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Monsanto-Bayer, un matrimonio di interesse che genera mostri

di Umberto Oreste, da cantolibre.it

E’ di oggi, 14 settembre, la notizia di un matrimonio tra le due sponde dell’Atlantico: la tedesca Bayer industra leader della chimica si accoppia con l’americana Monsanto. Il prezzo della transizione è da record negli affari internazionali: la Bayer compra per la modica cifra di 66 miliardi di dollari in contanti, la più grande industria del mondo nell’agrobusiness. Certo non è semplice mettere uno sull’altro 66 miliardi di dollari, ma c’è chi può.

Ma a noi, poveri mortali che ce ne può fregare? Ci frega eccome, e frega ai nostri figli e a tutti quelli che sulla faccia del pianeta sono soliti mangiare. Per la prima volta nella storia dell’umanità il mercato delle sementi di grano, riso, mais, ecc. è nelle mani di un solo padrone che può imporre i prezzi che vuole, che decide quanti milioni di esseri umani devono morire di fame, quali veleni devono essere sparsi per il mondo, ecc. E’ l’identica situazione del mercato nero nel dopoguerra. C’è chi ha la chiave delle riserve alimentari e ne fa quello che vuole pur di trarne profitti per sé.

Non è una bella cosa, ma il capitalismo così funziona; non c’è nessuna autorità mondiale che può intervenire. L’unica cosa possibile è che gli affamati di tutto il mondo si ribellino e si approprino di quello che la terra produce per tutti i suoi figli.