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Licenziamenti di Pomigliano, 20 settembre, giornata per la libertà di opinione

Pubblichiamo la dichiarazione dei 5 licenziati

Il dibattito che si sta creando intorno a noi ormai ha superato i confini del nostro caso e sta diventando una questione generale. “Si può ancora parlare liberamente nei luoghi di lavoro e di questioni di lavoro”. “E’ ancora possibile criticare l’operato del proprio datore di lavoro?”

Gli stimoli che hanno risvegliato la sensibilità pubblica su questi temi sono stati, da una parte, la nostra determinazione nel far conoscere la nostra situazione attraverso una mobilitazione continua per uscire dall’invisibilità a cui i mezzi di comunicazione e buona parte della politica ci avevano relegato; dall’altra, l’appello per la libertà di opinione per i lavoratori lanciato da un gruppo di intellettuali che ha raccolto più di mille firme tra lavoratori, intellettuali, giuristi, politici e sindacalisti. Un mondo non omogeneo che spesso, negli ultimi anni, ha avuto pochi rapporti con gli operai. La mobilitazione ha coinvolto queste persone perché affronta dei temi generali che sono alla base dell’ordinamento dell’attuale società. Rispetto al “servaggio” in cui gli imprenditori e i politici vorrebbero relegare gli operai l’unica difesa è la mobilitazione, la critica, ma senza libertà di parola tutto questo è impossibile. Ma la libertà di parola è anche il diritto fondamentale a cui si appellano tutti quelli che credono nella democrazia.

Coloro che hanno firmato l’appello per la “nostra” libertà di opinione hanno capito che così facendo difendevano anche il loro diritto di opinione, consapevoli che la negazione di questo diritto fondamentale nei luoghi di lavoro aprirebbe la strada per negarlo dappertutto. Intorno a questi temi e sull’onda delle nostre iniziative e dell’appello per la libertà di opinione, si è avuta una grande mobilitazione con discussioni, articoli sui giornali, assemblee che ancora continua.

Dal canto nostro, anche se ormai con grande sforzo, abbiamo stilato il programma delle ultime iniziative da fare: un presidio permanente fuori ai cancelli dello stabilimento FIAT di Pomigliano fino al 3 settembre, da trasferire poi dopo davanti alla sede del comune a Napoli.

Oltre alle nostre iniziative, ci saranno:

  • Il 16 una tavola rotonda al Maschio Angioino organizzata dai primi firmatari dell’appello per la libertà di opinione per i lavoratori.
  • Il 20 settembre manifestazioni e presidi a Napoli, che diverse realtà politiche e sociali, su chiamata della dirigenza nazionale del SI COBAS, hanno organizzato per quel giorno. A questi organismi e ai cittadini solidali che metteranno in campo queste iniziative chiediamo che esse siano caratterizzate da un clima gioioso e ironico che abbiano come fulcro l‘emblema della nostra battaglia: la satira e la possibilità di farla liberamente.

Ormai manca meno di un mese alla causa d’appello sul nostro licenziamento. Il dibattito in corso, che ha coinvolto anche specialisti del diritto, ha sottolineato la sproporzione che c’è tra i fatti che ci sono contestati e il nostro licenziamento da una parte, e le sentenze fin qui emesse dalla magistratura a noi sfavorevoli dall’altra.

Noi pensiamo che la sensibilità dimostrata da tanti intellettuali per i temi generali che il nostro caso pone, sia presente anche in molti settori della magistratura. Noi speriamo che la nostra causa di appello sia l’occasione per dimostrare che in Italia gli operai possono ancora esprimere liberamente critiche all’operato dei datori di lavoro. Che il Diritto di Opinione sia ancora valido.

I CINQUE LICENZIATI FIAT

Pubblichiamo anche il comunicato stampa del Si Cobas della FCA di Pomigliano, come già facemmo a giugno con il testo con cui il Si Cobas chiedeva il sostegno alla vertenza per il reintegro dei licenziati

PROGRAMMA DI LOTTA

  • DAL 24 AGOSTO AL 3 SETTEMBRE PRESIDIO PERMANENTE E MONTAGGIO TENDA INGRESSO PRINCIPALE FIAT POMIGLIANO (DALLE ORE 18)
  • 2 SETTEMBRE ORE 21 CENA SOCIALE ORGANIZZATA DAL COLLETTIVO 48OHM DI POMIGLIANO, DOPO LA CENA CINEFORUM
  • DAL 4 SETTEMBRE AL 15 SETTEMBRE PRESIDIO PIAZZA MUNICIPIO (nei pressi della gru) E MONTAGGIO TENDA
  • 16 SETTEMBRE DALLE ORE 10 TAVOLA ROTONDA AL MASCHIO ANGIOINO (sala baronia) organizzata dai primi firmatari dell’appello
  • 18 SETTEMBRE DALLE 18 CONCERTO PER LA LIBERA SATIRA in luogo da definire
  • 20 SETTEMBRE ORE 10 TUTTI AL TRIBUNALE DI NAPOLI (Corte di appello)
  • 23 SETTEMBRE PULMANN AUTOGESTITO DA POMIGLIANO A ROMA PER LIBERARE BAGNOLI DAL COMMISSARIAMENTO

L’isolamento di chi vive in Cassa Integrazione imposta ad uso e consumo del padrone Marchionne, che genera fra gli operai depressione e che ha portato a ben 2 suicidi in pochi mesi ed altrettanti tentati suicidi. Proprio per denunciare la violenza padronale, gli abusi e i ricatti che giornalmente gli operai devono subire fuori e dentro gli stabilimenti aiutati dai sindacati complici e venduti. Le conseguenze del Piano Marchionne le stanno vivendo ormai tutti i lavoratori attraverso il Jobs Act del governo Renzi, governo dei padroni. A questo bisogna resistere e opporre la costruzione di una coscienza di classe e della solidarietà fra operai, fra lavoratori, capendo che se non c’è reazione le conseguenze saranno ancora peggiori, così come dimostra l’ultimo accordo sul diritto di sciopero che verrà deciso dai padroni e dai suoi servi. Lo sciopero, la solidarietà, l’unità delle vertenze è l’unica forma di lotta, la più efficace, che gli operai, studenti, precari e disoccupati hanno per difendere il proprio lavoro, la propria dignità, e il proprio futuro.

SI COBAS FCA POMIGLIANO

Per contatti:

  • DOMENICO MIGNANO – 3453875318
    ANTONIO BARBATI – 3385754460