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Volantino per la manifestazione nazionale Fiom del 21 novembre

CONTRO OGNI BARBARIE E LE LORO GUERRE
PER L’UNITA’ E LA LOTTA DEGLI SFRUTTATI
PER LA DEMOCRAZIA E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Volantino 21 novembre-01

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Il movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, fin dal suo sorgere, si è battuto per i diritti e le libertà dei cittadini, per la partecipazione democratica e la giustizia sociale, costruendo l’unità e la solidarietà degli oppressi contro ogni forma di violenza e di sfruttamento, cioè per un’alternativa democratica e socialista al sistema capitalista, a ogni sorta di fascismo e di dittatura.

E siamo portatori di un umanesimo universale; piangiamo tutti i morti delle loro guerre: quelli dei teatri e dei bistrot di Parigi, quelli delle piazze di Ankara, quelli dei tanti villaggi del Medio Oriente.

Per questo il movimento operaio ha contrastato tutte le guerre delle classi dominanti per il dominio del mondo e ogni forma di terrorismo, quello che si esprime lanciando le bombe dall’alto e quello che distrugge le vite delle persone nelle strade e nelle città.

Siamo contro la barbarie degli interventi militari delle potenze occidentali per lo sfruttamento dei territori e delle loro risorse; siamo contro la barbarie dell’ISIS e delle altre forze oscurantiste e fondamentaliste, più o meno apertamente sostenute da paesi reazionari (le monarchie del Golfo, la Turchia di Erdogan), con cui per altro i paesi europei fanno ottimi affari vendendo armi e munizioni, tra cui anche il nostro con il recente viaggio di Renzi in Arabia Saudita.

No alle guerre, al fanatismo, alla divisione delle classi popolari

Non possiamo accettare che, sfruttando il dolore per i nostri morti di Parigi, i governi europei alimentino nuove guerre e diffondano l’islamofobia, attaccando contemporaneamente i diritti democratici e di libertà conquistati con l’abbattimento del nazismo e stravolgendo le Costituzioni sorte dopo la seconda guerra mondiale.

La corsa alla guerra è quella in cui spera l’ISIS, perché rafforzerà il bacino della disperazione e della frustrazione degli emarginati dalle due parti del Mediterraneo su cui costruisce il reclutamento e suoi progetti oscurantisti e reazionari.

L’ISIS e i governi occidentali puntano sulla divisione delle classi subalterne, sul razzismo, sulla contrapposizioni di religione, di culture, sulla paura del diverso. Il movimento dei lavoratori deve respingere la guerra globale e permanente puntando sulla lotta di classe, cioè sull’unità di tutti gli sfruttati, sulla loro attività, partecipazione, confronto, sulla solidarietà tra nativi e migranti.

Abbiamo diritto a un altro futuro, costruito sulla solidarietà e sull’eguaglianza e tutti lavoratori e gli oppressi della società devono e possono costruirlo insieme.

Non è l’ora di chiudersi nella paura, di accettare le spinte securitarie; è l’ora invece di costruire comunità aperte, incontri, discussioni, perché in questi luoghi collettivi non entra l’odio, la frustrazione e il fanatismo, ma l’umanità comune, la volontà di costruire insieme un’altra società.

La lotta contro il governo Renzi e la Confindustria

Questa lotta oggi nel nostro paese significa anche e in primo luogo combattere le politiche del governo Renzi, che stanno distruggendo i diritti del lavoro, la costituzione democratica, tutte le vecchie conquiste del movimento operaio per garantire, come e più di prima, i profitti e le rendite delle classi dominanti. L’Unione Europea non è l’Europa dei lavoratori e dei popoli che noi vogliamo, ma l’Europa dei vampiri finanziari, della forza dei potenti, della guerra.

La legge di stabilità in discussione in Parlamento significa altri e più forti regali per i ricchi e le imprese, meno intervento pubblico, stipendi ridotti, pensioni sempre più lontane e, in stretta connessione con l’attacco della Confindustria, la fine dei contratti nazionali di lavoro.

Particolarmente violento e crudele è l’attacco alla sanità pubblica con giganteschi tagli alle Regioni che gestiscono questo settore fondamentale della vita e della salute delle cittadine e dei cittadini. E sullo sfondo già preparano un nuovo attacco frontale al diritto di sciopero.

Le direzioni sindacali in questi anni non hanno fatto nulla di serio per contrastare le politiche del governo e dei padroni. Oggi sulla decisiva questione del rinnovo dei contratti di lavoro, dove la Confindustria chiede i “contratti di risarcimento” si profilano ulteriori passi indietro; grande è il pericolo che il contratto nazionale resti solo un elemento simbolico, privo di contenuti reali di difesa degli interessi dei lavoratori. Va in questo senso l’accordo intercorso tra i chimici, ma guardiamo con altrettanta preoccupazione alla piattaforma messa a punto dalla Fiom, che introduce deroghe, “raffreddamenti” degli scioperi, progetti di “sanità integrativa” che ci pare vadano in una direzione completamente sbagliata e non coerente con quanto fatto solo fino a pochi anni fa. Per ora abbiamo di fronte non l’autunno caldo della lotta operaia, ma un autunno freddo in cui padroni e governo stanno costruendo i loro successi.

Serve una svolta, serve la lotta di classe delle lavoratrici e dei lavoratori

Serve per tutte le categorie e per l’insieme del movimento dei lavoratori una svolta radicale: servono una mobilitazione forte e le assemblee sui luoghi di lavoro per respingere le politiche del governo e i progetti della Confindustria.

Costruiamo tutti insieme una piattaforma rivendicativa che esprima i bisogni e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e sosteniamola con la lotta. I lavoratori devono tornare protagonisti del loro futuro contro Renzi e la Confindustria, contro il terrorismo reazionario e i governi delle guerre.