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Legge finanziaria. Chi ci guadagna, chi ci perde (Nuovo volantino)

Pubblichiamo una nuova versione del volantino sulla legge di stabilità.

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La legge finanziaria di Renzi, è parte dell’attacco che la classe padronale sta portando ai lavoratori.

La Confindustria proclama che i contratti di lavoro si faranno solo alle sue condizioni, pretendendo che i lavoratori “restituiscano” quanto hanno avuto sul piano dell’orario e del salario.

  1. La prima misura della legge è che stanzia una cifra irrisoria (8 euro lordi al mese) per il contratto (bloccato da 6 anni!) delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. Renzi e Confindustria vogliono ridurre gli stipendi a tutti i lavoratori, pubblici e privati.
  2. La seconda misura è che vengono regalati ai padroni 6 miliardi di euro, attraverso molteplici riduzioni fiscali.
  3. La terza misura è che vengono abolite le tasse sulla prima casa. I proprietari delle grandi case e delle ville pagheranno un’imposta fortemente ridotta, poco più che simbolica.

Chi paga? Massacrata sempre più la sanità 

Il grosso dei soldi arriva dal taglio della spesa pubblica, più di 8 miliardi; questa volta si salvano i comuni (si vota tra pochi mesi), non le vecchie province; soprattutto vengono tagliati 1,8 miliardi alle Regioni, 2,8 alle amministrazioni centrali (tra cui il ministero dell’università e della ricerca scientifica) con pesantissime ricadute sui servizi pubblici.

Vengono tagliati alla sanità 2,5 miliardi di euro (ma sono 5 miliardi le risorse reali sottratte). Vengono dati qualche centinaio di euro (al massimo) alle famiglie dei lavoratori con l’abolizione dell’IMU/TASI; ma si toglie loro molto di più con la distruzione della sanità pubblica.

Per riassumere: la legge di Renzi propone meno tasse per i ricchi e le imprese, meno sanità e intervento pubblico, stipendi ridotti, pensioni sempre più lontane.

Dove stanno gli investimenti pubblici per creare posti di lavoro stabili, progetti per la sicurezza dei territori, per riavviare il lavoro nelle aziende chiuse, per l’istruzione? Dove un intervento sulla legge Fornero che permetta a chi ha lavorato una vita di andare in pensione con un reddito degno?

Ci sono i soldi per un’altra politica! Basta prenderli dai profitti, dai privilegi delle classi superiori, introdurre una patrimoniale sulle grandi ricchezze, ridiscutere un debito pubblico, in gran parte illegittimo, che serve a rimpinguare le rendite finanziarie.

I Padroni e i loro governi fanno il loro mestiere, ma che mestiere fanno i sindacati?

CISL e UIL hanno avallato tutte le misure di austerità. La CGIL le ha criticate, ma nulla ha fatto per contrastarle seriamente.

Ci vuole una svolta radicale: i lavoratori e le lavoratrici devono discutere dei contratti e della legge finanziaria nelle assemblee nei luoghi di lavoro.

Costruiamo tutti insieme una piattaforma rivendicativa che esprima i bisogni e i diritti dei lavoratori; sosteniamola con la lotta. Non si può stare passivi davanti alla TV a vedere che cosa combinano contro di noi Renzi e Squinzi. Le lavoratrici e i lavoratori devono tornare protagonisti del loro futuro.