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Volantino per la ripresa autunnale

CONTRO LE POLITICHE DI RENZI E CONFINDUSTRIA
PER IL LAVORO, IL SALARIO, I DIRITTI
PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

Le politiche dell’austerità del governo

Renzi dopo aver massacrato con il Jobs Act i diritti del lavoro, stravolto la scuola pubblica, tagliato le spese sociali e sanitarie, mantenuto la legge Fornero sulle pensioni, privatizzato e fatto privatizzare i servizi pubblici, con la nuova legge finanziaria vuole ridurre ancor più le tasse sulle imprese (dal 27% al 24%), fare nuovi regali ai padroni mettendo in discussione il contratto nazionale di lavoro, stanziare cifre ridicole per i lavoratori pubblici coi salari fermi da 6 anni, mentre si prepara a peggiorarne ulteriormente anche le condizioni di lavoro.

La controriforma che distrugge la Costituzione

Questa controriforma e la legge elettorale collegata sono due misure antidemocratiche che colpiscono ulteriormente la già limitata possibilità dei cittadini di scegliere i loro rappresentanti e di intervenire su scelte fondamentali economiche e sociali della loro vita: si costruiscono maggioranze fasulle garantendo a un partito che ottenga anche solo il 25% dei voti il 55% dei parlamentari e si concede un potere enorme e senza controllo ai governi affinché eseguano rapidamente quanto chiede loro la classe padronale. Come in altre epoche storiche.

I contratti nazionali di lavoro fermi da anni

La Confindustria blocca i contratti di lavoro e pretende di firmare solo i cosiddetti contratti di restituzione (i lavoratori dovrebbero restituire ai capitalisti le vecchie e sudate conquiste parziali ottenute sui salari e sugli orari.) Purtroppo ci sono direzioni sindacali che hanno già accettato questa strada disastrosa e perdente. I padroni i soldi li hanno: per i tanti regali avuti dai governi, per il feroce sfruttamento dei lavoratori grazie anche alla libertà di licenziamento garantita dal Jobs Act, per i tagli alla spesa pubblica, alle pensioni, ai salari che sono serviti a rimpinguare i profitti e le rendite finanziarie. Non è un caso che 600 mila persone su 60 milioni di abitanti in Italia detengano il 15% della ricchezza nazionale!!

Le ristrutturazioni, i licenziamenti e la precarietà

La disoccupazione e la precarietà restano a livelli elevatissimi; i giovani sono senza speranza e i lavori disponibili sono sempre più precari e mal pagati. Nuove grandi ristrutturazioni industriali sono programmate dai padroni e, a fine anno, i tradizionali ammortizzatori sociali verranno a cessare, sostituiti da nuove forme di elemosina sempre più ridotte e di breve periodo: migliaia e migliaia di lavoratori rischiano di precipitare nel baratro e nella disperazione.

PER UN VASTO MOVIMENTO DI LOTTA SOCIALE E DEMOCRATICO

Nelle prossime settimane è necessario costruire una mobilitazione dell’insieme delle lavoratrici e lavoratori, ma anche di vasti settori di cittadine e cittadini per chiedere ed imporre:

  • La fine delle politiche dell’austerità e delle regalie ai capitalisti, ai banchieri e finanzieri. Contratti nazionali di lavoro che garantiscano salari decenti e il controllo sugli orari e sullo sfruttamento.
  • L’abolizione della legge Fornero sulle pensioni.
  • Un piano pubblico per il lavoro, cioè un nuovo ruolo dello stato per fare investimenti utili socialmente e di preservazione ambientale che creino posti di lavoro per i giovani e meno giovani, combinato con la riduzione degli orari di lavoro a parità di paga.
  • Un salario sociale che permetta di vivere nei periodi (devono essere brevi) di mancanza di lavoro.
  • Il rifinanziamento della scuola pubblica e della sanità (abolendo i vergognosi ticket) per garantire a tutte e tutti questi due servizi fondamentali di una società più giusta e civile. Cancellazione della riforma Brunetta e della legge di controriforma della scuola.
  • Le risorse per queste misure possono essere trovate con una riforma fiscale che faccia pagare le tasse ai ricchi e introduca la patrimoniale sulle grandi ricchezze.
  • La vittoria del NO nel referendum costituzionale per poter rilanciare una battaglia per i diritti fondamentali di libertà, di partecipazione, di incidere come lavoratori e cittadini nella vita politica e sociale del paese.

Sinistra Anticapitalista