Brianza, dal PCL a Sinistra Anticapitalista

Pubblichiamo la lettera di un compagno della Brianza che con essa comunica le sue dimissioni dal PCL e la contemporanea adesione a Sinistra Anticapitalista. Non è nostro uso pubblicare le lettere individuali di adesione, ma in questo caso, senza nessuna intenzione polemica nei confronti delle compagne e dei compagni del PCL con i quali in non poche occasioni troviamo – e vogliamo continuare a trovare – motivi di collaborazione (come, per esempio, nel sindacato), intendiamo utilizzare questo testo come occasione di spiegazione politica delle divergenze politiche e di metodo che esistono tra noi e loro.

Carissime/i compagne/i di Sinistra Anticapitalista

con questo mio scritto vi comunico la mia decisione d’iscrivermi a Sinistra Anticapitalista. Come molti di voi sapranno ho mililtato fin dalla sua fondazione e quindi per ben 9 anni, nel Partito Comunista dei Lavoratori.

Lascio quel partito con un bel po’ di sofferenza. Il mio passaggio era meditato da tempo e sempre rinviato nell’attesa sempre più vana che qualcosa si modificasse nel PCL.

Ritengo sempre valida l’idea di un partito comunista marxista leninista d’interpretazione trotzkista. Ciò che non regge più, soprattutto nella drammaticità di una crisi sistemica e di sovrapproduzione, è l’idea di un partito completamente autorappresentativo e direi autosufficiente, quasi impaurito all’idea di contaminarsi con tutte le variegate, sia deboli sia forti, manifestazioni di lotta delle classi subalterne.

E’ a mio avviso sbagliato rifiutare a priori qualsiasi confronto critico con altre realtà. affermarndo che in ogni caso prima viene l’identità del partito.

E’ all’opposto, nel confronto critico con altre realtà, che devi cercare di affermare la tua egemonia. Inoltre nella storia attuale le realtà di lotta anche solo progressiste ed anticapitaliste possono via via assumere un’egemonia comunista e rivoluzionaria se si è capaci di agire dall’interno.

Mettendo steccati solo di bandiera e di pregiudizio ci si preclude non solo questa possibilità, ma anche si favorisce uno sbocco autoritario e guerrafondaio di questa crisi.

E’ necessaria pertanto una struttura che sia al contempo parttito e movimento. Che abbia fondamenti teorici ed organizzativi solidi ma che sappia intelligere la realtà attuale sia dell’Italia che dell’Europa che del mondo.

Per questo aderisco a Sinistra Anticapitalista.

Renato Pomari