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Cosenza in comune, una lista da sostenere

di Sinistra Anticapitalista Calabria

Così come in altre importanti città italiane, domenica si vota anche a Cosenza per il rinnovo del consiglio comunale. Nonostante la data del voto sia ormai prossima, in città l’atmosfera è desolante: non si può certo parlare di trepidante attesa e neppure si percepisce quella vibrante emozione che naturalmente accompagna qualsivoglia processo, sia anche esso potenziale, di cambiamento.

Nonostante gli oltre mille candidati – il che farebbe pensare a una vivacità partecipativa senza precedenti – nessuna tensione appunto, “come se” tutto fosse già scritto. È anche questo un risultato del tanto reclamizzato superamento delle ideologie: così come accadde sul terreno delle pensioni e, qualche anno più in là, per il contratto di lavoro, questo “superamento”, forte della pesante ambiguità che contraddistingue la stessa espressione, ha sempre determinato, invece che uno slancio in avanti, un gioco al ribasso in termini di diritti e qualità della vita dei lavoratori e dei cittadini in genere.

In campo politico, volendo intendere con ciò l’elaborazione teorica sulla base della quale si sviluppa l’azione di un’organizzazione, il proclamato “superamento” dell’ideologia ha prodotto non soltanto un impoverimento della discussione, ma soprattutto una regressione in termini di coesione di classe, di coscienza di massa e di percezione della condizione di subalternità, caricata ormai di un senso di irreversibilità che tanto comodo fa a una classe politica dirigente che invece agisce sulla scorta di una preziosa “ideologia”, quella dello sfruttamento capitalista, declinata poi nelle sue diverse forme al fine di evitarne la messa in discussione.

Ciò che stiamo vivendo a Cosenza, dunque, non è altro che la riproduzione su scala locale di una dinamica che ha dimostrato di essere utile al potere costituito a livello nazionale e internazionale: da una parte, i soliti noti, politicanti che devono soltanto aver cura di comunicare in tipografia la nuova data da inserire sul proprio manifesto, su cui sfavillerà ancora un sorriso che per la Calabria ha il gusto di un’ulteriore beffa; dall’altra, gli anti-casta che, mancando peraltro di un necessario riferimento teorico che garantisca loro lucidità d’azione, manifestano, senza inibizione alcuna, la propria organicità e compatibilità con il sistema economico vigente, procedendo, nonostante alcuni “nobili propositi”, in un’operazione di maquillage funzionale al suo mantenimento.

In controtendenza, e fuori da questo scenario desolante, si pone la lista Cosenza in Comune, in cui convergono organizzazioni politiche di sinistra, associazionismo e sindacalismo di base, la quale gode peraltro del sostegno di un’area dei centri sociali attivi nei movimenti di lotta cittadini. Sinistra Anticapitalista Calabria, pur riconoscendo alcuni limiti della suddetta lista in termini di rottura anticapitalista e in alcune scelte di pubblicizzazione, sostiene il progetto di cambiamento e di conflitto di cui essa si fa portatrice in una competizione elettorale svuotata di contenuti politicamente rilevanti.

Condivisibili sono le istanze di lotta proposte nei vari momenti di presentazione della lista che si sono susseguiti in città – durante i quali si è mantenuto un approccio orizzontale di discussione e una costruttiva apertura al dialogo con i cittadini –, ma soprattutto credibile è il “volto” di chi si fa portatore di tali istanze. Il nostro rifiuto rispetto a un approccio personalistico della politica non impedisce di riconoscere in alcuni candidati dei compagni con i quali camminiamo quotidianamente spalla a spalla in manifestazione per le strade di questa città, tra cui quelli della locale federazione del Partito della Rifondazione Comunista, che a Cosenza hanno onorato in questi anni la parola “militanza”.

Sinistra Anticapitalista Calabria riconosce in Delio Di Blasi un compagno in grado di esprimere, con la credibilità e la determinazione che hanno sempre contraddistinto il suo agire in ambito sindacale e nei processi di lotta cittadini, le rivendicazioni di una classe che a Cosenza, così come nel resto del Sud, vive con esasperazione lo sfruttamento e la speculazione del capitale.