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Volantino per le mobilitazioni della scuola

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Volantino 24 ottobre-01“Buona scuola” e governo Renzi

Riprendiamo la lotta!

Le scuole hanno ripreso le loro attività da un mese e già si notano i primi effetti della legge 107:

  • molte scuole hanno ancora l’orario provvisorio,
  • in molte classi mancano gli insegnanti,
  • il personale Ata denuncia i tagli all’organico,
  • le esternalizzazioni dei servizi e le norme che proibiscono di sostituire il personale assente,
  • gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare libri e trasporti gratuiti, contro i contributi volontari obbligatori e per un vero diritto allo studio, contro l’alternanza scuola–lavoro,
  • migliaia di edifici scolastici versano ancora in condizioni di insicurezza.

Questa è l’ennesima prova delle bugie del governo Renzi che aveva affermato di voler porre fine alla precarietà e di voler finanziare la scuola pubblica ma, dopo l’approvazione della legge 107 la scuola italiana non solo è più povera di prima ma i lavoratori e le lavoratrici sono ancora più precari!

La maggior parte delle assunzioni avverranno sul famigerato albo territoriale che sottoporrà gli insegnanti alla scelta dei presidi di tre anni in tre anni e non necessariamente sulla materia per la quale ci si è specializzati.

Migliaia di insegnanti perderanno la titolarità di cattedra (il cosiddetto posto fisso) e potranno essere utilizzati anche per coprire supplenze brevi al posto di tutti quegli insegnanti che, iscritti nelle graduatorie di istituto proprio a questo fine, non avranno più possibilità di lavorare e a cui non viene più garantito un futuro.

Le ricadute maggiori sono per gli studenti e le studentesse che, costretti a frequentare edifici sempre più fatiscenti e poco attrezzati, si ritrovano anche un’offerta didattica di scarsa qualità.

Mentre si accreditano ai solo docenti a tempo indeterminato 500 euro una tantum vincolate alle spese per la formazione, si nega il diritto a tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici, ivi compresi quelli della scuola, ad un rinnovo del contratto (bloccato dal 2009!) che restituisca la dignità al lavoro, stanziando nella legge di stabilità un aumento di circa 5 euro al mese.

Eppure di fronte a tutto questo stenta a ripartire un movimento unitario contro la legge 107 e la decisione delle maggiori organizzazioni sindacali di non preparare il terreno alla ripresa della lotta presentando una piattaforma di rivendicazioni chiara sta contribuendo ad aumentare la confusione, la rassegnazione e la delusione che sono seguiti all’approvazione della legge.

Di fronte all’attacco generalizzato ai diritti del lavoro concretizzatisi non solo nell’approvazione della “buona scuola” ma anche nel Jobs Act, agli enormi tagli alla sanità e ai servizi, alla svendita del patrimonio pubblico per garantire profitti a pochi, alla contrazione della democrazia che questo governo sta portando avanti con forza, è necessaria una risposta forte unitaria di tutti i settori del lavoro contro le politiche di austerità e contro il governo Renzi, esecutore materiale di queste politiche.

È necessario costruire una grande manifestazione nazionale contro il governo Renzi e uno sciopero generale unitario e partecipato a partire proprio dal settore della scuola e della conoscenza.

È con questo spirito che Sinistra Anticapitalista sostiene e partecipa alle prossime scadenze di mobilitazione, a partire dalla giornata di mobilitazione nazionale del 24 ottobre convocata da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda e dallo sciopero del 13 novembre convocato da Cobas, Cub e Unicobas.