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Abruzzo, non è più tempo di terre di mezzo

Comunicato di Sinistra Anticapitalista Abruzzo

Ombrina, inquinamento acque, Parco Costa Teatina, migranti, elettrodotti e gasdotti. Siamo ad una svolta fondamentale ed è necessario prendere posizioni nette e decise. Anche da parte della “sinistra di governo”…
Il mese di Agosto 2015 rimarrà alle cronache abruzzesi come un mese caldissimo. E non solo per le altissime temperature registrate.
La cronaca regionale non ha trovato un solo giorno in cui non siano state roventi le polemiche e le critiche verso atti e fatti delle istituzioni locali e nazionali. La firma da parte dei ministri di Renzi del decreto autorizzativo di Ombrina è l’atto più grave dal punto di vista ambientale. Così come per il gasdotto che attraverserà anche il nostro appennino (su faglie sismiche…), il governo Renzi ha completamente ignorato le richieste della popolazione e le rassicurazioni e promesse dell’amministrazione regionale PD-SEL non sono certamente bastate.
D’Alfonso in campagna elettorale promise che nessun ufo sarebbe sbarcato. Ombrina invece è stata autorizzata. Emiliano in Puglia ha dichiarato in questi giorni che si rischia sulla questione petrolifera un duro scontro col governo “assai dannoso per tutti”. D’Alfonso che farà?
Il Comitato Stop Ombrina (che Sinistra Anticapitalista Abruzzo appoggia in tutte le iniziative e mobilitazioni) e i cittadini chiedono e pretendono dall’amministrazione regionale di fare esattamente quello per cui è stata eletta: difenderli. Il governo Renzi si è posto contro le e gli abruzzesi. D’Alfonso e i suoi alleati avranno la forza di schierarsi dalla parte dell’Abruzzo e aprire la più dura vertenza possibile? Se questo scontro non ci sarà, l’alleato SEL che farà? Quali considerazioni e conseguenze trarrà?
Ma l’approvazione di Ombrina non è “sola”. E’ passato un mese e mezzo dai gravissimi fatti dell’8 luglio e, oltre il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, Nuovo Senso Civico e il comitato dei cittadini (tutti volontari!!!), non si registra altro sull’elettrodotto Villanova-Gissi. Il Presidente D’Alfonso e la Giunta PD-SEL non hanno nulla da dire?
Davanti a quanto accaduto l’8 luglio e all’impegno dei cittadini, le istituzioni non possono rimanere ferme. La settimana che ha portato al Ferragosto si è aperta con le polemiche sullo stato del mare pescarese e il minacciato sgombero del mercato dei senegalesi a Pescara (situazione che si è conclusa con l’intervento di D’Alfonso, in quanto il sindaco non era in città …).
L’arrivo di 200 e passa carabinieri da fuori città, l’avanzare di camionette blindate per le strade (Genova 2001? Bologna o Roma negli Anni 70? Ognuno ha probabilmente ricordi diversi che gli son tornati alla mente…), l’iniziale soddisfazione di Forza Nuova per l’ordinanza di sgombero, non turba minimamente chi si presenta come rappresentante della sinistra cittadina?
Un tavolo da cui è uscita una soluzione che caccerà via 3 migranti su 4, davanti a tutto questo, li soddisfa? 
Nessuna domanda o interrogativo sull’ordinanza emessa negli stessi giorni dell’infuriare delle polemiche sull’inquinamento del mare pescarese?
Una vicenda che lascia amarezza e sconcerto: una Regione che concede la possibilità di derogare sulla qualità delle acque di balneazione, un’ordinanza che viene emessa ma non resa pubblica, perché si sperava in successive analisi (e quindi almeno 48 ore di incertezza), una rete fognaria che mostra sempre più i suoi limiti e che – a quanto pare – dalla Regione annunciano potrà migliorare anche grazie allo Sblocca Italia (anche su questo, nessuna riflessione o perplessità?
Non desta nulla di nulla una situazione del genere?), la stessa legge nazionale che ci regalerà trivelle, privatizzazioni  e altre devastazioni ambientali tra cui inceneritori in tutta Italia. Di cui uno in Abruzzo. Notizia resa nota di recente ma che non ha portato a nessunissima reazione dalle istituzioni regionali, nonostante la presenza di chi si è assunto l’onere di portare le istanze della sinistra e dell’ecologismo …
Incredibile quanto sta accadendo sul Parco Nazionale della Costa Teatina: in pochi mesi l’assise regionale ha spostato nettamente l’orientamento sull’iter istituzionale e (grazie a consiglieri di maggioranza) ha sposato le ragioni della destra. Ragioni che hanno portato ad un voto che impegna a chiedere al Governo Renzi di fermare l’iter. L’esito del voto in consiglio regionale e l’impegno imposto alla Giunta (e che quindi ne vincola tutti i componenti) non può passare come un incidente qualsiasi o che si possono lasciar scivolare addosso come nulla fosse.
Alle componenti di SEL non provoca nessuna riflessione, anche sulle conseguenze politiche, quanto accaduto? Se, come dichiarano, il Parco Nazionale della Costa Teatina è centrale nella loro “azione di governo”, come può tutto proseguire come nulla fosse, dopo quanto accaduto?
L’Abruzzo è alla svolta decisiva: o vincono le ragioni del territorio, del futuro e dei cittadini o non ci sarà più nulla da fare. Terre di mezzo non sono più possibili (ammesso e non concesso, in realtà, lo fossero prima), bisogna schierarsi da una parte o dall’altra. Queste sono solo alcune delle tante vicende abruzzesi che lo impongono, a tutti. Non si può essere contro il PD e Renzi e non essere più che decisi e netti contro i suoi rappresentanti.
Le ragioni e gli interessi delle e degli abruzzesi e il futuro di questo territorio non possono essere posti sulla stessa bilancia di altro. Al presidente Pertini viene spesso attribuita una frase in cui invoca soluzioni più che dure quando ciò non accade. Molto più semplicemente, invece, se ciò non avverrà, auspichiamo (e ci impegneremo lì dove possibile)  un futuro con una classe dirigente (soprattutto di “sinistra”) che lo faccia. Perché questa, a tutti i livelli, dovrebbe fare una sola cosa: lasciare la politica attiva e ritirarsi.