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L’agonia di Aleppo

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Nell’indifferenza e del mondo, dei governi e delle forze presunte democratiche, ma anche nella passività di tante forze della sinistra, per non parlare di quelle che sostengono apertamente il dittatore Assad e il suo padrino di Mosca, Aleppo sta morendo in un massacro e in una distruzione senza fine.
L’Ufficio stampa di Medici senza Frontiere ha lanciato questo appello:

Martedì 6 dicembre 18.30 – Piazza Montecitorio, Roma
Da più di cinque anni la Siria è intrappolata nella morsa di un terribile conflitto che non risparmia nessuno. L’escalation di violenza ad Aleppo est, che da mesi vive sotto un drammatico assedio e bombardamenti quotidiani, ha portato a uno spaventoso aumento di morti e di feriti. Lo stesso avviene nelle aree assediate intorno a Damasco e Homs. Vengono colpite scuole e aree residenziali. Popolazioni civili e ospedali vengono bombardati. Ad Aleppo, il sistema sanitario è devastato e non sappiamo quanto ancora potrà funzionare. La popolazione non ha quasi più accesso alle cure di base e muore per malattie o ferite facilmente curabili.

Il 6 dicembre, alle 18.30, Medici Senza Frontiere (MSF) scende in Piazza Montecitorio per dimostrare la propria solidarietà nei confronti della popolazione siriana, di tutte le vittime di questa brutale guerra, delle centinaia di migliaia di persone intrappolate nelle zone assediate, dei milioni di persone sfollate a causa del conflitto. Ma non vogliamo farlo da soli:invitiamo medici, personale sanitario, organizzazioni umanitarie e tutti i cittadini a unirsi a noi.

“Aleppo est è ormai una trappola mortale. Nonostante le nostre ripetute denunce e richieste, il diritto internazionale umanitario continua a essere violato su base quotidiana. Lo stesso accade in molte altre zone della Siria. È una realtà inaccettabile e insostenibile. Per questo abbiamo deciso di scendere in piazza. Alcuni di noi indosseranno camici bianchi, per manifestare la nostra vicinanza alla popolazione siriana e ai medici e operatori sanitari, che lottano ogni giorno per sopravvivere e fornire assistenza medica salvavita alle persone, preservando l’ultimo filo di umanità in questa guerra terribile” dichiara Loris De Filippi, presidente di MSF, che sarà in piazza per lanciare l’appello.

MSF chiede che tutte le parti in conflitto garantiscano subito:

– La fine dei bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile

– Il rispetto delle strutture mediche e del personale sanitario

– Il diritto alla fuga dei civili intrappolati nel conflitto per cercare sicurezza e protezione

– La possibilità di fornire assistenza umanitaria

– Il passaggio libero e sicuro del personale medico e umanitario e la tempestiva evacuazione di malati e feriti gravi verso zone dove possano accedere a trattamenti medici specializzati

Tutti noi abbiamo il dovere di urlare il nostro sdegno verso questa situazione insostenibile.

Basta bombe su civili e ospedali. Solidarietà alla popolazione siriana.
Per aderire e diffondere: https://www.facebook.com/events/910979102335351/

Twitter: @MSF_ITALIA #NotATarget
MSF gestisce 6 ospedali in tutta la Siria del nord, supporta più di 70 centri di salute e ospedali in tutto il paese e fornisce donazioni mediche d’emergenza ad hoc a una rete di circa 80 ulteriori strutture mediche. Nelle strutture supportate non sono presenti équipe di MSF.

L’Ufficio Stampa di Medici Senza Frontiere
Sinistra Anticapitalista sostiene questo appello e invita tutte e tutti a partecipare al presidio.
Per chi legge il francese rimandiamo a due drammatici reportage, che non abbiamo la possibilità di tradurre, su quanto sta avvenendo ad Aleppo Est.

http://alencontre.org/moyenorient/syrie/syrie-alep-un-carnage-parmi-les-civils-en-fuite.html

http://alencontre.org/moyenorient/syrie/bataille-dalep-chaos-dans-les-rues-alors-que-les-civils-fuient-lassaut-de-larmee.html
Pubblichiamo anche questo breve articolo di Jacques Babel dal sito dell’NPA, (nella traduzione di Luigi Viglino) il cui spirito ed indignazione condividiamo appieno.

L’agonia di Aleppo

Giovedì 1 dicembre 2016
Aleppo, una delle più belle città del mondo, distrutta pietra su pietra ….Gli abitanti di Aleppo schiacciati, questi eroi siriani, di ogni origine religiosa, culturale o sociale, sollevatisi nel 2011 perché volevano condividere con il mondo le aspirazioni insopprimibili alla libertà, alla giustizia, alla dignità, contro l’arbitrio di un regime forte solo della barbarie, delle menzogne e di alleati senza scrupoli.
Nel momento in cui vengono scritte queste parole, i quartieri di Aleppo est cadono gli uni dopo gli altri. È un riflusso inesorabile di quelle e quelli che hanno tenuto per quattro anni , in una coesistenza complicata della popolazione civile, tentando di organizzare una nuova vita senza dittatore né apparato poliziesco tentacolare, poi la sopravvivenza in 250.000, con alcune migliaia di combattenti eterocliti, problematici, ma unico baluardo reale contro l’orda degli amici di Assad il sanguinario. Tutti sono feriti dai bombardamenti incessanti, con tutte le tecniche, su tutti gli edifici: gli ospedali, i mercati, le panetterie e le scuole … Sono affamati poiché le ultime riserve di viveri sono esaurite, con il blocco totale dalla metà di agosto.
E ora è l’assalto spietato di un’alleanza che rivendica il proprio odio dell’autorganizzazione delle popolazioni: le truppe e milizie siriane, iraniane, libanesi, irachene, afgane al servizio di Assad, sostenute dall’imponente spiegamento militare del padrino russo, mentre il resto del mondo distoglie lo sguardo, quando, come Le Pen e Fillon, non applaude la direzione di Putin. Le ingerenze straniere non sono più un problema, ci si vuole far credere che se questa volontà di farla finita con i «ribelli» in Siria è tanto determinata, è forse perché fa parte della «lotta contro il terrorismo» … Che controsenso!
La rabbia, quando i poteri cosiddetti «democratici» non hanno fatto in concreto niente per aiutare i democratici siriani: al contrario, i loro interventi militari hanno dato argomenti a quanti, da tutti i lati, combattono questi democratici. E la vergogna della nostra impotenza, e che alcuni che si dichiarano di sinistra accompagnano questo tradimento che vuole chiudere ad Aleppo la bara del sollevamento di tutta una regione dal 2011, proclamandola globalmente «islamista»…
Da tutto ciò due certezze: a breve termine, sono tutti gli oscurantismi che ne usciranno rafforzati. A medio termine, nessuno può fermare il vento della libertà.
Jacques Babel