a verificare la possibilità di una convergenza, o in ogni caso a porre su basi il più condivise e unitarie possibili lo sciopero della scuola.

Comunicato congiunto: No alle audizioni. Sì al ritiro immediato delle deleghe della Legge 107

Renzi (apparentemente) tace. Ma l’arroganza del Governo è rimasta intatta. Lo testimoniano le procedure applicate ai decreti legislativi previsti dalla legge 107, che già da sola ha devastato la Scuola della Costituzione, presentati senza alcun controllo democratico: nessun confronto con il mondo della scuola, con le associazioni, le forze politiche, i sindacati.

Il governo ha scelto piuttosto di forzare lo spirito dell’articolo 76 della Carta, che assegna all’Esecutivo la delega legislativa con un tempo limitato, e di usare un espediente della legge 107 per prorogare i termini di scadenza dell’esercizio della delega stessa.

Il governo ha messo le Commissioni parlamentari nell’impossibilità di rendere pareri ponderati, dovendosi esprimere in pochissimo tempo su ben otto provvedimenti, ciascuno riguardante materie delicate e complesse. Un film già visto, considerato il modo in cui nel 2015 passò, a dispetto dell’avversione del mondo della scuola e di uno sciopero straordinario, la cosiddetta Buona Scuola.

Questa situazione mina la credibilità del lavoro delle Commissioni permanenti di Camera e Senato e rende del tutto inutili le audizioni in Commissione, che, a causa appunto dei tempi ristretti, non potranno durare più di due minuti per ciascun soggetto.

Il tempo dell’attesa, dell’ascolto, della negoziazione, della condivisione è scaduto da molto; non intendiamo legittimare un modo di procedere così profondamente antidemocratico ed autoritario. Pertanto non parteciperemo alle audizioni presso le Commissioni di un Parlamento che speriamo prima o poi ricordi qual è la sua funzione nell’architettura istituzionale della Repubblica. Quello che non è stato fatto in 18 mesi non può essere sanato in poche ore di “gioco delle parti” ad uso del ripristino apparente di una interlocuzione solo di facciata. La democrazia è ben altro dallo stucchevole esercizio di autoritarismo venato di sprazzi estemporanei di falso contraddittorio.

La democrazia è cosa seria, come serio ed intransigente il nostro rifiuto di avallare la politica di annientamento della scuola della Costituzione, che anche queste pericolosissime deleghe perseguono. Per tali provvedimenti esigiamo – tutti insieme e convintamente – un unico atto: il ritiro.

25 gennaio 2017

Comitato nazionale Lip per la Scuola della Costituzione

Partigiani della Scuola Pubblica

Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione

Manifesto dei 500

Lavoratori autoconvocati delle scuole di Roma e Lazio

Illumin’Italia

CISP

ASFERI Comitato Scuola della Repubblica di Bari

Comitato Scuola della Repubblica di Padova

Comitato Scuola della Repubblica di Lamezia Terme

AISW Piemonte e Valle d’Aosta

Associazione 20 novembre 1989

Retescuola