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No alla guerra, sì ai diritti

Volantino 16 gennaio-01Volantino contro la guerra

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All’inizio del 2016 la mondializzazione capitalista ci consegna un mondo segnato da una più profonda crisi economica che nessun soggetto statuale, sovranazionale o imperiale riesce a controllare: il rallentamento delle economie dei grandi paesi emergenti, la svalutazione dello yuan, il crollo della borsa in Cina e, a catena, nelle diverse aree geografiche del capitalismo hanno ridimensionato le previsioni di una ripresa a breve tempo dell’economia capitalista. Crisi, guerre e barbarie inaudite e caos geopolitico segnano questa nuova fase del capitalismo. Nuovi violenti venti di guerra spirano in Europa, frutto degli interventi coloniali e neocoloniali delle potenze occidentali in Africa e Medioriente. Questi interventi hanno inoltre rafforzato ed alimentato l’azione dei paesi più conservatori e reazionari e lo sviluppo di forze oscurantiste come l’ISIS.

La nascita e lo sviluppo delle rivoluzioni arabe a partire dal 2011 avevano aperto la strada a nuove possibilità: l’azione delle classi lavoratrici e popolari di quei paesi contro le dittature al potere, avevano ridestato le speranze di tutti coloro che lottano per ottenere libertà, democrazia e giustizia sociale. Contro questi processi rivoluzionari si sono mosse sia le classi dominanti locali che i vari imperialismi, per reprimere le lotte e le rivolte e per riportare tutto allo status quo reazionario e dittatoriale. Il prezzo pagato in termini di distruzione e di morte è altissimo e la Siria ne è l’esempio più emblematico e drammatico.

In Europa, la Francia e altri paesi hanno usato i tremendi attentati di Parigi per creare le condizioni politiche ed ideologiche di una nuova guerra, alimentando il razzismo e l’islamofobia mentre riprende vigore un antisemitismo mai spento e correnti di destra, più o meno esplicitamente fasciste, si sviluppano su tutto il continente. Anche l’Italia di Renzi lavora in direzione di nuove azioni di guerra a partire da un possibile intervento in Libia .

Siamo di fronte ad un’ Europa sempre più securitaria che non ha problemi ad aumentare le spese militari, che continua a fare lucrosi affari con paesi impresentabili come l’Arabia Saudita, che vende le armi che sono usate nelle guerre che insanguinano quelle regioni e che partecipa così alla repressione delle rivolte e delle mobilitazioni democratiche. Quest’ Europa è la stessa che al suo interno continua a perseguire politiche di austerità e massacro sociale di cui la vicenda greca è un triste esempio; sono due facce delle stessa medaglia.

In questo quadro è più che mai necessario costruire una forte mobilitazione sociale che tenga insieme la lotta contro le politiche di austerità e la battaglia contro le politiche di guerra e gli interventi militari. Pensiamo che gli obiettivi debbano essere chiari, le rivendicazioni concrete e che i contenuti debbano essere internazionalisti, anticapitalisti, antidittatoriali (qualsiasi sia il dittatore di turno, Erdogan, Assad, Al Sisi o  monarchi vari). Bisogna mobilitarsi:

  • per il ritiro dei contingenti militari italiani dai teatri di guerra
  • perché il governo italiano ponga fine alla vendita di armamenti a paesi che finanziano l’Isis o altre organizzazioni terroristiche come l’Arabia Saudita, il Qatar o la Turchia
  • per la drastica riduzione delle spese militari
  • per il ritiro dell’Italia dall’alleanza politico militare della Nato e la chiusura delle sue basi nel nostro paese
  • contro ogni forma di intervento imperialista sia occidentale che russo, contro l’Isis e le monarchie del Golfo, contro Assad e i gli altri regimi dittatoriali
  • per il sostegno a tutte le forze progressiste, antimperialiste ed anticapitaliste che combattono per una società democratica, laica e socialista
  • per i diritti del popolo palestinese contro le politiche coloniali del governo israeliano
  • per il diritto del popolo curdo e di tutti popoli alla propria autodeterminazione
  • per la rimozione del Pkk dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell’Ue e degli Usa
  • contro ogni forma di fondamentalismo, razzismo e fascismo, contro l’islamofobia e l’antisemitismo
  • contro lo stato di emergenza che, approvato in Francia, sta per essere assunto dagli altri paesi dell’Ue
  • contro le politiche securitarie che colpiscono vergognosamente i migranti, per costruire comunità aperte contro ogni odio e fanatismo, per unire ciò che le classi dominanti e le forze reazionarie vogliono dividere

Sinistra Anticapitalista
www.anticapitalista.org