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L’arena del Colosseo, uno scontro tra diritti e repressione

Il governo di centro destra Renzi-Alfano ha dimostrato, nell’ultima settimana, ed ancora una volta, la propria propensione alla repressione di ogni dissenso verso coloro che difendono i propri diritti, le loro idee ed il servizio pubblico.

Prima Alfano, che con il suo disegno di legge sulla sicurezza urbana introduce norme repressive contro le povertà, che lui definisce accattonaggio e contro chi esprime la propria forma d’arte, i writer.

Al tempo stesso lo stesso disegno di legge prevede cinque anni di carcere per travisamento durante i cortei, ma rinvia ancora il codice identificativo per le forze di polizia, coprendo ancora una volta i tanti casi di sopruso e violenza di cui questi sono artefici.

Ma il primo ministro Renzi e il sindaco Marino non volevano essere da meno e di fronte ad una semplice assemblea sindacale di lavoratori e lavoratrici del settore cultura, che rivendicavano i propri diritti, il salario ed il rilancio del settore si indignano per la chiusura dell’accesso al Colosseo per tre ore.

Non si sono invece indignati per il salario accessorio che non viene pagato da novembre 2014, non sono indignati per un contratto del pubblico impiego fermo da anni, non si indignano per l’appalto alla cooperativa rossa che da anni, e senza nuovo bando, attribuisce alla cooperativa Coop Culture, il monopolio dei servizi accessori del Colosseo, cooperativa che usa il suo potere contro l’accesso alle guide turistiche e lo sfruttamento del proprio personale per massimizzare il profitto.

Non si indignano per il fatto che il Ministero dei beni culturali fa sempre più uso di volontari che lavorano gratis, e che gestisce molti servizi attraverso esternalizzazioni, bloccando ogni concorso pubblico per generare clientele private.

Renzi e Marino in pieno conflitto sulla gestione del potere sulla città di Roma si ritrovano finalmente d’accordo mostrandosi in piena sintonia quando l’obiettivo è quello di sostenere la politica di austerità con la riduzione dei diritti e dei salari, con le privatizzazioni per garantire l’accesso ai capitali privati nella gestione dei servizi pubblici.

Il sindaco Marino, in linea con il governo, è lo stesso che taglia il salario accessorio dei dipendenti comunali, che privatizza l’Ama, azienda per la raccolta dei rifiuti, che privatizza il servizio delle farmacie comunali e che punta a fare lo stesso con il servizio di trasporto pubblico.

Un disegno chiaro che tende a eliminare e reprimere ogni dissenso, a screditare ogni azione sindacale finalizzata alla difesa del servizio pubblico, per privatizzare tutto in favore del profitto.

Il tutto intriso da una cultura bonapartista e autoritaria, espressa da Renzi, con la minaccia ai lavoratori attraverso il suo solito twitter, e dal sindaco Marino che propone un plebiscito per la privatizzazione di ama, alla quale è necessario ed urgente reagire rilanciando la tutela dei beni comuni ed unificare ogni vertenza dei lavorator@ contro il governo Renzi ed il sindaco Marino espressioni entrambi del partito democratico, il partito dell’austerità, l’austerità per i lavoratori e le lavoratrici.

Sinistra Anticapitalista Roma