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Il Red Network (sinistra di Syriza) contro il nuovo Memorandum

Pubblichiamo il volantino del Red Network, componente della Piattaforma di sinistra di Syriza le cui due parlamentari  avevano già votato no al piano di negoziazione proposto da Tsipras lo scorso 11 luglio, che chiama alla mobilitazione contro il nuovo Memorandum imposto alla Grecia. (trad. di F. Locantore dalla versione inglese pubblicata su SocialistWorker.org)


Solo una settimana dopo il NO di massa del referendum del 5 luglio , la leadership di governo e Alexis Tsipras sono tornati dai negoziati a Bruxelles, dopo aver accettato di un gigantesco Memorandum, socialmente ed economicamente più duro rispetto ai due precedenti e con un carattere coloniale molto più forte.

Questo Memorandum rischia di schiacciare la maggioranza sociale che vive del suo lavoro e ha sofferto nei cinque anni di politiche di austerità estreme sotto i due precedenti Memorandum, che hanno eliminato ciò che resta delle sue conquiste nel corso di molti anni.

Tsipras e il governo hanno tradito il popolo greco che ha gridato “Oxi!”, con la firma di un accordo molto peggiore rispetto alla proposta Juncker che è stata respinta nel referendum, sotto la spinta del governo stesso.

Con le sue clausole coloniali senza precedenti, questo Memorandum completa il compito disastroso di trasformare la Grecia in una colonia del debito nell’UE. Disonora la sinistra, in quanto è stato accettato in suo nome, e dal gruppo dirigente di un partito di sinistra e di un governo dominato da questo partito, che ha vinto il potere governativo basandosi esattamente sul suo impegno storico per abolire i Memorandum e rovesciare l’austerità.

Questo nuovo Memorandum sostanzialmente e praticamente rovescia il governo guidato da Syriza: programmaticamente, ma anche politicamente, dal momento che trasforma SYRIZA in un governo di austerità con una composizione sempre più pro-austerity (a maggior ragione dopo la rimozione dei ministri di sinistra e le aperture potenziali al campo di austerità).

Ciò avrà un effetto distruttivo su SYRIZA stessa, ricattandola per diventare un’apologeta dell’attuazione delle politiche di austerità; per farle rompere i suoi legami con la maggior parte della classe lavoratrice e muoversi contro di essa; per trasformarsi in un partito social-liberale dell’austerità e dell’autoritarismo.

Il nuovo Memorandum sferra un doppio colpo al sistema di valori fondamentali della sinistra e alla sua superiorità morale, imbrogliando le persone che credevano nella sua promessa di vecchia data di abolire i Memorandum e rovesciare l’austerità, ma anche tutte le persone che hanno contribuito allo sconvolgente risultato del NO nel voto referendario.

Si riabilitano il sistema dell’austerità e i partiti pro-austerità, dando loro la possibilità di affermare che Syriza e la sinistra hanno portato ad un Memorandum peggiore dei loro. Si ostacola la nostra lotta contro il capitalismo locale e internazionale, facendoli apparire onnipotenti e capaci di schiacciare e umiliare un governo di sinistra.

Per tutti questi motivi, il nuovo Memorandum pone il serio pericolo di una disillusione di massa tra i movimenti sociali e la sinistra, e allo stesso tempo crea il pericolo che il malcontento popolare sarà sfruttato dalla destra, l’estrema destra e i fascisti.

Eppure, se tutti questi sono i pericoli derivanti da questo accordo, se le sue prime conseguenze sono già visibili, tuttavia, la lotta per il suo rovesciamento non è vana. Al contrario, le possibilità di bloccare e rovesciare il nuovo Memorandum, ma anche di alzare la bandiera della sinistra, che alcuni, criminalmente, vogliono calpestare, sono grandi!

Il popolo del NO – questa enorme forza popolare, questa alleanza di classe dei lavoratori, i poveri e la gioventù che è emerso nella battaglia per il referendum – continua ad esistere. Ci dimostra che la volontà di lotta, così come la rabbia per le proprie condizioni, non solo non sono diminuite, ma si stanno accumulando alla base della società. Il testimone della battaglia contro il nuovo Memorandum può essere consegnato in nuove mani! Ciò significa che la lotta continuerà con lo stesso obiettivo di sempre: abolire i Memorandum e rovesciare l’austerità.

E anche SYRIZA – la SYRIZA di sinistra, con la sua anima radicale – continua ad esistere. I moderati del governo e di partito la ritengono giustamente un ostacolo nella gestione e attuazione del nuovo protocollo, e la minacciano di provvedimenti disciplinari ed espulsioni. Essi chiedono di essere disciplinati sulle decisioni del partito.

Ma ciò che conta per la sinistra, prima di tutto, è la disciplina sul suo programma e la sua strategia politica – tra cui l’abolizione dei Memorandum, il rovesciamento dell’austerità, il rifiuto del debito e l’attuazione delle misure di base articolate nel programma di Salonicco di SYRIZA – disciplina sui principi inviolabili e i valori della sinistra; e disciplina sulle decisioni collettive prese per realizzare entrambi.

Per SYRIZA, questo significa disciplina verso il programma del suo congresso di fondazione, i suoi impegni pre-elettorali, il Programma di Salonicco, il mandato popolare delle elezioni del 25 gennaio, e il mandato del NO del 5 luglio.

Siamo la SYRIZA che rispetta tutto questo e che chiama alla disciplina coloro che osano calpestare il doppio mandato popolare, e i principi, i valori e le decisioni collettive di SYRIZA. Per la sinistra, la disciplina non significa disciplina alle decisioni arbitrarie del “leader” e la sua ristretta cerchia!

Ora è il tempo per questa SYRIZA di entrare nella battaglia e impedire la decisione disastrosa di firmare un nuovo accordo-Memorandum.

Ultimo, ma non meno importante, vi è al di là di SYRIZA, la sinistra dei movimenti sociali e del NO. Quali che siano gli errori commessi e le divergenze che abbiamo avuto, ci siamo trovati nelle strade e nelle lotte negli ultimi anni, e abbiamo vinto la battaglia del referendum del 5 luglio. In questo nuovo ciclo di lotte sociali e politiche, dobbiamo e possiamo stare fianco a fianco!

Questa nostra battaglia è, allo stesso tempo, una battaglia contro la demoralizzazione e la delusione per un nuovo impegno da parte nostra nella lotta di massa. Non per moralismo e non perché è il nostro “dovere”, ma sulla base della ragione e dell’immaginazione, sulla base del presupposto realistico che possiamo vincere!

Insieme, il popolo del NO e il partito del NO che è SYRIZA – le forze di SYRIZA, ma anche le forze del resto della sinistra per cui “no” significa no e non può diventare “forse” o, peggio ancora, “sì” – possono intraprendere questa battaglia e anche vincere!