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Di fronte alle provocazioni del governo, la lotta per il ritiro della legge El Khomri continua

Pubblichiamo l’editoriale del sito npa2009.org sugli avvenimenti del 28 aprile in Francia

Di fronte alla tenacia del movimento contro la legge sul lavoro, il governo aggredisce i lavoratori, i giovani e le loro organizzazioni per tentare di intimidirli al fine di imporre la sua legge. Valls e Cazeneuve vorrebbero renderli responsabili delle violenze che hanno avuto luogo giovedì (n.d.t. 28 aprile) ai margini delle manifestazioni. Queste violenze, non sono altro che il comportamento dei prefetti e della polizia che le hanno provocate. Chi dà l’ordine ai CRS (n.d.t. corpo della polizia nazionale francese con compiti di antisommossa, simile alla nostra celere) di essere permanentemente in contatto con i manifestanti? Chi invia nelle manifestazioni i suoi poliziotti in borghese, a provocare e distruggere? Il Ministro dell’Interno evidentemente. Questi attacca apertamente la CGT (n.d.t Confederazione Generale del Lavoro) e riceve il sostegno della destra e dell’estrema destra che invocano il divieto delle manifestazioni e di Nuit Debout. Il Front National chiede per prima cosa lo scioglimento dei “gruppi dell’estrema sinistra”.

Tutti costoro, difensori dei ricchi e del Medef (n.d.t. Confindustria francese), delle banche, hanno paura. Essi sanno bene che il movimento che si è sollevato respinge il loro sistema ingiusto e inumano dove un pugno di privilegiati si arricchisce senza limiti a scapito della maggioranza della popolazione.

La giustizia è dalla nostra parte.

Hanno paura, provocano e reprimono perché sanno molto bene che la loro politica non serve gli interessi della popolazione ma quelli delle banche e delle multinazionali. Essi sanno bene che la loro presunta ripresa, è una finzione: la disoccupazione non diminuisce; è il numero dei disoccupati che dispongono di un indennizzo di disoccupazione che diminuisce mentre aumenta il numero dei precari!

Essi sanno che “le cose vanno meglio” – così afferma Hollande -, solo per i profitti e i compensi dei padroni, ma non per i lavoratori, non per i giovani.

Per questo le loro politiche d’intimidazione non ci devono far indietreggiare, al contrario. In un certo modo, governo, destra e Front National finiscono per convalidare in pieno la legittimità delle rivendicazioni del movimento. Sì, bisogna imporre il ritiro della legge El Khomri, bisogna cominciare a imporre un altro rapporto di forza.

Se ci uniamo, avremo la forza di vincere.

Per ottenere la vittoria, è necessario che i lavoratori dipendenti cessino di lavorare, insieme e nello stesso momento, non per una sola ma per più giornate di seguito, per bloccare la produzione e il paese!

Questo mostrerà che il potere di tutti i ricchi viene soltanto dal nostro lavoro! Facciamo in modo che la fiducia cambi campo!

E’ questo che passa nella testa di numerosi lavoratori, tutti quelli che si sono mobilitati contro la chiusura delle loro imprese, contro i licenziamenti o contro la soppressione dei posti di lavoro nel pubblico impiego. Spesso ci siamo battuti isolati gli uni dagli altri e spesso abbiamo conosciuto delle sconfitte. Adesso vediamo la possibilità di unire le nostre forze e di bloccare l’attacco del governo e del padronato.

Sappiamo che per costringere il governo a cedere, non potremo accontentarci di giorni di sciopero isolati. Abbiamo bisogno di costruire un movimento d’insieme che paralizzi l’economia, uno sciopero generale.

I disoccupati, insieme ai lavoratori e ai giovani non hanno detto la loro ultima parola. Possiamo vincere, confidiamo delle nostre forze.

Lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati, tutti insieme!