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Stati Uniti, una nuova via per i verdi

di Charles Holm e Chase Newton, da Socialist Worker, traduzione di Antonello Zecca

Jill Stein.jpgIl partito dei Verdi ha tenuto la sua assemblea nazionale dal 4 al 7 Agosto a Houston, con l’elezione di Jill Stein (nella foto) e Ajamu Baraka in qualità di candidata presidente l’una, vicepresidente l’altro.

Sebbene Stein fosse una tra i numerosi contendenti alla nomina, fu già candidata del partito alle presidenziali del 2012 e di gran lunga la favorita in questa occasione. Stein e i Verdi hanno già ottenuto attenzione nazionale nella copertura giornalistica della competizione elettorale, tanto più dopo il fallimento della campagna di Bernie Sanders per la nomina democratica e la l’apertura di un ventaglio di opzioni per i suoi sostenitori.

Per ovvi motivi, la campagna della Stein è stata al centro dell’assemblea di Houston, ma ci sono stati anche altri sviluppi importanti per il Partito Verde.

È stata palpabile l’energia e l’entusiasmo portati da ex sostenitori di Sanders, di cui qualcuno ha stimato la presenza in più di un centinaio, accorsi a Houston per registrare la propria presenza dopo la Convention democratica di fine luglio. Un militante di lungo corso dei Verdi ha affermato che l’evento di quest’anno è stato il “più grande e il più giovane”.

L’assemblea ha anche confermato il passaggio di una modifica al programma del Partito che lo ha reso per la prima volta un’organizzazione esplicitamente anticapitalista, e grazie all’influenza di movimenti come Black Lives Matter temi come la lotta alla supremazia bianca e al razzismo sono stati centrali.

L’intervento introduttivo di YahNé Ndgo all’apertura dell’assemblea ha sottolineato il ruolo degli ex sostenitori di Bernie Sanders nell’apporto di nuove energie e di una nuova visione al Partito.

Ndgo, scrittrice, cantante, attivista e madre da Philadelphia, è stata catapultata sotto i riflettori dopo un’intervista alla CNN in cui aveva perorato la causa del “Bernie or Bust” (O Bernie o niente – ndt) tra i sostenitori di Sanders.

A Houston ha dichiarato che non sarebbe più stata “fedele ad alcun partito” in particolare, dopo essere stata un’elettrice democratica per circa vent’anni. Ndgo ha spiegato che il Partito Democratico aveva dato il suo voto per scontato poiché donna di colore.

Ha inoltre affermato che la campagna di Sanders aveva ispirato persone come lei a partecipare a un movimento contro la disuguaglianza ma dopo la convention Democratica aveva capito che questo movimento non avrebbe visto la luce dall’interno del Partito Democratico: “Abbiamo un partito pieno di miliardari che pretende elaborare soluzioni contro la povertà? Come mai potranno farlo?”.

Queste sensazioni da ex sostenitori di Sanders sono state espresse durante l’intera assemblea. Tina Michel, abitante dell’area attorno a Houston e sostenitrice storica del Partito Democratico ha detto di “sentire profondamente il messaggio di Sanders” ma che “è tempo di guardare avanti. Ho chiuso con il voto al male minore”.

Secondo attivisti del Partito Verde in tutto il Paese, l’organizzazione ha beneficiato del sostegno e dell’interesse di ex sostenitori di Sanders. Shane Heyden, un delegato da Seattle, ha detto che gli incontri dei Verdi “sono passati da una o due persone a circa una trentina” dopo la convention Democratica: un segno – prosegue – della volontà degli ex sostenitori di Sanders di supportare un’alternativa alla politica del male minore.

Allo stesso modo, Charles Ostdiek, un delegato da Omaha, ha descritto “una grande partecipazione di volontari e attivisti” da sostenitori di Sanders che volevano accertarsi dell’accesso di Jill Stein al ballottaggio nel Nebraska. Secondo Ostdiek, grazie a questi volontari i Verdi sono riusciti ad ottenere tre volte le firme necessarie per garantirglielo.

Numerosi membri del Partito Verde hanno anche avuto motivi di particolare soddisfazione riguardo all’assemblea di quest’anno che ha adottato l’emendamento n° 835 al programma: il partito ha assunto un orientamento apertamente anticapitalista sostituendo la vecchia formula per un “responsabile capitalismo degli azionisti” con la lotta per un “sistema economico alternativo” basato sulla “democrazia nelle comunità e nei luoghi di lavoro”.

Ursula Rozum, co-presidente dei Giovani Verdi e segretaria del Partito dei Verdi di New York, ha affermato che la modifica è stata promossa dai Verdi di numerosi stati, riflettendo la realtà della “impossibilità di un’economia verde fondata sullo sfruttamento”. Rozum ha aggiunto che alcuni sviluppi hanno reso possibile il passaggio della modifica. Uno per tutti, la campagna di Sanders ha reso del “socialismo” parte della discussione mainstream, e probabilmente ha spostato le posizioni di qualche dirigente del partito, timoroso in precedenza che un aperto orientamento anticapitalista avrebbe marginalizzato l’organizzazione.

Ancor più importante è stata secondo Rozum la partecipazione di attivisti dei Verdi a coalizioni come System Change Not Climate Change che hanno aiutato a costruire fiducia e volontà politica tra i militanti di base a sostegno della modifica. Altri giovani all’assemblea hanno confermato la sensazione che il socialismo è e deve essere nell’agenda politica dei Verdi.

“Come giovane lavoratore, genitore e persona queer, sono estremamente eccitato che il Partito Verde degli Stati Uniti sia oggi il più grande partito anticapitalista nel Paese” ha dichiarato Sean Friend, delegato del Colorado. “I Verdi hanno sempre avuto la lotta per la giustizia economica tra i valori fondamentali. Ora è esplicito e ciò ci consente di fare coalizioni a sinistra”.

In generale, i partecipanti all’assemblea più giovane di sempre non solo hanno espresso sostegno al socialismo come unica alternativa per cui valga la pena lottare, ma hanno portato grande energia ed entusiasmo allo svolgimento dei lavori. Sebbene molti siano neo-iscritti – i Giovani Verdi sono nati solo nel 2012 – tutto ciò è molto promettente.
Rozum ha anche detto che per capitalizzare il successo dell’assemblea, i Giovani Verdi si impegneranno a fondo nella formazione di questo nuovo strato di militanti e attivisti affinché siano preparati ad assumere posizioni di direzione, per ottenere risultati importanti alle future campagne elettorali e continuare a costruire il partito lavorando in un ambito più ampio a sinistra.

Auspicabilmente, l’assemblea nazionale del Partito Verde potrà aiutare l’organizzazione a potenziare le attività della campagna elettorale della Stein, in cui la candidata verde sarà la principale alternativa indipendente dai Democratici. Come YahNé Ndgo ha affermato nel suo discorso di apertura: “Tutto ciò che immaginiamo è possibile… Dobbiamo avere una strategia per vincere!”