In evidenza

Turchia : l’Akp mobilita la crudeltà razzista

Di Uraz Aydin

Barricate,trincee, pogram, blocchi, coprifuoco…. Così oramai si presenta ogni giorno la situazione della “Nuova Turchia” di Erdogan.
Proprio sessant’anni dopo i pogrom che hanno colpito i quartieri greci e armeni di Istanbul (il 6-7 settembre 1955), centinaia di locali del Hdp sono stati attaccati, bruciati, saccheggiati dei negozi curdi, aggrediti e linciati alcuni lavoratori stagionali agricoli curdi, e ucciso a coltellate un giovane perché aveva parlato in curdo al telefono.
Il furore nazionalista si è scatenato a seguito delle due imboscate condotte dal Pkk il 6 e 7 settembre nelle quali hanno trovato la morte più di una trentina di soldati e poliziotti . Se inizialmente questi tentativi di pogrom sono stati ben organizzati dall’Akp tramite le sue “squadre ottomane”, è innegabile che si sono aggiunte diverse correnti di estrema destra (principalmente i lupi grigi), ma anche alcuni “generici nazionalisti” .
Al contempo, negli stessi giorni, la sede del quotidiano a gran tiratura Hürriyet, nonostante che si sia opposto debolmente alle politiche dell’Akp, è stato attaccato e occupato a più riprese un’orda di militanti armati di pietre e bastoni, guidato da un giovane deputato dell’Akp che gridava “ qualsiasi siano i risultati delle lezioni, ti faremo presidente” riferendosi al regime presidenziale autocratico che Erdogan vuole instaurare nel caso in cui l’Akp ottenga il numero di seggi richiesti alle elezioni che si terranno il 1° novembre 2015.
Proprio 35 anni dopo il colpo di Stato militare del 12 settembre 1980, la città di Cizre (120 mila abitanti) è uscita da un coprifuoco durato 8 giorni. Avendo come pretesto la presenza di alcuni militanti del Pkk, Cizre è stata completamente isolata dal resto del paese, senza elettricità né mezzi di comunicazione, senza viveri né medicinali. Il tentativo di quaranta deputati e di due ministri dell’Hpa di spezzare il blocco entrando in città è, tuttavia, fallito, intercettato a più riprese dalle forze dell’ordine. L’ordine di non lasciar entrare nessuno era stato dal ministro degli interni… .
La popolazione ha dovuto far fronte ad una condizione da dittatura militare. I tiratori scelti sui tetti avevano l’autorizzazione di sparare su tutto ciò che si muoveva. 21 civili (compresi donne e bambini) sono morti durante il blocco di Cizre, 15 uccisi da armi da fuoco e gli altri per la mancanza di cure sanitarie. Alcuni sono stati uccisi senza aver messo piede fuori di casa, semplicemente passando davanti alla finestra. I corpi dei bambini e dei neonati morti, non potendo essere seppelliti, sono stati conservati nei refrigeratori.
Per salvare il suo potere e il suo palazzo Erdogan non ha esitato ad aprire le porte delle tenebre. Questa crudelta, tuttavia, non sarà mai dimenticata dal popolo curdo. Così come l’ha espresso Demirtas, leader del Hdp, l’esercito ha fatto più propaganda per il Pkk in 30 ore che il Pkk stesso in 30 anni: “Noi cerchiamo di attirare i giovani verso l’Hdp, Erdogan li spinge verso il Pkk”. “ Ma se noi gridiamo per la pace, ha aggiunto in un altro meeting, e Ankara e Kandil (Quartier generale del Pkk) saranno obbligate ad ascoltarci”. Continuiamo dunque a gridare, più forte, ancora più forte e ancora più numerosi.
14.09.2015