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Israele, la “dolce illusione” della risoluzione 2334 dell’Onu

di Gideon Levy, da Haarets, traduzione di Gippò Mukendi Ngandu

Il 29 novembre 1947, l’Assemblea generale dell’Onu ha adottato una risoluzione in vista della creazione di uno Stato ebraico (a fianco di uno Stato arabo) nella terra d’Israele. Settantanove anni più tardi, venerdì 23 dicembre 2016, il consiglio di Sicurezza dell’Onu ha adottato una risoluzione nel tentativo di salvare quella votata nel 1947. La risoluzione 2334, approvata venerdì, ha rappresentato un soffio di speranza, nel mare di oscurità e di sconforti degli ultimi anni.

Mentre tutto sembrava andare a rotoli – ampliamento dell’occupazione, sempre più sostenuta dagli Stati Uniti per non parlare di un’Europa che si precipita a destra dello scacchiere politico – ecco che arriva la risoluzione di Hanukkah (“festa delle luci” dal 24 dicembre 2016 al 1° gennaio 2017) che accende un lumicino di speranza. Mentre sembrava che i cattivi stessero per vincere, la Nuova Zelanda e tre altri paesi hanno donato un regalo di Natale al mondo.

Dunque, un gran ringraziamento va fatto alla Nuova Zelanda, al Venezuela e alla Malaysia. È vero che il loro albero di Natale, con le sue luci scintillanti, sarà ben presto tolto. Donald Trump è già lì che aspetta alla porta. Resterà comunque il segno. Gioiamo fino a quel momento, anche se sappiamo che dovremmo riprenderci subito dalla sbornia il giorno successivo.

Bisogna sicuramente interpellare stizzosamente il presidente Barack Obama: “Perché solo ora avete fatto qualche cosa?” E frustati dobbiamo chiedere al mondo: “E quando ci saranno delle azioni?”. Non è impossibile, tuttavia, ignorare la decisione del Consiglio di sicurezza secondo la quale tutte le colonie sono per natura illegali.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu può ben richiamare gli ambasciatori, mentre il suo braccio destro, il ministro Yuval Steinitz urla che la risoluzione è “ingiusta” (ha un chiaro senso dello humour!). Isaac Herzog (del Partito laburista), il leader dell’opposizione, può così bofonchiare: “Noi dobbiamo lottare contro questa decisione con tutti i mezzi”. Comunque ogni persona con una coscienza non potrà che gioire di questa risoluzione.

Inoltre, nessun israeliano rispettabile dovrebbe lasciarsi ingannare dalla propaganda che pretende di affermare che la risoluzione è “anti-israeliana”, definizione adottata dai media israeliani manifestando il loro servilismo.

Questa decisione ha ricondotto Israele sul piano solido della realtà. Tutte le colonie, comprese quelle nei territori annessi, dunque evidentemente Gerusalemme Est, sono una violazione della legge internazionale. Il mondo intero lo pensa in maniera unanime, i cosiddetti amici di Israele come i cosiddetti nemici.

È probabile che i dispositivi di lavaggio di cervello in Israele, così come i meccanismi di repressione, proveranno ad eludere la decisione. Sarà, tuttavia, difficile quando gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, la Cina e la Russia si trovano a concordare in una risoluzione così chiara.

Potrete lamentarvi: “ tutto il mondo è contro di noi”, gridare all “antisemitismo”. Potrete chiedervi: “Che ne è della Siria?”. Alla fine resterà in tutta la sua chiarezza questa verità: il mondo intero pensa che le colonie sono un crimine. Tutte le colonie.

È vero che il mondo non alza neanche il mignolo per eliminare le colonie, ma è possibile che un giorno ciò arriverà. Questo momento sarà però troppo tardi.

La risoluzione 2334 stabilisce una distinzione artificiale tra Israele e le colonie nel senso che colpisce le colonie e non l’occupazione. Come se fossero i coloni di Amona i colpevoli e non tutti gli israeliani.

Questa doppiezza prova a che punto il mondo continua a trattare Israele con indulgenza e esita a prendere misure contro questo paese, così come ha fatto con la Russia dopo la conquista della Crimea.

Gli israeliani, tuttavia, che non vivono ad Amona, che non ci sono mai stati, devono porsi la seguente domanda: tutto ciò ne vale la pena? Tutto ciò per qualche colono che non conoscono e che non hanno neanche voglia di conoscere?

La risoluzione 2334 è destinata soprattutto alle orecchie israeliane, come la sveglia mattutina che ci sveglia giusto in tempo, come una sirena che vi incita a rifugiarvi in un rifugio antiaereo. È vero che la risoluzione non ha alcun valore concreto; è vero che la nuova amministrazione statunitense promette di cancellarlo. Resteranno aperte comunque due questioni. Perché i palestinesi non meritano esattamente la stessa cosa degli israeliani? Fino a che punto un paese attraverso la sua potenza lobbista, il suo armamento e la sua alta tecnologia può continuare ad ignorare il mondo intero? Questo primo giorno, di Hannukah così come di Natale, possiamo apprezzare, se non altro per un momento, la dolce illusione che la risoluzione 2334 possa sollevare queste questioni in Israele.