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Campania, un primo successo per il Reddito minimo

Comunicato di Sinistra Anticapitalista Napoli

13607. È questo il numero di firme certificate raccolto al 28 febbraio scorso, in quattro mesi di campagna per una legge di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito (RMG) in Regione Campania.

Un successo estremamente importante e non scontato, che testimonia da un lato degli sforzi militanti di tutte le compagne e tutti i compagni del Comitato Campano per il RMG , dall’altro del deterioramento di una situazione sempre più difficile e insostenibile per la maggioranza sociale nella Regione.

Il governo Renzi e le sue propaggini regionali hanno buon gioco mediatico a millantare una fantomatica “ripresa”, ma le condizioni di vita e di lavoro, la disoccupazione, il lavoro nero, la grave insufficienza dell’edilizia popolare e pubblica, la mancanza di servizi pubblici efficaci e accessibili a tutte/i, la scarsità o assenza di un reddito dignitoso per una fetta enorme di cittadini e cittadine campani/e, hanno smascherato quella che per la grande maggioranza della popolazione è solo una vergognosa menzogna.

Per quanto riguarda Napoli e provincia, la raccolta firme ha infatti avuto maggior riscontro nei quartieri popolari e nelle aree marginalizzate dello sterminato hinterland, dove drammaticamente acuta è la mancata soddisfazione dei bisogni fondamentali e dove da tempo la politica dominante ha esaurito i mezzi tradizionali di gestione delle sofferenze sociali ed è sostanzialmente incapace di farvi fronte.

Questo risultato è però solo il primo passo di una battaglia che da oggi entra nel vivo e che si annuncia molto impegnativa: dopo la consegna delle firme alla Regione Campania sarà necessario mettere in campo mobilitazione e organizzazione della lotta e del conflitto per imporre alla Presidenza e al consiglio regionale che non ci siano ritardi capziosi nell’iter di ammissibilità e discussione della legge. Ancor più necessario sarà provare a mettere in campo una forza d’urto per la sua approvazione.

La Regione Campania è infatti il terminale locale delle politiche nazionali del governo ed è sempre più chiaramente la controparte politica dei movimenti sociali che, soprattutto nella città di Napoli, stanno provando in questi anni a mettere in discussione le politiche di austerità nella loro declinazione territoriale.

La vertenza sul RMG rientra in una più ampia mobilitazione per rispondere alle numerose emergenze sociali della Campania e, in particolare, della sua città metropolitana, esigendo dalla Regione il controllo pubblico dal basso dei miliardi di euro che giungeranno in forma di fondi europei.

E’ una sfida inderogabile che, per avere compiutamente successo, dovrà allargarsi anche ad altre regioni e tendenzialmente all’intero Paese, nello sviluppo di un movimento unitario sul piano nazionale contro le politiche di austerità del governo Renzi e dell’Unione Europea.