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Spagna, avanzamento elettorale, ma continua la lotta per la rottura

Pubblichiamo il comunicato delle/dei nostre/i compagne/i di Anticapitalistas

Comunicato di Anticapitalistas.org

Il rifiuto delle politiche di tagli e di aggressione contro le classi lavoratrici iniziate con il movimento delle/degli Indignados del 15M si è espresso oggi anche nelle urne. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione del fatto che tante e tanti non si rassegnano e che esiste un’ampia base sociale per continuare a lavorare per un cambiamento politico e sociale radicale, che la faccia finita con gli sfratti, con gli abusi delle banche, con lo sfruttamento e la precarietà del lavoro, con le violenze maschiliste, con gli ostacoli alla libera determinazione dei popoli, con la distruzione ambientale.

Il Partido Popular (PP)  è il primo partito, ma ha subito un forte calo di seggi. C’è una maggioranza sociale che non lo vuole più, che non vuole che il partito di Barcenas e della Gürtel continui a governare lì. Paga il prezzo della corruzione e delle misure in favore delle classi ricche e contro i lavoratori: E’ una buona notizia: dopo retribuzione e di lavoro. Questa è una buona notizia: dietro il nuovo panorama parlamentare, c’è una forte contestazione sociale.

Il Partido socialista obrero (PSOE) non affonda e questa non è una buona notizia. Diminuisce in voti e in seggi, ma la sua resistenza mostra anche i limiti del processo di cambiamento: senza la mobilitazione è difficile continuare ad erode il consenso al PSOE. La sfida del futuro è la necessità di cacciare il PP non comporti la legittimazione del PSOE, la “sinistra” che applica le politiche neoliberiste, che ha sempre governato in favore delle élite.

Il fenomeno Ciudadanos è stato al di sotto delle previsioni. Il suo quarto posto mostra come la gente preferisce l’originale alla copia e che il centro, in un contesto di polarizzazione politica, trova in ​​gravi difficoltà a crescere. Il suo programma, prodotto dalla FAES (una Fondazione di studi sociali legata alla destra spagnola, ndt) e da altri centri studi neoliberali, non è stato in grado di diventare l’alternativa al bipartitismo.

Il nostro riferimento elettorale di Podemos e delle coalizioni ad esso collegate (En Marea, En Comú Podem, Compromis-Podem) si colloca al terzo posto con un’importante crescita in voti, riuscendo a raccogliere il flusso accumulato dal 15M e dal precedente ciclo di lotte , il malcontento sociale verso le politiche di austerità e verso i partiti della sinistra tradizionale. E’ da notare che in Catalogna la stragrande maggioranza degli elettori si è espressa per il diritto di decidere sulla propria indipendenza.

E’ giusto felicitarsi per il risultato, ma è importante che da questo momento ci si prepari per domani, al di là dei prevedibili balletti sulle alleanze. La troika, al di là di quale sarà il governo, vorrà ulteriori tagli, gli sfratti continueranno e il capitale mantiene intatte sue basi del suo potere: ecco la lotta che ci attende e per questo dobbiamo rafforzarci dal basso con altri compagni e compagne, come quelli di IU-Unidad Popular(la nuova denominazione di Izquierda unida), in tutti i campi. Chiusi i seggi, la lotta di classe continua.

La instabilità istituzionale che risulta da queste elezioni apre nuove possibilità. Anche per noi che scommettiamo su un cambiamento politico che non si esaurisca in una nuova transizione, ma che sia una rivoluzione democratica che consente la libera decisione dei popoli e la partecipazione dei cittadini in tutte le decisioni, occorre lavorare per avviare nuovi processi costituenti. Vogliamo una rivoluzione democratica che metta in discussione l’attuale distribuzione della ricchezza, i rapporti economici e la proprietà, che garantisca la proprietà pubblica e il controllo democratico sulle fonti di energia e sulla finanza. Una rivoluzione democratica finalizzata alla costruzione di una società libera dall’oppressione e dallo sfruttamento.

Esprimiamo la nostra felicità per l’avanzamento elettorale, ma ci prepariamo per continuare a lottare per la rottura. La lotta continua.