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Per un sindacalismo di classe

La mozione conclusiva sul sindacalismo di classe del Coordinamento nazionale di Sinistra Anticapitalista del’ 11 e 12 giuno

Nel quadro della offensiva prolungata delle classi dominanti contro il movimento operaio che ha prodotto arretramenti profondi, frammentazione e demoralizzazione tra le lavoratrici e i lavoratori, così come analizzato nel nostro documento congressuale, particolarmente grave e centrale si manifesta la crisi delle organizzazioni sindacali nei suoi diversi aspetti organizzativi e politici; essa attraversa le tre principali confederazioni, ma coinvolge appieno anche l’articolata galassia dei sindacati di base.

Le grande responsabilità delle tre Confederazioni che hanno gestito ed avallato le politiche dell’austerità, subordinandosi sempre più alle esigenze del padronato nel prodursi di questa sconfitta sono davanti agli occhi di tutti. Le scelte dei gruppi dirigenti burocratici del sindacato congiunto con l’attacco del Governo e della Confindustria sono alla base delle difficoltà della classe lavoratrice e della crisi stessa di queste organizzazioni.

L’ulteriore involuzione della CGIL e la rinuncia della Fiom a operare come una reale sinistra sindacale difendendo un orientamento alternativo, ripiegando invece sulle posizioni della Confederazione, hanno modificato ancor più in senso negativo il quadro dello scontro di classe e indebolito le possibilità di resistenza della classe lavoratrice.

Questa svolta ha comportato negli ultimi mesi un’azione burocratica e repressiva da parte della direzione Fiom contro quei lavoratori e delegati che, con grande generosità, hanno provato a tenere aperto lo scontro con Marchionne negli stabilimenti FCA del Sud e contro l’area di sinistra della Federazione a partire dal suo portavoce, negando loro diritti pure formalmente riconosciuti dallo statuto confederale.

Queste dinamiche sindacali e politiche così negative non potevano non produrre una forte pressione nei confronti dell’area della sinistra sindacale nonché un suo difficile dibattito nel tentativo di fronteggiare l’azione repressiva e quindi anche elementi di crisi nell’area stessa, nonostante la campagna di solidarietà costruita sia nazionalmente che internazionalmente.

Sulla base delle discussioni che abbiamo svolto negli ultimi due mesi in diverse strutture dell’organizzazione, nonché sulla base dei nostri contenuti programmatici in materia Il Coordinamento esprime i seguenti punti di orientamento e di riflessione politica.

Resta centrale più che mai in questa fase la costruzione di un sindacalismo di classe, come strumento fondamentale per sviluppare le lotte e i conflitti e contrastare l’attacco condotto dalla Confindustria e dal governo al movimento dei lavoratori e ai suoi diritti; da qui il pieno impegno della nostra organizzazione e di tutte/i le/i nostri militanti per far avanzare questo progetto.

Il suo sviluppo presuppone una dura e difficile battaglia politica contro gli apparati sindacali burocratici, una forte capacità di interlocuzione con i settori più attivi della classe lavoratrice e anche una capacità di rivolgersi all’insieme dei lavoratori; la battaglia e lo scontro contro le burocrazie sindacali non a caso sono uno degli elementi politici di fondo che ci distingue e ci divide da altre forze della sinistra.

Riafferma il diritto di ciascuna compagna e compagno di scegliere e di aderire all’organizzazione sindacale maggiormente corrispondente alla sua condizione di lavoro e alle sue disponibilità; le posizioni della CGIL e degli altri sindacati confederali prima richiamate spiegano ampiamente che ci siano aree di militanza sindacale che sentano la necessità di costruire un’esperienza esterna al maggior sindacato italiano; è una scelta che si è manifestata a varie riprese in passato e che oggi ancor più viene avanzata in presenza di un’ulteriore involuzione dei gruppi dirigenti burocratici. Per altro l’organizzazione ha da tempo con i suoi militanti una presenza in diversi sindacati di base, a partire dall’USB e dalla CUB, ma non solo (vedasi in particolare tutto il percorso del Sin Cobas). Per questo aiuterà e favorirà un’attività comune e coordinata delle sue iscritte ed iscritti militanti nei sindacati sulla base del programma dell’organizzazione.

In questo quadro considera sempre necessaria la presenza e l’iniziativa di un’area di sinistra organizzata all’interno della CGIL che si batta per un sindacalismo di classe; questa considerazione si basa su tre elementi, i rapporti di forza esistenti tra le classi, la composizione sociale e militante di questa confederazione, il quadro generale del sindacalismo di base esistente e i problemi organizzativi e tattici che esso pone. In particolare si sottolinea l’esistenza dentro la CGIL di una sedimentazione di quadri militanti e combattivi, che va organizzata attraverso una comune esperienza di difesa di un progetto di sindacalismo di classe e di massa. Questa area è chiamata a rilanciare e ridefinire la sua attività alla luce degli avvenimenti degli ultimi mesi che hanno messo in discussione alcuni elementi del suo progetto iniziale. La sua battaglia si svolge a partire dalla difesa del pluralismo interno e dall’azione di promozione delle mobilitazioni e lotte sui luoghi di lavoro; dalla continuazione della battaglia intrapresa per la difesa degli spazi di agibilità interna e il riconoscimento dei suoi diritti e dei ruoli dei suoi delegati di base e dirigenti sindacali.

riafferma il sostegno alle battaglie e alla costruzione di questa area sindacale di classe, sia nelle iniziative di conflitto che i suoi militanti promuovono in varie aziende, sia nella lotta contro l’autoritarismo del gruppo dirigente, per il completo ripristino della sua agibilità e degli spazi pluralisti garantiti dallo Statuto della CGIL.

Sulla base dell’insieme di queste considerazioni favorirà un’attività comune e coordinata di tutte/i le/i sue/suoi iscritte ed iscritti militanti nei diversi sindacati al fine di sviluppare e di valorizzare, come ha già fatto finora, tutte le esperienze di lotta ed organizzazione sindacale, siano esse esterne od interne alla maggiore confederazione, nel comune intento di rafforzare l’organizzazione delle lavoratrice e dei lavoratori, la loro unità e consapevolezza; a questo fine sosterrà le iniziative che si propongono di costituire strumenti intersindacali di mobilitazione e di unità. Il nostro obiettivo è di creare le condizioni per la formazione di un sindacato di classe, democratico e di massa attraverso processi riaggregativi ed unitari e rotture profonde, coinvolgenti ampi strati di lavoratrici e lavoratori del sindacato maggioritario.

Approvata a larga maggioranza

  • 19 voti a favore
  • 1 voto contrario
  • 5 astensioni di cui un voto consultivo

La dichiarazione di voto di Sergio Bellavita

Il documento proposto non consegna alle diverse scelte sindacali pari dignità. La presenza in Cgil è divenuta nei fatti l’unico intervento sindacale dell’organizzazione con la conseguenza che, pur di avvalorare la tesi della bontà della scelta, si rimuove o si minimizza, quanto accaduto negli ultimi mesi con la pesantissima repressione a quadri, delegati. Non mettere al centro del nostro impegno sociale il conflitto, quanto invece la ricostruzione dell’opposizione in Cgil, rischia di far naufragare la capacità di stare in maniera fluida sul terreno della ricomposizione delle lotte e nel rapporto con la necessaria unità d’azione del sindacalismo conflittuale. Trascinando così l’organizzazione su posizioni retrive, dogmatiche e settarie. Per queste ragioni dichiaro il mio voto contrario.
Sergio Bellavita